Mag 162012
 

Autore: “Fabry72”

La Freewing ha di recente messo in commercio un nuovo jet in materiale espanso, ispirandosi al russo Su-35 Flanker: un caccia da superiorità aerea puro, tra i più recenti prodotti della super-potenza dell’est.
Devo dire che già ero estasiato dall’originale, così quando ho visto la riproduzione dalla Freewing non ho avuto esitazioni e 23 ore dopo l’ordine (gulp!), di un noto rivenditore italiano, il Flanker era sull’uscio di casa mia!

All’arrivo della confezione, scartato l’imballaggio, si presentava così:

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

L’imballaggio è molto curato in ogni sua parte, e infatti ad una prima ispezione tutti i pezzi sono perfettamente conservati e senza un graffio, il che pensando da dove arrivano questi pacchi (Cina) è un bel risultato.

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

Il montaggio è una “passeggiata”, oramai in questi casi non si può parlare di modellismo ma di bricolage, alla portata di chiunque, pure sprovvisti di utensili visto che sono già contenuti nella scatola con tanto di colla. A proposito di colla qui una bella sorpresa: le parti sono quasi tutte da avvitare tranne il musetto e altri due ammennicoli, quindi piani di coda, timoni e ali si posizionano in sede con cinque minuti di cacciavite: a prova anche del più impaziente dei bambini, tra i quali mi ci metto pure io!
Le ali sono fissate alla fusoliera tramite baionetta di sezione tonda in sezione quadrata, che non lascia giochi e anzi è fin troppo dura nell’inserimento.
Inoltre sono presenti rinforzi in barre di carbonio per le ali e i piani di coda.
Per finire basta collegare i vari cavi che arrivano ai servi, una controllata al giusto serraggio di tutte le viti e il gioco è fatto: circa mezz’ora di lavoro in tutto!
Montandolo si può percepire la cura prestata nei dettagli: ogni pezzo coincide all’altro e vi è una larga profusione di minuterie metalliche che si sarebbero banalmente potute risparmiare con un po di colla, quindi brava Freewing!
Possedendo uno dei modelli precedenti, e cioè il Freewing Eurofighter, non si può non notare la volontà di questa azienda di migliorarsi, proponendo un modello evoluto sotto tutti i punti di vista, dall’assemblaggio alla verniciatura. L’unico dettaglio che non mi piace è il pilotino: è troppo grande e rovina l’aspetto generale che è tutto piacevolmente in scala, inoltre la cabina è molto più povera dell’Eurofighter… peccato!
Il modello montato fa bella mostra di sé sul mio tavolo, accanto all’ Eurofighter!

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

Dopo il montaggio ho preferito fibrarlo con fibra da 25 gr e collante acrilico, per me una consuetudine oramai, che dona un po di robustezza a questi modelli molto delicati e ingombranti, che altrimenti si rovinano più nel bagagliaio della macchina durante i trasporti che durante i crash. Inoltre il peso ne risente poco, all’incirca 90 grammi di aggravio.

Qualche dettaglio sul modello:

  • Apertura Alare: 1080mm
  • Lunghezza: 1630mm
  • Peso in ODV: 2700g
  • Spinta: 3000g
  • Motore: 2839-2200KV Brushless
  • Ventole: 2 x 70mm (1 x normale e 1 x rovescia)
  • Regolatori: 2 x 50A
  • Vettoriale 360°
  • Carrelli rettrattili elettrici robusti in alluminio
  • Servi: 9 x 9 gr Micro Servi e 2 x 17 gr Servi
  • Batterie: LiPo 22,2V – 6S – 3600-4000mAh – 25-35C
  • Modello pre-assemblato al 95% (pronto in circa 120 minuti)
  • Manuale in Inglese

