Gen 222015
 

Testo e foto di Sandro Cacciola

QUANTUM JET : ANCORA UNA NOVITA’ DA TAFTHOBBY
Tipo: Jet ventola elettrica 90mm
Adatto a: Piloti medi
Pesi: circa 3,1 kg in ordine di volo
Dimensioni: 1267x1389mm.
Propulsione Edf Taft-Hobby 90mm 11 pale, motore : BL3541 KV1450
Produttore Taft-Hobby (http://www.taft-hobby.com)

Quantum Jet Taft Hobby - Particolari

Come promesso nella mia ultima recensione del Walkyrie Jet, ecco oggi il nuovo arrivato in casa Taft-Hobby (http://www.taft-hobby.com): il Quantum Jet, un singolare (ma non molto) biplano a ventola intubata che si ispira al fratello maggiore della Tomahwak che usa la propulsione a turbina e che ne riporta anche le insegne sulla fusoliera ed il timone. Ancora un prodotto in EPO che risulta ad oggi il materiale preferito da tanti produttori di aeromodelli di fascia media per le sue qualità di resistenza e di estetica che ne permette ormai una verniciatura priva di sbavature e abbastanza uniforme. L’EPO consente poi ai produttori di contenere i costi di costruzione che di conseguenza si riflettono sul prezzo finale. Il Quantum fa parte del tris di nuovi jet della TaftHobby che fanno la loro comparsa sul mercato ad inizio di 2015 (oltre al Quantum il Valkyrie, che è stato oggetto della mia scorsa recensione, e lo Scorpion che dovrebbe essere disponibile a breve.

Le caratteristiche

Anche questo Quantum viene commercializzato in versione PNP, pronto al volo, e necessita solo del collegamento alla ricevente per essere collaudato. Ha un’ apertura alare inferiore di 1109mm e superiore di 1267mm per una lunghezza della fusoliera di 1389mm per un’area alare totale di 46,6 D㎡. La motorizzazione è affidata alla collaudata ventola da 90mm ad 11 pale che equipaggia sia il Viper che il Valkyrie e che abbinata ad un motore brushless Motor: BL3541 KV1450 fornisce con 6 lipo una spinta più che sufficiente per un bel volo. Il regolatore istallato di serie è un 80ampere con Ubec separato da 80A che provvede ad alimentare sia Rx che carrelli retrattili. I servi installati sono 9 in totale tutti da 9 grammi digitali con ingranaggi in metallo; completano il kit i carrelli retrattili in metallo con gambe molleggiate sempre in metallo e sequencer per portello anteriore (quelli alari non hanno chiusura dei vani di ritrazione). Buona la finitura esterna e la colorazione del modello che risulta brillante e compatta nella struttura; un po’ delicate le colorazioni realizzate con pellicola sottilissima che se non trattate con attenzione rischiano di staccarsi in alcuni punti. Le parti verniciate direttamente sull’Epo, invece, non hanno alcun problema.

Quantum Jet Taft Hobby - Copckit

Quantum Jet Taft Hobby - Carrello

L’assemblaggio

Aperto lo scatolone trovate nella confezione la fusoliera intera con capottina e semi riproduzione del copkit che si apre a scatto, le due ali, i piani di quota in unico pezzo e il verticale, oltre ai due supporti alari che collegano ala inferiore a quella superiore. Per montare il Quantum occorrono 15 minuti e non è necessario utilizzare colla. Tutte le parti si bloccano in sede con le viti fornite nel kit. Si inizia dal timone orizzontale che dopo aver passato le spinette delle parti mobili in fusoliera si blocca in posizione. Si procede poi con il verticale per poi passare alle ali. Prima quella inferiore, poi i supporti alari in plastica (attenzione che hanno un senso e dovete controllare che gli scassi corrispondano in lunghezza ai supporti) e infine quella superiore che si blocca in fusoliera con due viti e ai supporti alari. Il tutto una volta assemblato risulta ben saldo.

Quantum Jet Taft Hobby - Vista anteriore

Si passa poi ad effettuare i collegamenti delle spinette dei servocomandi. Le ali inferiori hanno un collegamento pluricontatto che va inserito nella apposita basetta in fusoliera (come in figura) ed una spinetta servo femmina alla quale va collegata la spinetta maschio che trovare nell’ala superiore: i servocomandi degli alettoni infatti sono in un unico canale e vengono “replicati” con i connettori, come quelli di ruotino e direzione: questo per consentire di utilizzare sul modello una Rx anche da 6 canali; se invece desiderate utilizzare canali separati per alettoni superiori e inferiori dovrete modificare i cablaggi dei cavetti (cosa tra l’altro molto semplice ma da effettuare prima dell’assemblaggio delle ali). Io ho mantenuto tutto come da kit per effettuare le prove “reali”.

La prova in volo

Dopo aver atteso una “finestra” utile nel pessimo tempo di gennaio, finalmente un giorno di sole (ed un po’ di vento) per il collaudo del singolare biplano a ventola intubata di Tafthobby. Batterie installate le solite Nano-Tech 5000Mah 6S 35C con già qualche scarica al loro attivo. Dopo la verifica del baricentro (che ho tenuto come indicato dalle istruzioni allegate da TaftHobby) ho spostato di circa 3 centimetri indietro il pacco batterie dalla fine anteriore della basetta in legno dove vengono fissate in quanto portandole tutte in avanti il modello risultava staticamente leggermente picchiato.

