Mar 022011
 

Foto e Testi di  – BICO Di Capua

Su47 Lanxiang 01

Caratteristiche tecniche:
Apertura Alare 1112 mm
Lunghezza 1600 mm
Peso in ODV 2140 gr (1520 senza batterie)
Numero servocomandi 14
Comandi 2 Alettoni, 2 profondità, 2 Canard, motore, carrelli retrattili, ruotino anteriore, spinta vettoriale 360°
Ventola 2 ventole Elettrica 70mm
Motorizzazione Brushless 2 x 2100Kv Outrunner
Regolatore 2 Esc 50 Amp opto
Batterie Motore Li-Po 1×3700-4000 mAh 6S

E’ un aeromobile da combattimento sperimentale e dimostratore tecnologico costruito nell’ambito del programma di aggiornamento e sviluppo del Su 27 “Flanker”. Il lancio del progetto del Berkut si inseriva nello sviluppo del caccia russo di quinta generazione, nonché banco prova di varie tecnologie, quali nuove architetture e materiali. Il primo volo risale al 25 settembre del 1997, ma il programma per ragioni di costo è stato sospeso nel dicembre del 2001 dopo il completamento della prima fase dello studio dell’inviluppo di volo (fonte Wikipedia). La caratteristica più evidente del velivolo è l’adozione dell’ala a freccia negativa e di superfici canard a controllo elettronico(flybywire). Tali caratteristiche comportano tutta una seria di vantaggi aerodinamici come  anche di alcune limitazioni strutturali ma aldilà delle considerazioni tecniche è un aereo come minimo affascinante.

Vederlo riprodotto in scala radiocomandato è stato come l’avverarsi di un sogno e di qui a comprarlo cercando su internet, è bastato davvero poco…

Qui si parla di un modello a cui mancano solo la ricevente le batterie e null’altro.

Esiste pure una versione a minor costo: con carrelli retrattili, vector thrust ma niente servi, niente motori, niente ESC. Il che potrebbe essere comunque niente male: permetterebbe al modellista di sapere “cosa ci si mette dentro….”  e controllare quindi la sostanza.

Su47 Lanxiang 02

La confezione

IL KIT

Lo scatolone è davvero ben fatto. Intendo dire che nelle misure di cm 90 X 33 X 42 sono racchiusi tutti i pezzi e c’è anche lo scomparto della radio che nella versione RTF viene compresa insieme alle batterie. Sotto un coperchio di cartone pesante ci sono due “vasche” in polistirolo impilate e molto ben compartimentate. E come se lo scatolo sia stato fatto attorno ai pezzi del modello. Ogni pezzo è imbustato singolarmente e separato da fogli a bolle da imballaggio. Il tutto fa davvero una buona impressione.

Diciamocelo chiaramente: ‘sti cinesi ci fanno una rabbia per invidia……..

Su47 Lanxiang 03

Il contenuto della confezione

Su47 Lanxiang 04

Il contenuto della confezione

Il materiale di realizzazione è Foam di media densità e la qualità degli stampi è davvero notevole. Non si ha l’impressione evidente e sgradevole di vedere la struttura grossolana “a pallini” del polistirolo come su parecchi modelli in circolazione e lo si può vedere dalle foto in macro

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Con i suoi 1112 mm di apertura alare ed una lunghezza di 1600mm l’aquilotto russo si presenta in tutti i suoi pezzi opportunamente schierati che aspettano solo di essere incollati

Su47 Lanxiang 06

Tutti i pezzi contenuti nella confezione

Il grado di fedeltà nella riproduzione, tenendo conto che è stato realizzato in Foam è rimarchevole con le pannellature riprodotte in negativo. Le parti sono già colorate e le decals già posizionate (almeno in questa versione). L’abitacolo con la cappottina trasparente da applicare è apribile a compasso e fermato da magnete di potenza adeguata. Qui troveranno posto la batteria e la ricevente con tutti gli innumerevoli collegamenti che bilanceranno il centro di gravità.

Il lavoro di preassemblaggio è notevole. Negli stampi sono ricavati gli spazi per i servi che sono già posizionati con le relative prolunghe che attraversano tutta la fusoliera in apposite canaline. Come si può vedere ogni prolunga porta la propria etichetta

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Servi del tronco centrale di fusoliera

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Servi del tronco anteriore di fusoliera

Le due etichette “BOMB DOOR”  fanno riferimento ai carrelli retrattili (anteriore e posteriori) mentre per “RETRACTS” , tanto per segnalare un’inesattezza, è associato il servo che libera il paracadute frenante.

Dal tronco posteriore di fusoliera come si può vedere escono tutti i collegamenti. Un intrico di fili elettrici come non ne ho mai visto prima su di un modello RC.

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I cavi di alimentazione che devono essere collegati alla batteria  sono di quelli grossi con plug dorati da 6mm e questo mi costringerà quasi sicuramente a rimpiazzarli con i fidati deans.

