Giu 272014
 

Autore: Paolo “NonnoPaolo”

 Diablo NonnoPaolo

Vi voglio parlare della mia ultima realizzazione: Il Diablo 3D in Depron.
La costruzione non ha presentato alcun problema: ho approfittato di un po’ di materiale che avevo in casa, dal depron a tutta l’elettronica, per fare un modellino che dà veramente tante soddisfazioni. Il progetto è fatto bene e basta rispettare il disegno.
Dopo avere fatto le classiche stampe in A4 (per questo uso Acrobat: uso il PDF originale e in fase di stampa scelgo l’opzione poster che divide un foglio grande A0 in tanti A4 con i marcatori di taglio) ed avere ricomposto il progetto in A0, il metodo che uso io, se voglio procedere spedito, è quello di sovrapporre il progetto ai fogli di depron e bucare la carta con una matita in corrispondenza dei vertici del disegno dei vari pezzi.

IMG_20140529_190531

Basta poi seguire i segni lasciati nel depron per tagliare adeguatamente i pezzi, va fatta un po’ di attenzione per non sbagliare i tagli congiungendo i punti sbagliati. Prima di cominciare ad assemblare, è sempre opportuno fare un pò di attenzione, guardando e riguardando il progetto, sia perché una volta incollato quello che c’è da incollare non si torna indietro, sia perché potrebbe anche essere opportuno fare qualche correzione sia perché le eventuali decorazioni sono più facili da realizzare a modello ancora smontato.
Per la decorazione mi sono ispirato al Super Chipmunk, velivolo che mi è sempre piaciuto moltissimo e che spero un giorno di potere avere in versione maxi. Per i colori, ho usato quelli acrilici ad acqua dati a pennello, con l’ausilio di mascherature fatte in nastro carta da carrozzieri.

IMG_20140604_205656

Le squadrette dei servi le ho realizzate con vecchie carte carburante ritagliate; nei benzinai si trovano abbastanza facilmente pacchetti di vecchie carte per la raccolta punti, tipo carte di credito, che si ritagliano facilmente a misura con le forbici, ed hanno la giusta resistenza. Si pratica un taglietto nel depron e si incollano con epossidica. Le cerniere le ho realizzate con nastro fibrato sul lato piano, e nastro trasparente sul lato “smussato”. Per quanto riguarda i tiranti ho usato un metodo che ho visto tante volte e non avevo mai provato, realizzato con bacchetta di carbonio a misura, squadrettina in acciaio armonico e termoretraibile. Prima di descriverlo, si fa prima a vedere la foto; ad ogni modo è quello indicato nel progetto. L’ho trovato abbastanza efficace, anche se così come è fatto non consente regolazioni meccaniche dei trim, quindi, prima di installare i tiranti, bisogna accertarsi che i servi siano centrati (basta un provaservi, che è uno di quegli acquisti che ci si ritrova per tutta la durata della propria carriera di aeromodellista) e che le appendici alari siano in linea con la parte fissa (eventualmente, io le tengo ferme aiutandomi con un paio di mollette per il bucato). Poi taglio la bacchetta di carbonio un po’ abbondante, infilo uno spezzone abbondante di termoretraibile, inserisco l’acciaio nel forellino della squadretta del servo o dell’appendice alare, accoppio la squadrettina di acciaio al carbonio fissandola con una goccia di ciano, faccio scivolare il termoretraibile fino a coprire l’accoppiamento e lo scaldo. Il tutto, prima da un lato e poi dall’altro, ad operazione completata taglio con le forbici l’eventuale pezzetto di bacchetta in eccesso. Tutto abbastanza spartano ma efficace.
Nel realizzare il modello, mi sono accorto che le lastre di depron si erano leggermente imbarcate, quindi la fusoliera mi è venuta leggermente incurvata, ed il piano di coda inclinato rispetto alle ali; per rimediare ho inserito in coda un paio di tiranti in filo di nylon da pesca, fissati tra deriva verticale e piani orizzontali, in modo da provare a raddrizzare il tutto, più per un fatto estetico che aerodinamico, in quanto il modello non ne risente completamente, ma non è bello da vedere… Per il carrello c’è poco da dire, se non che le ruote dell’Easycub Multiplex si sono rivelate perfette per lo scopo!
Come colla, in casa non avevo la UHU POR che uso solitamente con il depron ed ho usato colla a caldo ed epossidica, secondo le parti del modello. Dopo i primi voli, ho rilevato una criticità nella parte finale della fusoliera, nella parte più stretta, dove inizia il piano di coda; lì il depron si è spaccato su un lato del foglio orizzontale forse a causa delle vibrazioni, e l’ho sistemato semplicemente raddoppiando lo spessore con due pezzetti di depron opportunamente sagomati ed incollati sempre con epo 5′.
Come elettronica avevo un motorino preso da GiantCod in UK, un 1000kv da 100 gr circa, un ESC da 30 A reduce ancora dei tempi degli F22 di TomHE, tre servettini da 9 gr e come lipo una 3s da 1300. Peso finale in ODV: 400 gr. tondi, che possono essere sicuramente ridotti avendo più cura negli incollaggi ed in qualche altro aspetto della costruzione. Devo dire che in tutto questo, a montaggio completato, mi sono accorto di essermi dimenticato di inserire la baionetta nel piano di coda, ma la cosa è risultata praticamente ininfluente, quanto meno per ciò che faccio io.