Il decollo avviene con modalità identiche al Viper e Valkyrie di Tafthobby, e cioè dopo circa 40 metri di pista asfaltata dando progressivamente motore per non provocare una rotazione sull’asse di imbardata. Il gruppo propulsore spinge bene e nessun problema a prendere quota. Una volta in volo con i carrelli ancora fuori mi accorgo che il modello tende a scivolare a destra di timone, cosa che invece non avviene con i carrelli retratti. Leggermente ancora picchiato necessità di un trim maggio di alcuni “beep” di alettoni e appunto timone, poi retraggo i carrelli (avevo approntato due condizioni di volo proprio nella consapevolezza che i carrelli estratti ed il portello anteriore aperto avrebbero potuto innescare comportamenti diversi che con i carrelli dentro. Ed infatti così è stato. Una volta centrato nelle due condizioni di volo mi posso dedicare alle prove e devo dire che il Quantum si difende molto bene anche se le forze dinamiche legate alle due ali sfalsate ed alla superficie laterale dei piloni alari si notano specialmente in virate più veloci che portano il modello ad “auto livellarsi”, cioè a tendere a ripristinare la condizione di ali orizzontali. Basta qualche giro di campo però per “prendere le misure” e divertirsi. L’atterraggio non richiede particolari attenzioni se non quella di aver preso dimestichezza con qualche passaggio lento per saggiare l’approccio ma lo stallo è prevedibile e la maggiore superficie alare consente un sufficiente controllo.

Quantum Jet Taft Hobby - Particolari (2)

Il Quantum non si può dire che non si faccia notare sia a terra che in volo perché la sua originalità delle linee che derivano dal fratello maggiore originale Tomhawak a turbina (discutibili e ovviamente suscettibili di piacere o meno) lo distinguono ed attraggono l’attenzione. La componentistica installata è all’altezza degli altri modelli di Tafthobby con i carrelli che funzionano precisi e robusti, gruppo propulsore ben dimensionato ed assorbimenti nella media delle ventole 90mm multipala che non esagerando con il gas consentono di volare per circa 5 minuti (ma molto dipende dallo stato e la qualità delle batterie).

Giudizio dunque positivo e un plauso a Tafthobby che con gli ultimi suoi jet (il Valkyrie prima, il Quantum adesso e lo Scorpion che sta per arrivare)si distingue da altre aziende per il coraggio di sperimentare e di mettere in commercio prodotti completamente innovativi che la sottopongono a nuovi e sempre severi giudizi degli utilizzatori finali, noi incontentabili aeromodellisti!

Quantum Jet Taft Hobby - In volo

Video del volo

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Dic 162014
 

Testo e foto di Sandro Cacciola

VALKYRIE JET: NUOVO NATO IN CASA TAFT-HOBBY
Tipo: Jet ventola elettrica 90mm
Adatto a: Piloti medi
Pesi: circa 3,2 kg in ordine di volo
Dimensioni: 1287x1439mm.
Propulsione Edf Taft-Hobby 90mm 11 pale
Produttore Taft-Hobby (http://www.taft-hobby.com)

Novità interessanti in casa Taft-Hobby (http://www.taft-hobby.com) l’azienda cinese venuta alla ribalta anche in Italia grazie all’azzeccatissimo Viper in Epo con motorizzazione Edf 90mm che ha spopolato da subito. A fine 2014 il mix di qualità, buone doti di volo, manovrabilità e prestazioni e si ripete abbinato a prodotti tutti nuovi, rigorosamente in Epo e pronti al volo (adesso si chiamano PNP, ovvero “Plug and Play”: collega e vola nel nostro caso). L’Epo è infatti un particolare prodotto a base di polistirolo più denso e compatto che ben si presta a costruzioni aeromodellistiche di media piccola dimensione e alla verniciatura (oggi a livelli che si avvicinano abbastanza per finitura ai fratelli maggiori in epoxy).

Le novità da Taft-Hobby

Le novità sono tre: il “Valkyrie Jet”, il “Quantum Jet” e “E-Scorpion Jet”. Quello che è oggetto del mio ultimo test è il Valkyrie: aeromodello singolare per conformazione del piano di quota posizionato sul verticale, che per le sue linee (e doti di volo) assomiglia molto al Viper. Il Valkyrie ha un’apertura alare di 1287mm e una lunghezza di 1439mm con una superficie alare di 26,4 Dm2. Monta una ventola da 90mm con 11 pale di produzione TaftHobby con un motore  BL3541 da 1450KV; il modello monta un regolatore Hobbywing da 80amp. e un UBEC da 8amp. I servi installati sono mini digitali con ingranaggi in metallo; completano la dotazione del Valkyrie i carrelli retrattili elettrici (già visti sul Viper) con gambe in metallo. Sono necessarie batterie lipo 6S minimo 5000mah e 30C di scarica. Il peso che ha fatto registrare il modello in ordine di volo è stato di 3,240 kg. Per volare il Valkyrie necessita di una radio con soli 6 canali.

Il modello arriva in una confezione ben fatta e a prova d’urto in cui si trovano la fusoliera in unico pezzo, le due semiali , timone verticale e piano di quota. Nel kit è fornita la baionetta alare in carbonio e un set di viti necessarie per l’assemblaggio (non serve infatti assolutamente la colla).

VALKYRIE JET - Confezione

VALKYRIE JET - Confezione 2

L’assemblaggio

L’assemblaggio dunque è davvero veloce in quanto è sufficiente collegare la spinetta del servo del timone verticale ed avvitarlo alla fusoliera con le quattro viti fornite, di seguito collegare il sevo del quota alla sua spinetta e bloccare il piano di quota al verticale con due viti in dotazione. Le ali si incastrano sulla fusoliera su sedi in plastica e si bloccano con due viti ciascuna. Il gioco è fatto. Le spinette dei canali riportano la numerazione della funzione ma ho verificato che la disposizione che solitamente io uso per i canali della Rx non corrispondevano alla numerazione di Taft-Hobby: ma poco male, è sufficiente provare ogni spinetta con un servo tester e capire a quale comando corrisponde sul modello (cabra/picchia oppure direzione o carrelli ecc.) e poi di conseguenza collegarlo alla ricevente secondo la disposizione dei canali che più si preferisce. Semplice anche il collegamento alla Rx delle semiali che sono dotate di uno spinotto pluricontatti che permette di connettere i comandi di alettoni, flap e carrelli retrattili con un’unica spina che passando in un foro sulla centina di attacco dell’ala arriva alla basetta elettronica in fusoliera (vedi foto). Niente di complicato e tutto il lavoro si termina in venti minuti al massimo.