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Il tronco posteriore di fusoliera, che è il pezzo più grande di tutta la scatola, viene consegnato già montato e quindi servi, retrattili, portelli, sistema vector, ventole e motori sono già bell’e pronti per essere testati. Anche le decals sono già applicate e a noi poveri modellisti resta ben poco da fare se non incollare quella ventina di pezzi di cui è composto questo modello.

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Le ali sembrano ridicolmente piccole per le dimensioni di questo modello. Solo 36 cm. di lunghezza  ma sono ovviamente perfettamente dimensionate visto che la fusoliera contribuisce non poco alla portanza. Ci sono annegati i servi collegati agli alettoni quasi a presa diretta  tanto è corta l’asta di rinvio. Questo vuol dire giochi praticamente assenti. Alle radice alari sono previste delle scanalature dove verranno incollate delle barre di rinforzo in plastica dura per garantire la rigidità ali-fusoliera. Non sarebbe male sostituirli  con listelli quadrangolari in carbonio magari prolungandoli quanto più possibile.

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Le derive sono in un sol pezzo. Niente timoni. Lo dico perché esiste una versione con timoni orientabili. Ovviamente si mettono in conto due servi in più ma francamente con gli ugelli orientabili la spinta sull’asse verticale è più che garantita e i timoni che vanno a destra e sinistra fanno solo scena. Peso risparmiato che preferisco investire in batterie…

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Il tronco anteriore di fusoliera è pure assemblato con i componenti già al loro posto. Bisogna incollare il cono anteriore con la sonda anemometrica che è in plastica rigida entrambi “di un bianco che più bianco non si può”.

I carrelli sono in posizione retratta da scatola e i portelli danno la sensazione che siano ermeticamente chiusi. Davvero fantastico….Quello anteriore ha due servi collegati per orientare la gamba biruota -con il direzionale- e la retrazione. Come ciliegina c’è pure una parabola collegata alla gamba con led incorporato. Peccato che sia multicolore con effetti da discoteca che poco si adattano al contesto. Chissà forse a qualcuno piacerà; ma per quanto mi riguarda lo sostituisco con un bel led bianco fisso di quelli potenti facente parte di un set completo LANDER di 4 luci che ho ordinato con il modello.

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Le gambe sono ammortizzate ma non sono certo della bontà dei materiali e del meccanismo di retrazione.  Sono quasi sicuro che i servi vadano cambiati con quelli più potenti magari con ingranaggi metallici. I portelli vengono tenuti aperti da una molla “moscia” inserita su una cerniera. Per la chiusura una cordicella collegata alla gamba provvede di conseguenza. Semplice ed efficace….

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Qui vengono rappresentate le superfici canard con relativo meccanismo. Il servo come si può vedere è completamente annegato in fusoliera e bisognerà sperare che nessuno di questi si guasti altrimenti son guai……

E veniamo adesso alla parte davvero interessante di questo modello:

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IL SISTEMA VECTOR TRHUST O SPINTA VETTORIALE

Come ho già detto il modello viene fornito già quasi assemblato e nel quasi sono compresi gli ugelli orientabili. Che dire……un servo centrale dedicato collegato al direzionale e altri due in condivisione con i piani di quota. I meccanismi sono basati su squadrette ed astine di rinvio rigide metalliche. Sistema ingegnoso….ma scordatevi la rigidità…..Non so se questa sia richiesta per gli ugelli ma questo sistema soffre di molti giochi e tolleranze che mi fanno storcere il naso. E questo solo per quanto riguarda il sistema di controllo…..

Il sistema che “garantisce” il movimento sugli assi degli ugelli e pure costituito da aste metalliche giuntate su di uno snodo centrale che si trova in pieno flusso di spinta. Nei coni di uscita non dovrebbe esserci niente……..che ostacoli l’aria in uscita. Sono molto perplesso e non vi nascondo che ‘sta menata non mi garba per niente. Sui video del web il modello sembra proprio non soffrirne con la spinta che eguaglia il peso ma il dubbio rimane.

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Stavo pensando seriamente e delle alternative fatte a bowden ultra flessibili annegati in fusoliera per la trasmissione dei comandi ma per gli ugelli proprio nessuna idea se non quella mutuata dal SU-34 Freewing. Tanto per farvi vedere, qualcuno ci ha già pensato rimediando così:

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Chiamatemi fanatico ma due ugelli come questi qui sotto li ho già ordinati per fare la stessa cosa……o quasi. Questo tipo di terminale è basato su due semigusci sferici incapsulati in plastica, quindi tolleranze al minimo e niente ostacoli per il getto in uscita.

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Di fianco l’ugello di dritta c’è il sistema di paracadute frenante. E’ un cilindro con terminale a cono al cui interno viene stipato il paracadute. Il tutto viene tenuto da una semplice cordicella in fase di rilascio. Il meccanismo di rilascio viene supportato da una molla ed è pure collegato ad un servo (il retracts come predetto) che probabilmente vedrò solo quando il modello andrà in pensione o rottamazione (corna facendo…..)