Il vano batteria è posto dietro l’abitacolo ed è molto capiente (200 mm di lunghezza x 58 mm di larghezza x 75 mm di Altezza), infatti mentre sull’Eurofighter la mia lipo 6s da 4000 mah non entrava, quì entra agevolmente la 5000 mha. La capottina di chiusura è posta dietro l’abitacolo e intelligentemente è provvista di incastro sul davanti e calamite sul posteriore, giusto per scongiurare il sollevamento in volo, cosa successami invece sull’Eurofighter (facendomi vedere “i sorci verdi”). Il peso totale è di 2.290 grammi, (2.200 senza fibratura), che con la mia batteria 6s da 4000 mah mi porta ad un peso di 2.860 grammi in ordine di volo, un po sopra il dichiarato di 2.600 grammi.
La propulsione di questo modello è affidata a due ventole da 70 mm, la cui particolarità è di essere contro-rotanti (per eliminare la già poca coppia motore), il motore è un 2.200 kv (nella versione 3D distribuita in Italia), il tutto dovrebbe dare una spinta pari a 3 kg, quindi sopra il rapporto 1:1, naturalmente servono batterie con alta capacità di scarica (sopra i 25 C).
Un appunto sul baricentro: da scatola viene indicato tra 145 e 155 mm dal bordo di entrata dell’ala, ma da prove sul campo con 145 mm il modello è troppo picchiato, con 155 va bene, ma ci si può spingere fino a 165 mm senza problemi.

SU-35 Freewing grey camo

Ed ora l’agognata prova di volo…
Giornata limpida ma vento consistente da sud-est “tipico” del mio campo volo, che purtroppo è in erba come tanti campi in Italia, il che non va a braccetto con questi modelli che richiedono piste asfaltate per non stressare i carrelli e le ruote, che essendo in scala col modello sono piccoli e delicati… ma io non rinuncio: come si fa a privarsi della bellezza di far volare un Flanker? non si può!
Inserisco la batteria, un controllo al baricentro, un controllo ai comandi e via con una prova di rullaggio: il modello procede dritto.
Noto però subito che il carrello anteriore è cedevole, e questo non va bene su un modello che ha un angolo di attacco alare pressoché nullo: si rischia che in accelerazione si arrivi ad un angolo negativo che preclude il decollo.. inoltre l’attacco dello stesso è debole e potrebbe cedere se stressato..
Comunque parto e nonostante l’erba dopo circa 30 metri di pista il modello spicca il volo in modo deciso, appena in volo un paio di tacche di trim a cabrare e una a ruotare… prima impressione: il modello vola sui binari, sono bastati il 30% di expo sui comandi per renderlo reattivo il giusto senza essere scorbutico. Qualche virata in quota per saggiare le caratteristiche di volo e poi un bel passaggio basso e veloce: il modello in volo è splendido, sembra di vedere l’esatta controparte reale e l’emozione e tanta… quindi procedo con una salita a candela che il modello esegue fino a quota ragguardevole, indice di un’ottima spinta.
Provo a fare qualche stallo in volo orizzontale per prepararmi all’atterraggio imminente, visto che ho impostato il timer a 5 minuti per sicurezza. Lo stallo avviene in modo lento e prevedibile: sembra quasi di pilotare un’ala alta da quanto galleggia in aria a motore spento!
Atterraggio: pura formalità con queste doti di volo, una leggera cabrata prima di toccare terra per un’atterraggio “in scala” perfettamente riuscito.
Questo modello mi ha pienamente soddisfatto sotto tutti i punti di vista!
Nota dolente: questo aereo “succhia” le batterie, 4-5 minuti con la 6s 4.000 mah e circa 7 minuti con la 5.000 mha con un volo “tranquillo” sono pochini…

Al secondo volo le cose non sono andate per il verso giusto, l’erba del campo era un po più alta e umida, e ciò non mi ha permesso di decollare neanche dopo 50 metri di pista. Le mie paure sul carrello anteriore si sono avverate e dopo qualche buca l’attacco a ceduto creando una crepa all’interno della fusoliera.
Insomma, come già detto, questi modelli hanno come punto debole i carrelli e la pista di volo dev’essere adeguata al carico che gli stessi possono sopportare, pena il passare più tempo sul banco di lavoro che a volare.

Concludendo mi sento di consigliare questo jet elettrico a chiunque ami queste riproduzioni, sia per la realizzazione (non esente da qualche difetto) che per il volo veloce e realistico che sa offrire.

Link al sito Freewing

Mar 102011
 

Autore: Fabio “Comet”

Un GRANDE Eurofighter!!!