VALKYRIE JET - Copckit

VALKYRIE JET - Carrelli alari

I carrelli retrattili sono di qualità standard e leggermente ammortizzati con quelli alari che hanno la copertura del vano solidale con la gamba e quello sul naso con portello comandato da sequencer compreso ed installato nel kit. Nel kit sono comprese anche le winglet che se piacciono possono essere fissate sulle ali in un vano che la Taft ha sigillato con del nastro trasparente nel caso non si volessero montare (io non l’ho fatto e questo non pregiudica in alcun modo il volo). Per farlo è comunque sufficiente praticare un piccolo taglio al centro del vano sul pvc trasparente di chiusura e inserire le winglet fornite. Tutto qui.

Il gruppo propulsore 90mm della Taft-Hobby (al quale si accede per qualsiasi necessità dalla parte inferiore della fusoliera dopo aver svitato la copertura), è ben dimensionato sia per quanto riguarda i consumi che le prestazioni. I voli hanno dimostrato che il consumo medio di questa ventola si aggira attorno ai 70amp riuscendo a volare con batterie da 5000Mah circa 5 minuti con una sufficiente carica residua. E’ comunque consigliato nei primi voli di effettuare misurazioni ad hoc dopo 3 o 4 minuti per capire il rendimento delle batterie che si usano e comportarsi di conseguenza.

VALKYRIE JET - Vano ventola

Il volo

I primi voli del nuovo Valkyrie non hanno deluso le mie aspettative, certo che la Taft-Hobby non poteva che immettere sul mercato un prodotto di indubbie qualità. Fin dal primo decollo il modello è risultato preciso, veloce ma anche docile, prevedibile in tutte le situazioni, capace di compiere acrobazie e di performare in passaggi straordinariamente lenti con i flap estesi. Il suono della ventola è fantastico e soffia come una turbina e il fischio classico delle ventole elettriche si percepisce a malapena e non disturba l’armonioso suono. In volo assomiglia molto al Viper anche se si distingue per il suo look inedito e accattivante. Un po’ meno preciso è il volo rovescio in quanto la dinamica del piano di quota sul verticale è diversa dal Viper. Atterraggio senza problemi di sorta con il jet che una volta allineato scende senza complicazioni e se insistete con il cabra mette il naso in su e si appoggia alla pista.

Un modello per divertirsi, veloce da assemblare sia a casa che al campo, che si può trasportare anche montato se si ha un auto media e che non necessità di manutenzione se non ricaricare le batterie. Se si dovesse cercare qualcosa da cambiare io potrei suggerire le ruote che con una gomma un po’ più morbida potrebbero “suonare” meno plasticose in fase di rullaggio ed un po’ di “gioco” del carrello anteriore. Ma niente di chè.

Dopo questa bella sorpresa attendiamo con trepidazione di provare anche il “Quantum” il biplano a ventola elettrica, e “E-Scorpion” sempre di Taft-Hobby.

Valkyrie - VALKYRIE JET

Video del volo

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Dic 052014
 

Testo e foto di Sandro Cacciola

CONVERSIONE EDF GRYPHON REDWINGS JET
Tipo: Jet Edf 120mm
Adatto a: Piloti esperti
Pesi: circa 8,9 kg in ordine di volo
Dimensioni: 2000x2000mm.
Propulsione Edf Fiendfan 120mm 17 pale (http://www.3dfrezovani.cz)
Batterie e Esc AlienPowerSystem (www.alienpowersystem.com). Batterie 2x6S 6300Mah 35C. Esc Alienpower 200Opto HV 3/16S

CONVERSIONE EDF GRYPHON REDWINGS JET - Livrea

L’idea mi è venuta in mente osservando il mio Gryphon Redwings Jet 2×2 appeso al soffitto in laboratorio privato della turbina che è andata a motorizzare un Viper 2×2. E se lo facessi elettrico? mi son detto. Bhe la cosa si poteva fare visto che la prima esperienza con conversioni elettriche di modelli di queste dimensioni (era un MB339 2×2 mt.) era riuscita bene con mia grande soddisfazione.

Presa la decisione in questi casi le prime cose da valutare sono una previsione abbastanza esatta dei pesi finali del modello convertito e la conseguente motorizzazione che avrei dovuto scegliere per il mio Gryphon Redwings. Ormai conosco fin troppo bene i maggiori produttori di ventole elettriche sul mercato ma per questo nuovo progetto volevo trovare qualcosa di nuovo da installare sul modello, ventola capace di stuzzicare la curiosità dei modellisti e magari poco conosciuta nel settore. Mi son messo dunque con pazienza a navigare tra forum, siti web e magazine online per vedere cosa offriva il mercato di particolarmente ac cattivante. E’ così che mi sono ritrovato ad ammirare una vera opera d’arte di un produttore della Repubblica Ceka, Jan Duda, che produce la sua stupenda Fiendfan 120mm 17 pale tutta in carbonio (http://www.3dfrezovani.cz) anche molto bella da vedere. 180 grammi di peso e dimensioni contenute. Ecco quello che mi occorreva per il mio Gryphon. Vista e presa! Jan si è dimostrato subito disponibile fornendomi dati e misure della ventola e consigliando la motorizzazione da lui già testata: Het 800-68-685 che con 12S promette più di 8kg di spinta.

Passo successivo alla scelta del regolatore e delle batterie. Anche in questo caso la scelta ha seguito criteri di uscire dagli schemi e dai consueti brand. L’occasione me l’ha data un appassionato di modellismo che ha fatto di questo hobby la sua professione: Bruno Tollot, un italiano che si è trasferito in Inghilterra per aprire la sua attività di commercio online di prodotti modellistici creando la AlienPowerSystem (www.alienpowersystem.com) specializzata in propulsione elettrica nei diversi settori (auto, aerei, scafi ecc). Vi consiglio vivamente di dare un’occhiata ai prodotti che ha in catalogo. Bruno si è dimostrato subito interessato e mi ha consigliato su cosa poter installare sul modello in merito a regolatore e batterie. In particolare sui regolatori HV AlienPowerSystem ha una varietà di modelli per tutte le applicazioni e, cosa ancora più interessante, offre anche la possibilità di realizzare Esc personalizzati per qualsiasi esigenza. Davvero notevole. La scelta delle batterie è andata sul brand proprietario di Bruno Tollot, le “Alienpower” che Bruno fa confezionare appositamente per la sua azienda e che hanno requisiti di scarica molto accurati. Le mie 35C – mi ha sottolineato Bruno – sono effettivamente 35C di scarica mentre spesso si trovano in commercio prodotti di varia natura che promettono C di scarica che in realtà non riescono a dare.

