Mag 162012
 

Autore: “Fabry72”

La Freewing ha di recente messo in commercio un nuovo jet in materiale espanso, ispirandosi al russo Su-35 Flanker: un caccia da superiorità aerea puro, tra i più recenti prodotti della super-potenza dell’est.
Devo dire che già ero estasiato dall’originale, così quando ho visto la riproduzione dalla Freewing non ho avuto esitazioni e 23 ore dopo l’ordine (gulp!), di un noto rivenditore italiano, il Flanker era sull’uscio di casa mia!

All’arrivo della confezione, scartato l’imballaggio, si presentava così:

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

L’imballaggio è molto curato in ogni sua parte, e infatti ad una prima ispezione tutti i pezzi sono perfettamente conservati e senza un graffio, il che pensando da dove arrivano questi pacchi (Cina) è un bel risultato.

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

Il montaggio è una “passeggiata”, oramai in questi casi non si può parlare di modellismo ma di bricolage, alla portata di chiunque, pure sprovvisti di utensili visto che sono già contenuti nella scatola con tanto di colla. A proposito di colla qui una bella sorpresa: le parti sono quasi tutte da avvitare tranne il musetto e altri due ammennicoli, quindi piani di coda, timoni e ali si posizionano in sede con cinque minuti di cacciavite: a prova anche del più impaziente dei bambini, tra i quali mi ci metto pure io!
Le ali sono fissate alla fusoliera tramite baionetta di sezione tonda in sezione quadrata, che non lascia giochi e anzi è fin troppo dura nell’inserimento.
Inoltre sono presenti rinforzi in barre di carbonio per le ali e i piani di coda.
Per finire basta collegare i vari cavi che arrivano ai servi, una controllata al giusto serraggio di tutte le viti e il gioco è fatto: circa mezz’ora di lavoro in tutto!
Montandolo si può percepire la cura prestata nei dettagli: ogni pezzo coincide all’altro e vi è una larga profusione di minuterie metalliche che si sarebbero banalmente potute risparmiare con un po di colla, quindi brava Freewing!
Possedendo uno dei modelli precedenti, e cioè il Freewing Eurofighter, non si può non notare la volontà di questa azienda di migliorarsi, proponendo un modello evoluto sotto tutti i punti di vista, dall’assemblaggio alla verniciatura. L’unico dettaglio che non mi piace è il pilotino: è troppo grande e rovina l’aspetto generale che è tutto piacevolmente in scala, inoltre la cabina è molto più povera dell’Eurofighter… peccato!
Il modello montato fa bella mostra di sé sul mio tavolo, accanto all’ Eurofighter!

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

SU-35 Freewing grey camo

Dopo il montaggio ho preferito fibrarlo con fibra da 25 gr e collante acrilico, per me una consuetudine oramai, che dona un po di robustezza a questi modelli molto delicati e ingombranti, che altrimenti si rovinano più nel bagagliaio della macchina durante i trasporti che durante i crash. Inoltre il peso ne risente poco, all’incirca 90 grammi di aggravio.

Qualche dettaglio sul modello:

  • Apertura Alare: 1080mm
  • Lunghezza: 1630mm
  • Peso in ODV: 2700g
  • Spinta: 3000g
  • Motore: 2839-2200KV Brushless
  • Ventole: 2 x 70mm (1 x normale e 1 x rovescia)
  • Regolatori: 2 x 50A
  • Vettoriale 360°
  • Carrelli rettrattili elettrici robusti in alluminio
  • Servi: 9 x 9 gr Micro Servi e 2 x 17 gr Servi
  • Batterie: LiPo 22,2V – 6S – 3600-4000mAh – 25-35C
  • Modello pre-assemblato al 95% (pronto in circa 120 minuti)
  • Manuale in Inglese

