Gen 032011
 

La ventola per tutti!

Twister 01

Al campo, con il mio Twister

Spesso sento nei forum o al campo di volo la domanda “cosa mi consigliate come prima ventola?”  Ecco, avete trovato la risposta!
Il twister multiplex è un modello di generose dimensioni pensato davvero per tutti. Lungo 117 cm, con un apertura alare di 85cm. La scelta delle dimensioni si rileva azzeccata: non troppo piccolo con le difficoltà derivanti dal vederlo in volo, ne troppo grande, altrimenti il costo dell’impianto propulsivo salirebbe vertiginosamente.
Il modello è creato dai tecnici multiplex ad hoc: è pensato attorno alla miglior canalizzazione dell’aria possibile. Ala alta per facilitare il pilotaggio e  fusoliera con il ventre piatto per aumentare la portanza alle basse velocità.
Tutto costruito in Elapor  (sempre un “polistirolo”, ma secondo me il più nobile) un materiale davvero resistente e di facile riparazione.
Il twister non riproduce nessun jet esistente, ricorda il nostrano AMX (la base aerea di Istrana, qui vicino a me, forse mi condiziona).

Per quanto riguarda il montaggio il manuale è davvero preciso. Se lo seguirete vi troverete in davvero poco tempo il modello completato. Inoltre è già pensato bello robusto, con il longherone alare da 8mm davvero notevole per un kit di tale fascia (ho visto troppi kit di dimensioni simili dove le ali vanno solo attaccate alla fusoliera).
Potrete personalizzarlo esteticamente con le decals di diversi paesi, compresa l’Italia.
I servi necessari sono dei normali 9 grammi, ma se volete, potete mettere in cantiere un futuro diverso al vostro modello e montare dei servi più precisi e con prestazioni migliori (ottimi gli Hitec in karbonite).
Come per altri prodotti multiplex, ha il suo “kit” motore. Un Brushless inrunner Himax 2825-3600, capace con la ventola in dotazione, di dare 800 grammi di spinta al modello, che nei calcoli del produttore associato a batterie da 2500 mAh dovrebbe pesare in ODV 880 grammi!
Il regolatore consigliato è un 45A, ma se potete mettete pure un 60A.
Per quanto riguarda la scelta della ricevente, mi ero affidato alla Multiplex RX-7 Synth DS IPD Sintettizzata. Per stare più tranquillo ho aggiunto dei nuclei in ferrite applicati ai cavi dei servi, perché alcune prolunghe erano davvero lunghe.
Sono passato successivamente alla Spektrum AR-7000 sempre sette canali e ho potuto togliere tutti i nuclei in ferrite (sono filtri anti-disturbo messi vicini alla ricevente dove il cavo del servo viene avvolto per almeno 5-6 giri).

Consiglio di seguire il manuale anche per quanto riguarda la corsa dei servi e per gli esponenziali. Altrimenti vi troverete per le mani un modello davvero critico da domare! Penso che il nome Twister derivi dalla velocità con cui esegue i tonneaux.
Il lancio può avvenire tranquillamente a mano. Tanto che, dopo i primi voli, ve lo lancerete da soli, da fermi!
Il volo è davvero preciso e pulito. Un vero piacere da vedere.
Divertenti le risalite verticali con “scampanata”. Dovrete abituarvi agli atterraggi in stile aliante, tanto è efficiente il modello in planata senza motore.
In complesso è un altro centro per la multiplex!!!

Twister 02

Il twister in volo

Per quanto mi riguarda ho superato i 150 voli…
Penso quindi di poter dire “LA MIA” sul modello!
Per primo sposterei il baricentro in avanti (lo rendete più picchiato). Tale operazione però toglie quel fastidioso rollio del modello in atterraggio, anche se il rollio è in realtà un pregio del modello, causato dalla sua auto-stabilità notevole. Lo vedrete più preciso in planata.

Twister 03

Eccolo ricolorato

Dopo questa prima “parte” di vita il modello ha subito diverse variazioni.
Questa rinascita è dovuta ad un mio errore: in pratica sono riuscito a infilare il modello in un albero dopo una scampanata troppo bassa! Ricordatevi di fare tale manovra ad un altezza ragionevole, il modello perde molta quota prima di ritornare a volare!
Dopo averlo aggiustato ho voluto ricoloralo per dargli un aspetto più degno.
Il mio ora pesa 853 grammi senza batteria.

La facilità con cui è possibile togliere la ventola mi ha portato a usarlo da modello “cavia”.
Ho provato diverse motorizzazioni e ventole.
La mia ventola preferita è la HET 70mm con motore HET 2W-20. Anche se ora volo con la Wemotec 70mm con lo stesso motore. Per questa configurazione ho scelto le 4 celle Li-po. Ed è sperimentando che ho scoperto le batterie Masamaro 33C. Un po’ di dati vi chiariranno le idee.

Batterie testate FlyPower 3300 25C, Thunder Power 3300 25C e Masamaro 3300 33C (tutti pacchi 4S).

  • Prova con ventola Wemotec e motore HET 2w20.
  1. FP 34A al massimo e spinta statica circa 900 grammi
  2. TP 35A al massimo e spinta statica circa 900 grammi
  3. MA 44A al massimo e spinta statica circa 1200 grammi
  • Prova con ventola HET e motore HET 2w20.
  1. FP 44A al massimo e spinta statica circa 1250 grammi
  2. TP 45A al massimo e spinta statica circa 1250 grammi
  3. MA 60A al massimo e spinta statica circa 1400 grammi

Spaventoso! Naturalmente ho approfondito…
Intanto Flypower e Thunder Power sono praticamente la stessa cosa, almeno dai valori. Che cosa hanno di speciale le Masamaro?
Semplice, sotto forti carichi le altre batterie fanno scendere la tensione, dando al modello meno Watt e meno potenza, mentre le Masamaro mantengono la tensione costante.
Infatti Volt x Ampere = Watts. Quindi se chiediamo più ampere (aumentando il gas) ma contemporaneamente i Volt non salgono in maniera costante, ecco che il modello non rende come dovrebbe!
Queste batterie invece mantengono il loro valore di Volt “costante” fino alla quasi scarica. Il problema per queste batterie potrebbe essere l’usarle troppo fino alla completa scarica che danneggerebbe il pacco. Per cui misurate gli assorbimenti e fate una stima del tempo di volo, meglio un minuto in meno in volo che un pacco rovinato.
Le Masamaro sono quindi un modo per “truccare” il modello aumentando le prestazioni!  Magari ne parleremo ancora in futuro…

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