CONVERSIONE EDF GRYPHON REDWINGS JET - Il kit di conversione EDF

Raccolto tutto il materiale di cui avevo bisogno ho iniziato l’assemblaggio del modello tenendo conto che, visto i cambiamenti di pesi con la sostituzione della turbina con la ventola, avrei dovuto “giocare” con la posizione dei due pacchi batterie da 12S. L’allestimento è stato abbastanza agevole anche se le prime prove della ventola mi hanno riservato qualche sorpresa. Una volta montata sul modello la Fiendfan è stata collegata direttamente ai condotti di aspirazione con un raccordo in epoxy per dare continuità al flusso. Ho poi effettuato le prime prove ed ho scoperto che la ventola assorbiva “solo” 100 A a pieno regime mentre per avere i circa 8 kg di spinta avrei dovuti averne 130 A. Ho provato a sostituire le batterie con un altro pacco nuovo ma senza miglioramenti. Ho smontato la ventola e montata su un supporto per una prova fuori dal modello e gli assorbimenti sono rimasti invariati. Ho dunque contattato Jan Duda, il produttore della ventola, che è rimasto sorpreso, come pure Bruno Tollot di Alienpowersystem il quale mi ha detto di verificare il software del regolatore. Ma tutto invano. Tutto funzionava bene ma la ventola non esprimeva il suo massimo. Jan mi ha poi suggerito di testare la ventola con il suo labbro d’ingresso e, una volta arrivato, ha svelato il mistero: la Fiendfan 120 ha erogato ben 130 ampere di assorbimento a 42,5 volt per 5500 Watt circa di potenza con una spinta di circa 8 kg. Impressionante. Questa ventola per dare il massimo necessita del suo labbro oppure di condotti di aspirazione più generosi (cosa che non ha il Gryphon).

CONVERSIONE EDF GRYPHON REDWINGS JET - Ventola con labbro

Tutto ok dunque. Il modello non ha richiesto aggiunta di peso per la centratura con le due batterie messe “in linea” (vedi foto) e ha fatto registrare 9 kg scarsi al decollo. Il tempo di aspettare una bella giornata e poi via al campo per vedere come vola il Gryphon Redwings elettrico. Il collaudo non ha riservato sorprese e il decollo è avvenuto in circa 50 metri senza incertezze. La ventola spinge bene ed il suono è molto realistico (tipo turbina). Il volo non presenta particolari differenze rispetto alla turbina ma ha dalla sua la possibilità di avere un motore sempre pronto e senza ritardi di spinta in qualsiasi situazione critica. Le salite in verticale sono buone e nel volato si può volare a metà gas.

Quello che mi ha colpito di più in tutto questo lavoro è stato il rendimento della ventola: 130ampere da fermo ma nel volato ha fatto registrare un assorbimento medio di 60 Ampere. Sì, avete capito bene, 60 Ampere tanto che dopo 4,5 minuti di volo avevo consumato poco più di 4500 mAh. Fantastico! Le batterie 6300 consentono di volare in sicurezza 5,5 minuti avendo come residuo quasi 1000 mAh. Ottime le risposte delle batterie Alienpower che all’atterraggio erano a temperature normale, come pure il regolatore che nonostante non avesse una areazione ottimale non era eccessivamente caldo.

Conversione riuscita, dunque, e bene! Adesso il Gryphon è più ecologico, più leggero e più pronto nella risposta. Niente kerosene e fiamme ma solo il potente suono della sua ventola. Segno che ormai le due motorizzazioni si equivalgono. Come pure la spesa…

Video del collaudo

Tutte le foto dell’articolo:

Set 092014
 

Testo e foto di Sandro Cacciola

SEA (BAE) HAWK EDF 90mm PHOENIX
Tipo: Jet Edf balsa/compensato
Adatto a: Piloti esperti
Pesi: circa 3,1kg in ordine di volo
Dimensioni: 1300aa, 1279 lung.
Propulsione EDF CS XRP 90mm 6S Turbines-Rc
(http://www.turbines-rc.com/fr)
Produttore e distributore: Phoenix Model (http://phoenixmodel.com)
Prezzo indicativo: 280euro circa

SEA (BAE) HAWK EDF 90mm PHOENIX

Sarà per la costruzione interamente in balsa e compensato, o forse per la particolarità delle rifiniture e delle sue linee, fatto sta che questo nuovo jet a propulsione elettrica Edf 90mm Sea Hawk (ma è un Bae Hawk) mi ha colpito da subito tanto da desiderare di provarlo al più presto. JDF01-Sea Hawk scale 1:7,5 90mm è la denominazione esatta che l’azienda vietnamita Phoenix (http://phoenixmodel.com), arcinota in tutto il mondo per la sua vasta produzione di aeromodelli in struttura lignea, ha dato al nuovo nato che fa parte della linea Rc Edf che include lo stesso modello ma in scala 1:6,25 ed il “Preceptor” scala 1:7.

Con 1300mm di apertura alare, una lunghezza di 1279mm ed un peso in ordine di volo attorno ai 3 kg, spinto da una ventola da 90mm, il Sea Hawk Phoenix si pone nella categoria “midle” che sta conquistando sempre maggiori fette di mercato in quanto ancora in grado di essere accessibile ad una grande vastità di modellisti sia per costi di gestione che per difficoltà di volo. Il jet è stato progettato dal direttore della Phoenix, Robert, che ha voluto trovare l’essenza tra bellezza, qualità di volo e velocità, il tutto condito con un tocco di realismo unico per questa fascia di aeromodelli. Il Sea Hwak Phoenix (http://phoenixmodel.com) è infatti rivestito in ORACOVER® originale (il modello in questione è quello rosso/bianco con codice colore 21-023 Rosso Ferrari) comprende nel kit i carrelli retrattili meccanici in metallo con struttura in alluminio ammortizzata, un bellissimo cockpit completo di riproduzione della strumentazione, condotti di aspirazione e scarico in fibra, alcuni dettagli interessanti come l’antenna anteriore, prese d’aria ed una dotazione di accessori di prima qualità per completare l’allestimento.