Eurofighter Freewing Oversize 01

Non ci sono aggettivi per descriverlo!!!
Intanto vorrei  ringraziare per la disponibilità l’amico Alex di RcModelmania che nonostante le peripezie “doganali” è riuscito a farmi avere in tempo record il modello.
Ma cominciamo con ordine: appena aperta la scatola mi sono subito reso conto che questo modello è una spanna oltre a tutte le altre realizzazioni in polistirolo classe 90mm. Chiamarlo “polistirolone” in questo caso è, oltre che riduttivo, decisamente inappropriato. La finitura superficiale è fantastica, non si vede la trama dell’espanso, le linee dei pannelli non sono solchi come per altre marche, ma sono presenti una miriade di stancil (tutte decals sottilissime ad acqua e applicate con criterio maniacale). L’abitacolo è stupendo con: sedile, manette, hud, schermi e pulsanti tutto in rilievo (niente decals) e perfettamente verniciato. In dotazione c’è un pilotino molto più che credibile. Simili abitacoli si vedono solo nei modelli a turbina più rifiniti. L’impianto luci è completo ed istallato (composto da led coperti da bullbi in lexan non semplicemente incassati nella struttura). Carrelli in alluminio “simil-FlyFly“ ma in materiale migliore e a comando meccanico. La qualità in questo caso si vede.

Ma passiamo all’assemblaggio, in questo caso la parola costruzione è esagerata visto che si devono solo incollare le ali, baionette in carbonio e direzionale. I canards sono solo da infilare in sede come i carrelli posteriori.

Eurofighter Freewing Oversize 02

Il contenuto della confezione

Vi dico subito Eurofighter Freewing Oversize si completa in circa 3 ore . Il manuale consiglia di usare epossidica 5 minuti (fornita nel kit), ma per le ali è evidente che sia molto meglio la 20 minuti, per permetterne un corretto allineamento. Le ali si incollano semplicemente alla fusoliera. Dei piccoli incastri ne regolano il montaggio, per agevolare l’allineamento ho preventivamente fatto delle mini baionette con degli stuzzicadenti, uno vicino al bordo di entrata e uno vicino a quello di uscita in modo da avere un perfetto allineamento. Quando entrambe le ali sono salde si infilano i due longheroni alari sempre fissando il tutto con epossidica da 20 minuti. Nel caso la colla sporcasse il modello è possibile toglierla prima che asciughi semplicemente con un panno morbido pulito, la superfice liscia della vernice non lascia tracce mentre eviterei di usare alcool per non lasciare antiestetici aloni. Si fissano i connettori degli alettoni e quello delle luci e si fa sparire il cavo eccedente all’interno del vano previsto in fusoliera. I link degli alettoni, i loro servi e le cerniere sono già in posizione. Consiglio di rivedere gli incollaggi delle squadrette perchè fatti con una specie di vinavil tutt’altro che solida. A questo punto si montano i carrelli alari, le basette in compensato presentano già i fori su cui si avviteranno le macchinette, prima ovviamente andrà inserita l’asta di comando nel servo già in posizione sulla fusoliera. Una volta fissato il tutto si accende la radio e si collegano le spinetta dei carrelli alla ricevente (i 3 servi dei carrelli sono già cablati con le opportune Y). Qualche minuto è necessario per la regolazione delle aste tra servi e carrelli ma nulla di particolare. Nel mio caso uno dei carrelli non funzionava. Ho smontato il carrello e scollato il relativo servo ma con sorpresa ho notato che il servo era funzionante. I servi dei carrelli hanno ingranaggi metallici e interruttore termico per evitare che si brucino in caso di blocco o avaria ….. non male. Trovato il problema (qualche cinesino aveva ficcato la colla bianca anche all’interno della macchinetta del carrello) ho rimontato tutto e verificato il funzionamento. Raccomando a tutti di serrare tutte le viti dei carrelli, delle ruote ma anche le viti più nascoste. I cinesi sembrano dedicare poco tempo (e poco frenafiletti) a questo semplice dettaglio. La deriva si incolla e poi si collega la spinetta della luce di posizione posteriore. La carenatura del dorso invece si fissa col biadesivo previsto per poter eventualmente aprire il tutto in caso di necessità. Quindi i canards che si infilano nei supporti pre-istallati, si avvitano i link con uniball e si collegano ai servi (anche loro premontati e settati).
Infine il collegamento con la ricevente. I cavi sono etichettati (meno male perchè sono veramente molti). Nella seconda foto si vede in alto la centralina delle luci, e i cavi di alimentazione. Ho notato che questa centralina ha due uscite libere, quindi non mi dispiacerebbe mettere un led dietro al pannello strumenti… vedremo se è fattibile senza troppo lavoro.
Da segnalare  l’utile presenza del connettore deans con adattatore per usare un unico pacco 6S o due pacchi 3S da mettere in serie… piccoli dettagli ma che la dicono lunga sul livello di prefabbricazione.