Il vano batteria è posto dietro l’abitacolo ed è molto capiente (200 mm di lunghezza x 58 mm di larghezza x 75 mm di Altezza), infatti mentre sull’Eurofighter la mia lipo 6s da 4000 mah non entrava, quì entra agevolmente la 5000 mha. La capottina di chiusura è posta dietro l’abitacolo e intelligentemente è provvista di incastro sul davanti e calamite sul posteriore, giusto per scongiurare il sollevamento in volo, cosa successami invece sull’Eurofighter (facendomi vedere “i sorci verdi”). Il peso totale è di 2.290 grammi, (2.200 senza fibratura), che con la mia batteria 6s da 4000 mah mi porta ad un peso di 2.860 grammi in ordine di volo, un po sopra il dichiarato di 2.600 grammi.
La propulsione di questo modello è affidata a due ventole da 70 mm, la cui particolarità è di essere contro-rotanti (per eliminare la già poca coppia motore), il motore è un 2.200 kv (nella versione 3D distribuita in Italia), il tutto dovrebbe dare una spinta pari a 3 kg, quindi sopra il rapporto 1:1, naturalmente servono batterie con alta capacità di scarica (sopra i 25 C).
Un appunto sul baricentro: da scatola viene indicato tra 145 e 155 mm dal bordo di entrata dell’ala, ma da prove sul campo con 145 mm il modello è troppo picchiato, con 155 va bene, ma ci si può spingere fino a 165 mm senza problemi.

SU-35 Freewing grey camo

Ed ora l’agognata prova di volo…
Giornata limpida ma vento consistente da sud-est “tipico” del mio campo volo, che purtroppo è in erba come tanti campi in Italia, il che non va a braccetto con questi modelli che richiedono piste asfaltate per non stressare i carrelli e le ruote, che essendo in scala col modello sono piccoli e delicati… ma io non rinuncio: come si fa a privarsi della bellezza di far volare un Flanker? non si può!
Inserisco la batteria, un controllo al baricentro, un controllo ai comandi e via con una prova di rullaggio: il modello procede dritto.
Noto però subito che il carrello anteriore è cedevole, e questo non va bene su un modello che ha un angolo di attacco alare pressoché nullo: si rischia che in accelerazione si arrivi ad un angolo negativo che preclude il decollo.. inoltre l’attacco dello stesso è debole e potrebbe cedere se stressato..
Comunque parto e nonostante l’erba dopo circa 30 metri di pista il modello spicca il volo in modo deciso, appena in volo un paio di tacche di trim a cabrare e una a ruotare… prima impressione: il modello vola sui binari, sono bastati il 30% di expo sui comandi per renderlo reattivo il giusto senza essere scorbutico. Qualche virata in quota per saggiare le caratteristiche di volo e poi un bel passaggio basso e veloce: il modello in volo è splendido, sembra di vedere l’esatta controparte reale e l’emozione e tanta… quindi procedo con una salita a candela che il modello esegue fino a quota ragguardevole, indice di un’ottima spinta.
Provo a fare qualche stallo in volo orizzontale per prepararmi all’atterraggio imminente, visto che ho impostato il timer a 5 minuti per sicurezza. Lo stallo avviene in modo lento e prevedibile: sembra quasi di pilotare un’ala alta da quanto galleggia in aria a motore spento!
Atterraggio: pura formalità con queste doti di volo, una leggera cabrata prima di toccare terra per un’atterraggio “in scala” perfettamente riuscito.
Questo modello mi ha pienamente soddisfatto sotto tutti i punti di vista!
Nota dolente: questo aereo “succhia” le batterie, 4-5 minuti con la 6s 4.000 mah e circa 7 minuti con la 5.000 mha con un volo “tranquillo” sono pochini…

Al secondo volo le cose non sono andate per il verso giusto, l’erba del campo era un po più alta e umida, e ciò non mi ha permesso di decollare neanche dopo 50 metri di pista. Le mie paure sul carrello anteriore si sono avverate e dopo qualche buca l’attacco a ceduto creando una crepa all’interno della fusoliera.
Insomma, come già detto, questi modelli hanno come punto debole i carrelli e la pista di volo dev’essere adeguata al carico che gli stessi possono sopportare, pena il passare più tempo sul banco di lavoro che a volare.

Concludendo mi sento di consigliare questo jet elettrico a chiunque ami queste riproduzioni, sia per la realizzazione (non esente da qualche difetto) che per il volo veloce e realistico che sa offrire.

Link al sito Freewing

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

  One Response to “SU-35 Freewing”

 Leave a Reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

(required)

(required)