SEA (BAE) HAWK EDF 90mm PHOENIX - Contenuto box

L’assemblaggio

Il modello risulta davvero ben fatto, anche se l’Oracover ha bisogno di una riscaldatina per eliminare alcune grinze in zone “ostiche”. Il manuale di assemblaggio fotografico non è fornito nel kit ma disponibile in digitale (e allegato a questa review). I pesi da soli riescono a far capire la qualità: fusoliera 470 grammi, le ali 370 grammi, il direzione 60 grammi, piani di quota 80 grammi, carrelli e gambe 225 grammi, copckit 185 grammi (qui forse si poteva risparmiare qualcosa ma l’effetto scenico è comunque notevole e nessuno vieta di eliminare qualcosa…). I condotti ingresso aria e lo scarico sono forniti in epoxy stampati e di ottima fattura ed il loro peso è rispettivamente di 130 grammi e 90 grammi. I condotti ingresso aria vanno a raccordarsi direttamente con la ventola e devono essere adattati in lunghezza a seconda della lunghezza della ventola che si utilizza. E’ possibile anche non installare i condotti ed utilizzare il “labbro” sull’ingresso dell’aria sulla ventola ma si ottengono prestazioni leggermente inferiori che però sono parzialmente compensate da una diminuzione di peso di 130 grammi. Per un assemblaggio corretto suggerisco di installare i condotti di ingresso dell’aria.

SEA (BAE) HAWK EDF 90mm PHOENIX

Lo stato di avanzamento dell’assemblaggio del kit Phoenix è elevato: i lavori da effettuare sono quelli di routine: le ali sono in due pezzi smontabili per facilitare il trasporto e devono essere installati i servocomandi flap e alettoni negli appositi alloggiamenti già predisposti per servi mini e quello per la ritrazione dei carrelli meccanici (è possibile installare anche carrelli elettrici che vanno acquistati a parte. Per i servocomandi ho utilizzato per i carrelli retrattili i Turnigy TGY-S311 180° Digital Robot Servo 3.8kg 27g, per gli alettoni ho voluto provare i Corona DS339HV Digital Metal Gear 5.1kg/ 32g, mentre per i flap, quota e direzione ho installato i Turnigy TGY-S712G Alloy Case Digital Slim Wing Servo 7kg 28g. Sono fornite nel kit anche le aste in acciaio filettate e le forcelle per effettuare i rinvii delle parti mobili. Un po’ di pazienza occorre per trovare l’escursione giusta dei servocomandi per aprire e chiudere i carrelli, ma niente di impossibile. Installare i carrelli è un attimo mentre un po’ di tempo si perde nel, realizzare il comando di rotazione del ruotino anteriore che è predisposto per i due cavetti in acciaio push-pull (compresi).

Tutte le parti mobili delle ali, piani di quota e direzione devono essere incollate in sede con colla ciano, mentre i relativi scassi sono già realizzati. Sotto la fusoliera il jet presenta anche delle prese d’aria di raffreddamento che sono però rivestite dal termoretraibile. Se volete potete aprirle con un cutter e dare più circolo d’aria nella zona batterie/regolatore. Potete anche aprirne una sola parte in quanto un po’ di aria entra anche dal vano carrello anteriore che ha comunque una parziale copertura in plastica da incollare. L’ala ha la baionetta in alluminio mentre i piani di quota in carbonio e pin di allineamento: le ali sono predisposte per essere smontabili e fissate in fusoliera con due viti in fusoliera; i piani di quota sono previsti fissi in quanto non creano problemi di trasporto viste le dimensioni ridotte. Rifiniscono il modello alette sul verticale, antenna in punta, antenne e prese d’aria finte sul dorso, prese d’aria anteriori e coperture servi dei carrelli retrattili che sono fissati sul dorso delle ali (vedi foto). Procedura di routine il fissaggio del gruppo ventola e del cono di scarico.

Per quanto riguarda batterie e regolatore ho utilizzato un esc da 100/120Amp e Nano-tech 5000mah 35-70C di scarica. Per centrare il modello ho dovuto però effettuare delle modifiche in quanto la posizione centrale delle batterie (se posizionate sulla basetta originale) porta ad avere un modello picchiato con necessità di mettere peso (tanto) in coda. Ho dunque fatto varie prove fino a giungere alla conclusione che le batterie 6S dovevano andare a toccare la baionetta alare (quindi arretrate al massimo) mentre il regolatore l’ho posizionato nello sportellino inferiore di accesso alla ventola. Per fare questo ho dovuto realizzare un vano apposito in balsa per le batterie che ho poi incollato nella fusoliera (vedi foto). Ho così raggiunto la posizione giusta per il baricentro statico. Quello che mi ha lasciato perplesso è il constatare che i carrelli sono stati messi praticamente sul baricentro dando al modello un momento di equilibrio abbastanza precario (se si alza leggermente il muso il modello tende a toccare la coda a terra). Questo mi ha messo in guardia su un possibile stacco immediato del modello in fase di rullaggio. La soluzione poteva essere una sola: spostare indietro i carrelli…!!! Ho lasciato tutto come è di fabbrica.

SEA (BAE) HAWK EDF 90mm PHOENIX

La motorizzazione

Nel testare questo nuovo jet Edf della Phoenix ho approfittato per provare, grazie alla preziosa collaborazione dell’azienda francese TurbinesRc (http://www.turbines-rc.com/fr) anche la nuova ventola ChangeSun denominata XRP, una 90mm ma con 14 pale con motore pre-installato (Cyclon IT60-50-1550Kv o a scelta il 1450Kv), entrambe le motorizzazioni in configurazione per alimentazione 6S ed una resa di circa 2,8/3kg di spinta. Il distributore francese TurbinesRc, particolarmente specializzato in ventole intubate e che ha sul suo sito web davvero una vasta gamma di prodotti dedicati al volo elettrico ad ottimi prezzi, mi ha consigliato di montare la configurazione con motore 1550Kv che per peso e rendimenti sembra essere la più azzeccata. Turbines-Rc/fr (http://www.turbines-rc.com/fr) mi ha anche spiegato che questa nuova serie di ventole a 14 pale in fibra di nylon rinforzata in carbonio è stata progettata per offrire ai modellisti la massima spinta ed suono il più realistico possibile. In effetti il suo rotore in movimento assomiglia in volo ad una turbina con un buon effetto. Il suo peso, con motore, dissipatore in alluminio e labbro montato (tutto fornito nel kit della ventola di Turbines-Rc/fr) è di 515 grammi.