Foto dell’assemblaggio.

Eurofighter Freewing Oversize 03

Eurofighter Freewing Oversize 04

Eurofighter Freewing Oversize 05

Eurofighter Freewing Oversize 06

Eurofighter Freewing Oversize 07

Eurofighter Freewing Oversize 08

Eurofighter Freewing Oversize 09

Eurofighter Freewing Oversize 10

Il gruppo propusore non vibra (e questo è positivo), ha un bel sound e ha apparentemente un discreto tiro, somiglia molto alla Wemotec 5 pale Midifan. Il motore è un inrunner da 1750kv quindi molto prossimo come prestazioni teoriche al HET 600/37-2, mentre il regolatore da 85 Ampere lascia prevedere degli assorbimenti piuttosto elevati.
Il modello completo pesa in ordine di volo, con 6S3400 40C, 2250gr..
Grazie alle verifiche strumentali posso affermare che ha una potenza di 1400w con circa 62A di consumo. La spinta è notevole, superiore al peso perché il modello si sostiene in hoovering tenendolo in mano.

VOLA BENISSIMO!!!!!!!!!!
Ho fatto il collaudo al Fan Meeting di Siziano. La pista in erba è purtroppo molto pesante per via dell’acqua caduta, tuttavia il modello dopo una corsa di una 20 di metri è decollato. La spinta è esuberante, le ruote piccole sull’erba bagnata creano qualche difficoltà, il terreno molle non consentiva il decollo con le escursioni minime. Quindi durante la corsa ho tolto il dualrate e il modello si è alzato con un angolo mostruoso (oltre 60°), ha preso quota rapidamente, tanto rapidamente che ad una quindicina di metri ho dato comando a picchiare perchè continuava a salire…
Il modello vola egregiamente, a manetta è veloce ma si lascia portare anche con meno di metà gas. Bisogna dire che i canards e i vettoriali sono molto efficaci. Il baricentro segnato sulle ali è perfetto. Ho volato con 6S 3400 40C per 4 minuti atterrando con ancora 1/3 di carica. L’atterraggio è una formalità (Ah, i delta…), si lascia un terzo di motore, muso alto e il modello tocca terra sui carrelli posteriori. Non avevo molta fiducia sulla robustezza dei carrelli ma mi sono dovuto ricredere, nonostante il terreno pesante non si sono minimamente piegati.

I servi dei carrelli del modello distribuito in Italia sono della seconda serie (quindi modificati), sono digitali e in metallo, producono un certo rumore che non può essere eliminato. Si può ridurlo (quasi totalmente) regolando il fine corsa se hai una radio programmabile , ma bisogna fare attenzione perché se si riduce troppo la corsa si potrebbe non arrivare al corretto bloccaggio meccanico. Bisogna provare a ridurlo poco per volta e verifica che sopratutto quando sono estratti siano bloccati altrimenti si chiuderanno sotto il peso dell’aereo.
Con le batterie da 3300 si possono fare anche 4 minuti di volo se non si abusa troppo del tutto gas. Bisogna considerare che a manetta il motore consuma 1000 mah al minuto, ma riducendo il gas il consumo e’ molto più basso.