IMG_20140614_181053

Per ciò che riguarda il volo, sono rimasto impressionato.
Al primo volo ho regolato il CG all’altezza della baionetta in carbonio, rinunciando alla solita prudenza (giusta) di tenersi leggermente picchiati. L’ho fatto decollare con lancio a mano con il modello che è scappato letteralmente dalle mani, dritto come un fuso. Qualche tacca di trim qui e là e sin dal primo volo non ha avuto alcun problema con tutte le manovre di base, volo rovescio, a coltello, etc.. Il Diablo 3D consente un volo lentissimo, tranquillo, un vero piacere. Atterraggio praticamente da fermo. Sul modello ho utilizzato lo stabilizzatore Orange a 3 giroscopi venduto da HK, questo consente ad un modello così leggero e con così tanta superficie esposta all’aria di volare in assoluta tranquillità anche in presenza di vento forte e rafficato. E’ come se il vento quasi non ci fosse, cosa che mi fa guadagnare giornate utili quando si aspetta con ansia il fine settimana per fare un paio d’ore (quando va bene) di voli.
Modello perfetto sia per chi si voglia allenare nel 3D sia per chi vuole semplicemente divertirsi senza impegno e senza pista(!).

Il video del collaudo:

Ago 272012
 

Autore: Paolo “NonnoPaolo”

Che dire… Mi definisco un cosiddetto “niubbo”, un totale esordiente nel mondo dell’aeromodellismo, considerato che volo solo da un anno e mezzo circa; avevo iniziato direttamente con gli elicotteri (perché uno se le va a cercare…), passando in pochi mesi dal giocattolino da pochi euro al Raptor 50 in fusoliera Ecureil.
Un bel giorno è accaduto che il mio amico Francesco “teknofrance”, anche lui provvisoriamente elicotterista, è arrivato al campetto con un Apprentice; quasi in contemporanea il mio Raptor si è spento in volo a pochi cm da terra, senza danni, ed il meccanismo è scattato inesorabile.
Basta con gli elicotteri: troppo stress!

Venduto l’Ecureuil prima che andasse distrutto, e primo aeroplanino, il mitico Multiplex Funcub, secondo me il miglior modello mai concepito per iniziare a volare; poi il Piper, i depron, e così via, passando per vari modelli, tutti rigorosamente elettrici, o crashati o venduti.
Ma che differenza con gli elicotteri!
Rompi? Incolli!

Ma la frequentazione con gli amici del fantastico campetto di Cantello, tutti a scoppio, non poteva non lasciare il segno. Lo scoppio mi ha sempre attratto, per vari motivi: l’autonomia superiore agli elettrici, la costanza della potenza a disposizione dal primo all’ultimo minuto di volo (se vogliamo magari maggiore, visto che il modello si allegerisce), il fatto di non doversi preoccupare di ricordarsi di caricare le batterie, e poi il rumore e la puzza!!!
Quando poi ho scoperto l’esistenza dei motori a 4 tempi, con l’alberino a camme, le astine, i piccoli bilanceri e le valvoline, ma soprattutto il rumore tondo e pieno, quello dello scoppio era diventato un chiodo fisso.
Ma la paura di incappare in qualche altra “spenta” in volo o di non essere capace di mettere a punto il motore, mi ha sempre frenato, ma avendo intenzione di passare prima o poi a modelli di dimensioni maggiori, senza dovermi svenare per comprare lipo di dimensioni sempre maggiori, questa per me era un tappa inevitabile.
Fatto sta che un carissimo amico del gruppo, per sdebitarsi di un favore che gli avevo fatto, ha ricambiato in maniera esagerata regalandomi un BF109 Kyosho, motorizzato Enya 61 4t, fermo da anni a prendere polvere presso la sede del gruppo. Ed anche stavolta il passo è stato breve: grandissima emozione nel portare in volo la prima volta lo smarmittato e scoppiettante caccia tedesco, ma amore immediato e definitivo!
E così, tra un annuncio e l’altro, previa vendita di qualche modello poco usato, ho trovato questo Giles MX2 di Mattfly da 1,5 mt circa di a.a., nuovo appena montato, motorizzato ASP 61 (questo non proprio nuovo…), con il quale ho avuto anche il mio primo acrobatico a scoppio.

Resta sempre il timore, dovuto all’inesperienza, di non riuscire ad interpretare ed “intercettare” per tempo eventuali problemi, il pensiero di dovere prima o poi smontare un motore e rimontarlo a dovere, tutte quelle cose che, in definitiva, l’elettrico non necessita di sapere e conoscere. Ma la soddisfazione di fare, se voglio, un intero volo a tutta manetta senza dovermi preoccupare della durata delle batterie, accompagnato inoltre da un suono di sicuro più vicino al velivolo reale, per me resta impagabile.
Va da se che l’esperienza fatta con gli elettrici nel bilanciare il modello, nel capirne (con tutti i miei enormi limiti) il comportamento in volo, e tutto il resto, sta pagando abbondantemente. Cambia parecchio, ovviamente, il modo di gestire il gas, considerato che il motore elettrico ha una coppia costante mentre lo scoppio non risponde nello stesso modo, cosa che mi teneva in ansia ma che, alla prova dei fatti, mi ha creato meno imbarazzo di quanto pensassi.
Ho già in mente i prossimi passi, uno dei quali sarà quello di dotare il Giles di un motore più performante, per poi, quando sarà, passare a qualcosa da 1,80 – 1,90… Ma ormai ho rotto il ghiaccio e per le prossime mosse è questione solo di tempo, pazienza e… Euri 🙂

Questa è un pò la mia storiella, forse un pò ingenua e sempliciotta, di debuttante nel mondo dello scoppio.
Spero la lettura vi sia piaciuta e nel frattempo mi godo tutte le scomodità di questa nuova situazione!

Ciao
Paolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...