Le misurazioni al banco hanno fatto registrare valori simili a quelli dichiarati ovvero 95 ampere di assorbimento con 6S 5000mha e una spinta statica di circa 2,9 kg. Ma l’assorbimento e la spinta sono soggetti a variazioni in virtù della qualità di batterie utilizzate. Per pilotare questa ventola con buon margine dunque occorre comunque un regolatore da 120ampere.

Montata sul modello la XRP 90mm 14 pale è stata al pari delle aspettative e di questo devo ringraziare l’azienda francese Turbines-rc (http://www.turbines-rc.com/fr ) che ha saputo consigliarmi bene e di cui ho potuto apprezzare la competenza e tempestività nelle risposte alle mie domande.

SEA (BAE) HAWK EDF 90mm PHOENIX - Ventola XRP 14 pale (5)

In volo

E’ arrivato il momento del primo volo. Il Bae Hawk Phoenix in ordine di volo pesa 3200 grammi, non poco per un modello di queste dimensioni ma comunque entro i valori standard della categoria; vista la costruzione particolarmente leggera e l’esclusione dei condotti di aspirazione avevo pensato di poter rimanere entro i 3kg. Ma è anche vero che la componentistica (ed i pesi) di un modello di 1300mm di apertura alare sono più o meno gli stessi di un modello leggermente più grande e dunque con più superficie alare… Mi accontento. Prima del primo volo controllo ancora una volta tutto e configuro le escursioni delle parti mobili secondo il manuale e con i valori più bassi: CG 150mm dal bordo di attacco dell’ala, escursioni alettoni 12mm nei due sensi, elevatore 12mm nei due sensi, direzione 20mm nelle due direzioni; ho modificato solo l’esponenziale che ho settato per tutti i comandi al 30% (su una TX Futaba T14MZ) mentre il manuale indica dal 12/15%.

Una volta in pista ho provato il rullaggio e l’accelerazione della ventola che dimostra subito di avere grinta. Al primo decollo il modello stacca dopo appena 40 metri di pista senza fatica e risulta (come da aspettativa) di essere leggermente picchiato; non ho voluto aggiungere peso in coda che sarebbe stato necessario in quanto le batterie sono state arretrate fino alla baionetta alare. Tre colpetti di trim a cabrare e torna tutto a posto. Il modello dimostra però di essere abbastanza nervoso di alettoni anche se avevo utilizzato le escursioni minori segnalate da Phoenix: vi consiglio dunque di scendere di un buon 20% rispetto a quelle indicate sul manuale. Il modello risulta divertente e veloce mentre con i flap estesi permette atterraggi normali: non è ovviamente un trainer, questo sia chiaro, ma un cavallo di razza. Durante i collaudi ho avuto la possibilità di far provare il modello anche all’amico Francesco Corridori che ha apprezzato il piccolo Bae Hawk. Unico inconveniente è stato il surriscaldamento del regolatore che non prendeva la giusta aria per raffreddare singhiozzando dopo un po’ senza però mai staccare del tutto l’alimentazione (fortunatamente). Problema risolto realizzando una piccola presa d’aria ventrale vicino al regolatore.

Bello anche il suono realistico della ventola XRP 90mm della Turbines-rc (http://www.turbines-rc.com/fr ) che si è dimostrata all’altezza della situazione consumando in volo il giusto: dopo 3 minuti dei primi voli le batterie hanno avuto una carica residua del 50% il che indica che si può volare tranquillamente per 4/5 minuti.

Nei voli seguenti ho modificato i carrelli togliendo le macchinette meccaniche ed installando una terna elettrici. Tutta altra musica…

Comunque Phoenix e TurbinesRc si è dimostrata davvero una bella accoppiata.

Good flights!!!

I Video

Tutte le foto dell’articolo:

Mag 122014
 

DSCF3060

Se avete già guardato il mio Blog non potete non conoscere “gquattro” (cliccate sul nome per vedere i suoi articoli). Davvero imperdibili le sue realizzazioni legate al mondo di Dastardly and Muttley in Their Flying Machines.

Ma veniamo a quest’ultima realizzione del suo fantasioso costruttore: il modello di UFO ROBOT GOLDRAKE nella versione astronave cioè la Spazer. La realizzazione è davvero impeccabile come tutte quelle di “gquattro”, il modello prende in prestito la struttura del Black Cat Jet e naturalmente è spinto da una Ventola.
Per i dettagli vi linko la pagina di AeroDimentoso Cimento:

FORUM di AeroDimentoso Cimento con UFO ROBOT GOLDRAKE V2

Infine vi lascio al video.

Non posso che fare i complimenti a “gquattro” per la bellissima realizzazione, fa sognare tutti quelli non proprio giovanissimi che hanno visto alla TV le gesta di UFO ROBOT GOLDRAKE!

Apr 022014
 

Testo e foto di Sandro Cacciola

YAK 130 EDF Ready2Fly

YAK 130 EDF 90mm PNP READY2FLY

Tipo: Jet EDF 90mm in Epo pronto al volo
Adatto a: Aeromodellisti con esperienza di volo
Pesi: 3800-4100 grammi al decollo
Dimensioni: Aperture alare 1200mm, fusoliera 1500mm
Produttore e distributore: Ready2fly ( www.ready2fly.com )
Prezzo indicativo: 520 euro circa

E’ l’addestratore avanzato nato da una collaborazione risalente al 1993 tra la Yakovlev e l’italiana Aermacchi, all’inizio noto come Yak-AT. Nel 1993, Aermacchi firmò un accordo di collaborazione con Yakovlev per il nuovo jet da addestramento che la società aveva sviluppato a partire dal 1991 per l’Air Force russa. Il velivolo fece il suo primo volo nel 1996 e venne portato in Italia l’anno successivo per sostituire il MB-339. Nel 2000 però le differenze di priorità tra le due aziende portò alla fine della partnership ed i due partner continuarono a sviluppare l’aereo in modo indipendente con Aermacchi che ha mantenuto i diritti di commercializzazione in tutto il mondo tranne che in Russia e gli altri paesi della CSI.