Arrivato al decimo volo senza il minimo inconveniente posso tirare delle conclusioni.
Consiglio di usare la massima escursione dei comandi (aileroni, canards e vettoriali) per il decollo anche su asfalto, perchè l’assetto a terra è poco cabrato e quindi avere molto comando aiuta.
Il modello è prevedibile, stabile e divertente.
Ribadisco che il volo è molto sicuro e divertente.
Già al secondo volo è stato possibile azzardare qualche orribile figura stile 3D (le odio, lo confesso) la velocità di stallo grazie ai vettoriali e praticamente zero.
Gli atterraggi sono quanto di più semplice si posa pretendere.
Questo modello è addirittura più facile da pilotare del MB339 FlyFly.
I canard/vettoriali non sono escludibili in volo nel mio settaggio e la cosa non rende affatto problematico il volo o l’atterraggio. All’occorenza riduco tutte le corse con il dual rate.
Il materiale è senza dubbio migliore del GWS come robustezza, è un espanso denso e con una buona finitura superficiale.
Considerato che poi il tutto è assemblato e che il modello è pure ben fatto direi che il rapporto con il prezzo di vendita sia decisamente buono.
Non mi sono mai sbilanciato in simili sviolinate ma questa volta era d’obbligo!

Vogliamo trovargli un difetto? La decorazione della Luftwaffe… niente A.M.I.. Ma a questo ovviamente provvederò presto!!!

Altre foto del Eurofighter Freewing Oversize

Eurofighter Freewing Oversize 11

Eurofighter Freewing Oversize 12

Eurofighter Freewing Oversize 13

Eurofighter Freewing Oversize 14

Video del Eurofighter Freewing Oversize

Feb 282011
 

Un modello davvero completo!

Autore: Alberto Tabaroni – Bologna

Su34 Freewing 01

Ho preso il kit con il solo modello. Per cui ho potuto decidere completamente la configurazione del mio Sukhoi 34.
Il livello di finitura è buona, mentre il materiale è piuttosto delicato e tende a spezzarsi facilmente, soprattutto i missili alari (che sto meditando di togliere).
Come motorizzazione ho deciso di usare due ventole red velocity da 64mm,  due regolatori Hyperion 50A opto ed una batteria 4 celle da 3700mAh. Bisogna anche considerare che il modello è predisposto per ospitare una motorizzazione più estrema permettendo l’uso di due ventole da 70mm. Ho preferito evitarle per mantenere più contenuto il peso ed avere una discreta autonomia. Sicuramente con delle 70 avrei avuto più spinta, minore velocità d’efflusso e ci sarebbe stato bisogno di una batteria ancora più grossa per sopperire ai consumi, le due red velocity mi sono sembrate una buona soluzione (le ventole che danno in dotazione mi sono sembrate troppo fragili da subito per il wattaggio che volevo ottenere).
La potenza misurata è di circa 1500W, la spinta non l’ho verificata ma ad occhio passa i 2Kg.
Il modello a causa delle batterie comunque sovradimensionate (che ci stanno appena nello spazio dedicato) e delle ventole piuttosto pesanti è venuto un pò sovrappeso (circa 1850g) ma sale in verticale senza problemi. La velocità non l’ho verificata ma nonostante la spinta non è un fulmine, ad occhio farà poco più dei 150 km/h.
Il consumo è di 98A a tutta manetta ma per stare in volo bastano solo 26A.
Naturalmente nelle manovre azzardate il gas è sempre a tavoletta, l’autonomia perciò è molto variabile, normalmente consumo circa 3000 mAh in 4 minuti di volato allegro.
Decolla facilmente da una pista in erba (ben rasata e facendo attenzione che non si aspiri troppe cose dalle aperture ventrali). Consiglio di rinforzare il vanno carrelli, quello anteriore l’ho spezzato al terzo atterraggio a causa delle minuscole ruotine e delle asperità del terreno. Quelli posteriori per ora reggono ma è meglio atterrare molto dolcemente per evitare danni.
In volo il vettoriale funziona bene ma in alcune manovre si sente molto la mancanza del direzionale. Di spinta ne ha a sufficienza per fare hoovering ma senza i timoni verticali mobili si può rimanere veramente poco in tale posizione!