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Di seguito le ventole da 70 mm. con motori BL di tipo Outrunner a cassa rotante ed i regolatori da 50Ah con tanto di dissipatore incorporato. Basta svitare i quattro fermi del vano motore ed eccoli in bella mostra. Quello che ho visto comunque è poco più di ciò che mostro qui in foto. Le ventole sono incollate e se non ci sono problemi resteranno così. C’è solo da dire che si apprezzano con soddisfazione gli stampi costruiti attorno alle ventole ed ai componenti. Una meraviglia !

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Una batteria 6S 20C come questa è quasi il minimo sindacale ed è fatta apposta per questo modello. Calza a pennello. Ne ho prese due da HK ad un prezzo competitivo e sicuramente tra i più convenienti. C’è un pacco di recensioni positive sulla resa e quindi armato di pazienza ho aspettato che arrivassero dall’oriente con due spedizioni separate tanto per far quadrare le spese di trasporto. Solo c’è da sistemare i connettori di diversa dimensione o uniformarli tutti con i Deans (mi ripeto).

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Le istruzioni consistono in un libretto stampato a colori rigorosamente in inglese masticabile e si riferiscono alla versione “costruisci tutto tu”. C’è poco comunque di scritto; le foto che lo compongono valgono mille parole. Ma ci tengo a mostrare questo particolare sezione dove in pratica con due canali (alettoni e profondità) si pilotano sei servi e quindi 6 superfici mobili (alettoni – aileron-, elevons e canards), incrociando i servi e miscelando i canali. Sarebbe utile separare i servi ed assegnarli a canali appositamente miscelati (ovviamente serve la radio giusta) ma come ho detto questa non è una mia opzione visto che è già tutto incollato.

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La costruzione del modello è davvero una formalità e come molti, non mi sono fidato del collante fornito da scatola. Meglio l’epoxi “tetesca di Germania!!” da 30min della UHU. Un po’ di attenzione all’allineamento delle ali, le squadrette a spina fornite per i piani di quota, i canard solo da avvitare sui perni, le derive da incollare insieme al cono anteriore ed è praticamente finito.

Per l’occasione e con 12 servi da pilotare ho fatto la pazzia (un’altra!!) e mi sono regalato una aurora 9 Hitec con ricevente pure a 9 canali. ESAGERATO!! Una 6 canali era più che sufficiente………… ma evidentemente non per me.

La ricevente finisce nell’abitacolo dove c’è spazio a volontà. Le due antenne BODA non hanno problemi di collocazione e vengono sistemate trasversali tanto per evitare eventuali ( e credo inesistenti) difficoltà di polarizzazione del segnale. Tanto per fare le cose per benino e per stare ancora più sicuri credo che installerò un bel giroscopio sugli alettoni. E quante più sonde telemetriche possibile -appena usciranno-.
Signori e signore la recensione finisce qui non mancando di fornire le molte foto che ho fatto di seguito. Se qualcuno non l’avesse capito sono davvero estasiato da questo modello. Davvero fantastico. Sono abbastanza lucido da rilevarne i difetti come avrete visto. Ma i pregi…..te lo fanno comprare ad occhi chiusi!!! RACCOMANDATO a pieni voti. Se però potessi scegliere comprerei la versione base quella per capirci tutta da montare e resterei padrone quindi di “quello che ci metto dentro” e di “come lo comando”……..sono scelte che lascio a chi vorrà come me avere questo gioiellino.

Per le impressioni e le caratteristiche del volo scriverò a parte documentando il più possibile. Devo prima cercare una pista in asfalto decente…..

Saluti a tutti e buoni voli !

By Bico

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  6 Responses to “SU-47 Berkut a Spinta Vettoriale”

  1. Ciao,

    magnifica recensione, ho anch’io comprato lo stesso modello, ma in versione base. Ho eseguito una serie di modifiche… stasera ho voluto fare la prova alla bilancia e mi sono accorto di essere fuori peso e mi sono preoccupato, circa 2,6 Kg. Per curiosità il tuo pesa davvero come c’é scritto sul manuale 2140 gr? Grazie 1000. Ciao. Emi

    Ecco come l’ho equipaggiato

    2 ventole skyworld in alluminio
    2 motori HET 2w20
    2 regolatori Castle Creations Phoenix 80 AMP
    2 batterie 4s da 3300 nanotech prese da Hobby King
    ho aggiunto i timoni di coda anche se non erano previsti (lo so che aggiungono peso, ma non ho resistito),
    ho poi aggiunto 60 led agli scarichi per simulare gli afterburners (durante le prove temo di aver bruciato qualcosa nell’elettronica di gestione, per adesso non funzionano),
    ho modificato il guscio superiore in modo da poterlo comunque aprire per manutenzione e altre modifiche qua e là. Insomma 400 gr di zavorra sono un’enormità.

  2. Ciao, ti rispondo io, anche se non sono l’autore dell’articolo. Mi pare di ricordare che il modello pesasse davvero sui 2200 grammi. Tutto però con componenti “originali”.
    Mentre il tuo, utilizza componenti di prima scelta, magari un pò più pesanti… 😉

  3. dove si può comprare questo kit, se si può comprare?

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