Un po’ di storia per presentare questo aeromodello che sta affascinando, giorno dopo giorno, sempre più aeromodellisti. Ed è per questo motivo che oggi sempre più spesso sui campi di volo si possono ammirare esemplari sia di Yak che di M346 riprodotti sia da aziende specializzate che in proprio da modellisti capaci di lavorare compositi o balsa.

Quello che però voglio portare oggi alla vostra attenzione è un modello particolarmente accattivante e (cosa che non guasta mai) davvero quasi pronto al volo (PNP). Sto parlando dello Yak 130 dell’azienda svizzera Ready2Fly (www.ready2fly.com‎) che grazie alla collaborazione di Vitaliy Robertus , lo sviluppatore e pilota dello Yak 130 campione del mondo 2011, ha realizzato un aeromodello che stupisce per la sua fedeltà nei particolari e buone caratteristiche di volo.

Appena aperta la confezione che contiene il modello sorprende la qualità e l’ordine dell’imballaggio delle parti del modello effettuato su due strati: il primo contiene le ali, piani di quota e direzione ed i missili con i piloni alari, il secondo la fusoliera. Nel kit sono fornite le poche viti che occorrono per fissare il timone verticale ed i piani di quota, un tubetto di colla specifica per l’epo, due spinotti dorati con termoretraibile e la riproduzione delle antenne che vanno incollate sul muso del modello. Viene fornito anche un manuale che però si riferisce alla versione da assemblare ma che comunque ben fa comprendere le operazioni  (poche) da effettuare.

Lo Yak 130 della Ready2Fly ( www.ready2fly.com ) è veramente un capolavoro con una buona fedeltà sia nella livrea che nei particolari riprodotti (sempre nei limiti di un modello realizzato in Epo). Il velivolo ha già installati i carrelli elettrici in scala di buona fattura che riproducono in linea di massima gli originali, con ruote, fari di atterraggio (spettacolari) e portelli che sono gestiti da un sequenzer già programmato: è sufficiente infatti inserire la spinetta (una sola per luci e carrelli) su un canale comandato da un interruttore ed il gioco è fatto: azionando l’interruttore della radio si avvierà la sequenza di apertura portelli, uscita carrelli, accensione fari di atterraggi (uno per ogni carrello) e chiusura portelli. Operazione inversa per la ritrazione dei carrelli. Sul dorso si trova l’aerofreno che si attiva anch’esso tramite un canale sotto interruttore della radio. Molto realistico. Non mancano le luci di posizione che conferiscono al modello un tocco di qualità in più e l’aerofreno (da utilizzare assolutamente solo una volta atterrati per diminuire la velocità).

YAK 130 EDF Ready2Fly Primo strato

YAK 130 EDF Ready2Fly - Secondo strato

Le operazioni da effettuare sul modello in fase di assemblaggio sono davvero poche (illustrate bene sul manuale fotografico incluso nella confezione) e comprendono l’incollaggio del cono di coda che contiene il movimento del quota (che ha la parte superiore smontabile con due viti per ispezione),  il bloccaggio sulla baionetta in metallo dei piani di quota con le viti in dotazione, il fissaggio (anche qui con due viti) del timone verticale, l’incollaggio del cono di punta. Il sistema di fissaggio delle ali avviene tramite le baionette alari che si inseriscono in fusoliera e due incastri  in materiale plastico resistente su cui sono affogati i rispettivi dadi su cui, una volta inserite le ali, si vanno a stringere i relativi bulloni che trerranno in posizione le semiali. Il sistema consente uno smontaggio e rimontaggio veloce che si ottiene dopo aver tolo le spine dei servi.

Un discorso a parte va fatto per il copkit: il lavoro di progettazione dell’azienda svizzera anche qui si è dimostrato all’altezza delle aspettative tanto che viene fornito con i due pilotini in tuta avio arancione ed i pannelli strumentazione con gli adesivi applicati. Peccato solo per il peso del copckit che fa segnare 257 grammi sulla bilancia. Ma anche l’occhio vuole la sua parte…

YAK 130 EDF Ready2Fly

E  veniamo al cuore del nostro Yak130: l’ultima versione monta una ventola in metallo a 12 pale con un motore brushless da 1700kv accoppiato ad un regolatore da 130 amp. Il set è realizzato appositamente per questo jet e supporta solo un pacco batterie 6S (sia regolatore che motore). Ho chiesto espressamente alla Ready2Fly se era possibile eventualmente montare una o due batterie in più per esaltare le prestazioni ma mi hanno risposto che non è possibile e che la configurazione è stata scelta per ottimizzare pesi e prestazioni.

In effetti il modello in ordine di volo pesa dai 3,8 kg ai 4,1 circa a seconda se si montano tutti i missili in dotazione che comprendono quatto missili e due serbatoi sub alari che si fissano ai piloni alari tramite magneti molto forti. I piloni alari vanno invece incollati alle ali utilizzando la colla in dotazione.