Il modello “completo” arriva a casa con tutti i servi necessari già installati e il set di motorizzazione. Ho letto che anche con la motorizzazione originale, soprattutto la seconda serie che monta un motore da 3900 giri, vola decisamente bene.
Le altre pecche a mio avviso riguardano i rinvii utilizzati per i servi dei carrelli (dopo quasi 2 mesi quello del carrello anteriore ha ceduto dopo il decollo ma per fortuna prima di spezzarsi del tutto è riuscito ad aprire il carrello per l’atterraggio). Ho aggiunto un filo in kevlar sul carrello anteriore, per far si che decollando su erba non ceda la base dove è attaccato, che essendo dello stesso materiale del modello risulta alquanto fragile (in compenso una volta l’ho spezzato). Se avete la fortuna di poter utilizzare questo aereo su pista in asfalto non ci sono problemi. Consiglio comunque dei servi per i carrelli da almeno 2KG con una buona escursione. Personalmente ho montato servi economici e se li faccio muovere lentamente fanno fatica.
Un’altra pecca è il fastidioso dondolio sull’asse del rollio alle medie velocità, forse dovuto ad una eccessiva flessibilità delle ali, che a mio avviso andrebbero irrigidite con una stecchetta di carbonio.
Altra cosa che ha influito sul peso è la batteria separata per la ricevente e la telemetria. Forse in totale si potrebbe risparmiare un bel po’ di peso. Inoltre i due regolatori pur sopportando tranquillamente gli ampere dichiarati, in estate soffrono. Mi è capitato che al terzo minuto di volo allegro abbiano ridotto la potenza per il troppo calore, stavo volando con oltre 30 gradi all’ombra. Con temperature più miti nessun problema, anche se due da 60A, con la mia motorizzazione sarebbero una soluzione definitiva.

Volo con il Sukhoi 34 da un paio di mesi e devo dire che si comporta molto bene.
Il modello è comunque un ottimo volatore ed il vettoriale seppur limitato è molto divertente, basta fare attenzione prendendoci la mano. Consiglio di non improvvisarsi in manovre impossibili visto che perde quota in fretta ed uscirne non è sempre semplice. Ovviamente provare queste figure al limite è molto divertente!
Per l’atterraggio meglio bloccare gli ugelli e scendere normalmente senza vettoriale, vista la stazza plana abbastanza dolcemente ed è una fortuna visto che bisogna atterrare con pochissima inclinazione pena la perdita del “codone”.
In definitiva un ottimo rapporto costo prestazioni. Facile da portare se usato con poca escursione e ugelli fissi, mentre diventa abbastanza impegnativo se si attiva il vettoriale e si osa un po’!

Su34 Freewing 02

Il contenuto della confezione

Qualche foto, purtroppo fatte dopo 8 mesi di volo!

Su34 Freewing 03

Su34 Freewing 04

Su34 Freewing 05

Su34 Freewing 06

Su34 Freewing 07

Su34 Freewing 08

Su34 Freewing 09

Su34 Freewing 10

Su34 Freewing 11

Feb 182011
 

Un bel F-86 in livrea Skyblazers

Autore: Andrea “Chetto1965” Ronco

F86 Freewing 01

Sabato 27 Novembre 2010, in una splendida giornata autunnale ho collaudato un F86 Freewing, modello in EPO assolutamente pronto al volo, basta aggiungere la batteria, una ricevente e si vola!

Il modello arriva in una scatola di cartone sufficientemente robusta per proteggerlo adeguatamente dai maltrattamenti subiti durante il trasporto. Dotata di maniglia di trasporto e guscio interno di polistirolo dove i pezzi sono sistemati con cura e protetti in sacchetti di nylon.

Peccato che il modello una volta montato non possa più essere riposto in essa, anche se, a dire il vero, si potrebbe prevedere un sistema per rendere smontabile il piano di coda.

Già da una prima analisi, l’impressione che se ne trae è di un modello fatto bene e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Di serie monta una ventola da 64mm, motore outrunner da 4300 Kv, regolatore da 30A con BEC, 3 mini servi (uno per ogni alettone e uno per elevatore), un sacchetto con l’hardware necessario (viti, squadrette ecc.) ed i rinvii già installati.

F86 Freewing 02

Il contenuto della confezione

A questo proposito due osservazioni degne di nota in quanto cosa rara nelle scatole di provenienza cinese… viene fornita la colla epossidica bicomponente in tubetto e l’hardware presenta alcuni elementi in eccesso per sopperire ad eventuali rotture o smarrimenti, addirittura viene fornito un cacciavite per avvitare le 4 viti che bloccano l’ala alla fusoliera!

F86 Freewing 03

La minuteria

Entrando un po’ nei dettagli costruttivi di questo F86 si nota che il materiale EPO con cui è costruito è abbastanza solido, molto ben verniciato e con delle decals ad acqua veramente belle ed applicate benissimo.

Le cerniere delle parti mobili non sono, come di solito avviene sui modelli in EPO, ricavate dal materiale stesso ma sono del tipo a cerniera

F86 Freewing 04

In dotazione c’è anche un foglietto di decals sempre ad acqua con alcune stelle e due bande colorate per gli ultimi ritocchi.  Stranamente sono riuscito ad applicarle senza alcuna difficoltà (al contrario di quelle ad esempio dell’Alfa Models con cui ho sempre “litigato”).

I servi hanno un buon ritorno a zero ed a riposo non trillano in alcun modo, segno che i rinvii già installati di fabbrica sono sistemati bene e non generano sforzi inutili.

Ad essere pignoli l’unico appunto è relativo ai due rinvii dell’elevatore che, passando sopra la ventola ed ai cavi motori sono gli unici a presentare un leggero sforzo che si traduce in un movimento non proprio velocissimo delle due parti mobili della coda…cosa comunque che in volo si rivelerà assolutamente ininfluente sulla precisione di volo.

F86 Freewing 05

Il montaggio del modello è banalissimo essendo praticamente tutto già fatto: solamente la sistemazione della ventola incastrata nel materiale della fusoliera, ha richiesto un po’ di scavatura del materiale dell’ala con cui va in contatto in quanto in origine l’accoppiamento troppo preciso provocava una deformazione della cassa della ventola con conseguente sfregamento delle pale della girante sulla carcassa… un po’ di EPO grattato via ed il problema è risolto.

Una nota positiva della versione della Freewing (il modello viene come al solito distribuito sotto un sacco di marchi diversi, ad esempio MHD che ho visto recensito su Modele Magazine qualche mese fa) è che essa presenta dei tubi plastici di rinforzo sotto le ali (MHD ad esempio non li ha), io per maggiore sicurezza ho anche inserito due baionette di carbonio nella giuntura delle ali stesse, sia anteriormente che posteriormente.

Il montaggio si completa incollando i falsi serbatoi alari che fungono da pattini di atterraggio e la protezione in plastica per la parte inferiore del muso durante gli atterraggi.

F86 Freewing 06

La capottina dotata di due calamite ha una chiusura sufficientemente robusta da rassicurare sulla possibilità di perderla in volo.

Lo spazio in fusoliera per l’alloggiamento dell’elettronica è davvero molto scarso, di fatto io sono riuscito ad inserire una batteria lipo 3S da 1800mAh fin troppo precisa, con la quale si ottiene un bilanciamento perfetto come da CG indicato sul manuale.

Il lancio del modello l’ho eseguito, per non correre rischi, con la fionda e la rampa. Nulla di anomalo, il modello parte diritto come un fuso ed appena la ventola comincia a spingere si ha una salita ad un angolo di 30-40° il che, vista la potenza non proprio fenomenale che eroga l’accoppiata motore/ventola, non è male per la tipologia di modello.

Un paio di tacche di trim a destra ed a picchiare, il modello vola come sui binari. Lo stallo è praticamente inesistente in quanto il modello si limita a buttare giù il muso ad ali livellate e riprende tranquillamente a volare appena riacquisita la velocità necessaria per avere portanza.

Il volo livellato orizzontale si ha con poco meno di 3/4 di gas e la velocità, pur se non eccezionale, è sufficiente per avere un volo realistico (del resto F86 aveva molto meno potenza dei jet moderni). In virata occorre anticipare un po’ la spinta del motore e sostenerlo con l’elevatore. Però, come in tutti i modelli con l’ala a freccia, bisogna contrastare con un po’ di alettoni la tendenza a buttare giù il muso ed a chiudere la virata stessa.

Sull’asse del rollio il modello è molto sensibile (30% di expo) ed il tonneau è velocissimo ed abbastanza in asse.

I looping si riescono a fare a tutto gas dal volo livellato ma risultano un po’ sofferti all’apice superiore: il modello ci arriva abbastanza lento, meglio se si prende un po’ di velocità con una leggera picchiata preparatoria.