Alcune considerazioni sulla fattura del kit

In linea generale lo Yak 130 della Ready2fly si presenta molto bene ed anche il primo contatto con le mani (toccandolo…) è positivo e si comprende il grande lavoro effettuato sul disegno e la realizzazione. Dopo aver fatto notare che i servocomandi sono con ingranaggi in metallo (il che non guasta) devo dire che qualche perplessità l’ho avuta con i movimenti delle parti mobili dei flap: in posizione neutra infatti non hanno giochi mentre in configurazione decollo e atterraggio evidenziano un gioco verso l’alto: in sostanza se si prende il flap abbassato e lo si spinge con un dito verso l’alto questo si alzerà di qualche millimetro e una volta rilasciato tornerà ad abbassarsi in posizione. Ho controllato tutte le incernierature e i giochi su servo e squadrette ma non ne ho trovati e l’inconveniente deriva dal fatto che il flap abbassandosi fa un’escursione in avanti che provoca appunto questo “lasco”. Ho evidenziato la problematica alla Ready2fly pensando che fosse un problema del mio kit ma invece mi hanno detto che anche negli altri questo movimento è presente ma che non influisce sul volo. In effetti così è in quanto il flap lavora con una spinta costante verso l’alto in fase di estensione e questo gli consente di non provocare flutter. Quello che si deve fare, invece, in fase di programmazione delle escursioni, è verificare l’estensione misurando l’escursione con il flap spinto verso l’alto.

Altra piccola annotazione (ma può essere considerata di routine su modelli del genere) riguarda la chiusura dei portelli che risulta non perfetta e con un po’ di gioco: sarà da verificare con il passare dei voli e quindi delle sequenze di apertura e chiusura se qualche cosa si dovesse logorare. Teniamo però conto che tutto questo è realizzato in plastica per non appesantire il modello e dunque non si può avere lo stesso risultato di un jet a turbina di ben altra consistenza.

Belli da vere ed efficienti, invece, i  carrelli retrattili e le gambe in semi-scala: molto robusti e belli da vere;  i fari di atterraggio, poi, danno quel tocco di professionalità che non stona.

In volo

Partiamo dalle prestazioni del gruppo propulsore: la ventola ha fatto registrare a terra nelle prove statiche un rendimento con batterie Nanotech 5000mah 35/70c 2130 watt con 94 ampere di assorbimento: un bel dato se si considera che stiamo parlando di una ventola 90mm con 12pale. La spinta statica stimata è stata di circa 3,4kg  sufficiente a portare in volo un modello di questo peso. Devo dire, tra l’altro, che il gruppo propulsore gira molto bene senza tante vibrazioni ed il suono è sufficientemente realistico senza particolari stonature provocate da sgradevoli fischi.

La conferma della buona scelta della propulsione è stata confermata in volo (ho volato senza serbatoi e missili sub alari) che si è dimostrato realistico per la riproduzione che avevamo tra i pollici. Il test è avvenuto sulla pista del GAM di Grosseto che è mattonellata e lunga 100 metri, il che consente al modello di poter correre a sufficienza prima di avviare la rotazione di decollo: non ho potuto provarlo su erba ma su Youtube ci sono filmati che dimostrano che in configurazione di serie è possibile decollare anche dall’erba (se rasata ovviamente). Nel volo di collaudo il modello era stato impostato con le escursioni come riporta il manuale nella sezione “low” (ovvero escursioni minime) eccetto che per il cabra a cui avevo dato un’escursione a cabrare e picchiare di circa 7mm (che si sono dimostrati perfetti). Nonostante mi fossi ripromesso di farlo correre bene il modello dopo circa 40 metri ha alzato il muso e staccato il ruotino e a quel punto ho dovuto effettuare la rotazione per il decollo. Però nessun problema in quanto con un buon pacco da 5000Mah 35/70C lo Yak è salito senza problemi meravigliandomi come con una 90mm e 6 lipo potesse rendere così. Nel corso del volo di collaudo ho dovuto trimmare gli alettoni per una tendenza spiccata a girare a sinistra mentre il comando del cabra ha evidenziato la necessità di essere picchiato. Da qui il consiglio di collaudare il vostro Yak con i piani di quota neutri (qualcuno sosteneva di doverli mettere leggermente a cabrare…). Il modello si è dimostrato spettacolare nel suo volo sia per le qualità di riproduzione, sia per il suono “turbinoso” della ventola che la facilità di pilotaggio. L’atterraggio con i flap è davvero facile se si eccettua il fatto che con i flap al massimo il modello frena molto e necessità di motore per non rischiare lo stallo. Dopo 3,5 minuti sono atterrato e controllato le batterie: ne avevo consumato il 45% della carica il che mi ha confermato che si può volare tranquillamente 5 minuti tenendosi un buon margine di sicurezza.

Di come questo modello voli particolarmente bene ho avuto la riprova nel quarto volo quando ho cambiato batterie e installato un pacco un po’ più vecchiotto: il modello dopo aver staccato da terra ha evidenziato subito la mancanza di spinta e ha continuato a salire al limite dello stallo (spanciato con il muso in alto). Ho effettuato messo giro di pista e mi sono ripresentato all’atterraggio senza aver mai perso il controllo dello Yak: davvero notevole se si considera anche il suo peso non indifferente.

YAK 130 EDF Ready2Fly

A conclusione del mio test devo ammettere che lo Yak 130 di Ready2Fly mantiene le promesse e oltre che in volo fa la sua bella figura anche a terra dove strappa consensi e suscita meraviglia tra gli amici modellisti. La dotazione completa sia di set sub alari e messili che di accessori come portelli, luci, aerofreno, lo rendono ancora più accattivante non facendoci rimpiangere la spesa che ovviamente non è da poco ma sempre in linea con il mercato visto tra l’altro che su questo jet il lavoro da compiere per l’assemblaggio è davvero ridicolo (1,5 ore al massimo). Lo Yak 130 per il momento viene distribuito in Italia direttamente da Ready2Fly che a catalogo ha anche altri bei modelli.

Tutte le foto dell’articolo:

Ott 252013
 

EADS_E-fan

Interessante esperimento di portare nel mondo dell’aviazione civile le ventole elettriche.
Che siano il futturo è abbastanza certo, il problema è la necessità di accomulatori molto pesanti. Per questo è molto interessante il secondo video, dove si vede il funzionamento di un sistema di ricarica in volo.

Come al solito, buona visione!

Ago 252012
 

Nel mio perigrinare per la grande rete ho trovato questo sito, magari non ha miglia di progetti, ma è uno dei pochi ad avere tanti progetti in PDF per modelli a ventola in depron.
Vi lascio il link e un video di un modello ispirato ai film di fantascienza.

Link al sito Mikey’s RC – Pagina dei Progetti

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