L’atterraggio è di una facilità estrema in quanto il modello plana come un Easyglider e si riesce a toccare terra a velocità bassissima. I serbatoi alari montati come “pattini” svolgono egregiamente il loro lavoro (su erba abbastanza rasata) ed il modello si ferma nell’arco di 3-4 metri.

Le lipo utilizzate nei due voli sono state una Tipple 1800 3S 20C ed una Turnigy 1800 3S 30C, entrambe a fine volo erano praticamente fredde segno che l’assorbimento è basso. Dovrò misurare con la pinza amperometrica, ma credo sia intorno a 25A a terra. Proverò magari a sostituire l’ESC da 30A di serie con uno da 40A per vedere se migliora un po’ la spinta disponibile.

Con la batteria da 1800 si ha un’autonomia di 6-7 minuti abbondanti dosando opportunamente il gas per avere un volo realistico e “pilotato” anticipando le virate con un po’ di gas ed acquistando velocità prima delle manovre acrobatiche.

F86 Freewing 07

Ecco una foto presa rigorosamente, come al solito per me, DOPO il collaudo.

Gen 022011
 

Piccola ma curata riproduzione del nuovo F-35

F-35 Freewing

La freewing sta’ realizzando una serie di modelli veramente pronti al volo.
Questo F-35 Lighting II è davvero notevole per la cura con cui è stato realizzato e le finiture proposte. Davvero inusuale per un modello di queste dimensioni. Solo Kyosho aveva fatto una cosa simile con i modelli spinti dalle ventole DF-55.
Il modello arriva a casa in una scatola dove tutto è ben bloccato e imbustato.

F-35 Freewing 02

La bella scatola con l'ottima immagine del modello

F-35 Freewing 03

Il contenuto della confezione

Il lavoro da fare è davvero poco e semplice. I Servi sono già installati.
Il manuale è semplice da seguire e illustra le operazioni da fare in modo chiaro e conciso.
La prima cosa da fare è attaccare le ali, si potrebbe anche cominciare dai piani di quota, infatti senza ali è semplicissimo da maneggiare. Consiglio invece di partire proprio da manuale, così è più semplice attaccare le parti mobili che governano il profondità, allineandole correttamente con le ali.
Quando attaccate le ali fate attenzione che siano con la stessa altezza alle estremità. Vi mettete su un bel piano e le attaccate. Per essere sicuri che abbiano la stessa altezza dal piano, taglio due spessori di depron di uguale dimensione, che lascio a sostegno per il tempo necessario alla colla di asciugarsi.
La procedura descritta di utilizzare una punta di trapano da 2mm per praticare il foro per il quota è una buona cosa per fare bene il lavoro.
La colla data in dotazione è una bicomponente (sembra anche buona), ma ho preferito utilizzare la mia di cui sono sicuro.
In una sera, anzi in 2 ore si termina il modello, però personalmente l’ho montato in due sere di lavoro rilassato.
Per dovere di cronaca ho aperto il “vano” ventola-motore ma non è necessario.

F-35 Freewing 04

F-35 Freewing 05

Infine ho settato le parti mobili come da istruzioni. Se partite dal buco esterno della squadretta dei servi, il primo va lasciato libero, il secondo fa i piani di quota, mentre il terzo fa gli alettoni (il più vicino al servo). Gli alettoni vanno da se e seguono la linea dell’ala (li dovrete allineare leggermente verso il basso). Il quota è leggermente più basso.
Se seguite le istruzioni non avrete problemi. Ho impostato una leggera riduzione corse dei servi e impostato un 35% di esponenziale per alleggerire i comandi.

Il modello è stato collaudato positivamente. Vola velocissimo, forse l’impressione è un pò distorta a causa della dimensione. F-35 Freewing tende a sparire velocissimamente dalla vista. Non avrei mai pensato di trovare un modellino che di scatola va così bene. Occhio ai lanci, sconsiglio di lanciarlo a manetta. In pratica fate come per un pylon, lancio deciso a poco più di mezzo gas. Il modello è promosso a pieni voti!!!

Altre foto

F-35 Freewing 06

F-35 Freewing 07

F-35 Freewing 08

F-35 Freewing 09

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