Feb 182011
 

Un bel F-86 in livrea Skyblazers

Autore: Andrea “Chetto1965” Ronco

F86 Freewing 01

Sabato 27 Novembre 2010, in una splendida giornata autunnale ho collaudato un F86 Freewing, modello in EPO assolutamente pronto al volo, basta aggiungere la batteria, una ricevente e si vola!

Il modello arriva in una scatola di cartone sufficientemente robusta per proteggerlo adeguatamente dai maltrattamenti subiti durante il trasporto. Dotata di maniglia di trasporto e guscio interno di polistirolo dove i pezzi sono sistemati con cura e protetti in sacchetti di nylon.

Peccato che il modello una volta montato non possa più essere riposto in essa, anche se, a dire il vero, si potrebbe prevedere un sistema per rendere smontabile il piano di coda.

Già da una prima analisi, l’impressione che se ne trae è di un modello fatto bene e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Di serie monta una ventola da 64mm, motore outrunner da 4300 Kv, regolatore da 30A con BEC, 3 mini servi (uno per ogni alettone e uno per elevatore), un sacchetto con l’hardware necessario (viti, squadrette ecc.) ed i rinvii già installati.

F86 Freewing 02

Il contenuto della confezione

A questo proposito due osservazioni degne di nota in quanto cosa rara nelle scatole di provenienza cinese… viene fornita la colla epossidica bicomponente in tubetto e l’hardware presenta alcuni elementi in eccesso per sopperire ad eventuali rotture o smarrimenti, addirittura viene fornito un cacciavite per avvitare le 4 viti che bloccano l’ala alla fusoliera!

F86 Freewing 03

La minuteria

Entrando un po’ nei dettagli costruttivi di questo F86 si nota che il materiale EPO con cui è costruito è abbastanza solido, molto ben verniciato e con delle decals ad acqua veramente belle ed applicate benissimo.

Le cerniere delle parti mobili non sono, come di solito avviene sui modelli in EPO, ricavate dal materiale stesso ma sono del tipo a cerniera

F86 Freewing 04

In dotazione c’è anche un foglietto di decals sempre ad acqua con alcune stelle e due bande colorate per gli ultimi ritocchi.  Stranamente sono riuscito ad applicarle senza alcuna difficoltà (al contrario di quelle ad esempio dell’Alfa Models con cui ho sempre “litigato”).

I servi hanno un buon ritorno a zero ed a riposo non trillano in alcun modo, segno che i rinvii già installati di fabbrica sono sistemati bene e non generano sforzi inutili.

Ad essere pignoli l’unico appunto è relativo ai due rinvii dell’elevatore che, passando sopra la ventola ed ai cavi motori sono gli unici a presentare un leggero sforzo che si traduce in un movimento non proprio velocissimo delle due parti mobili della coda…cosa comunque che in volo si rivelerà assolutamente ininfluente sulla precisione di volo.

F86 Freewing 05

Il montaggio del modello è banalissimo essendo praticamente tutto già fatto: solamente la sistemazione della ventola incastrata nel materiale della fusoliera, ha richiesto un po’ di scavatura del materiale dell’ala con cui va in contatto in quanto in origine l’accoppiamento troppo preciso provocava una deformazione della cassa della ventola con conseguente sfregamento delle pale della girante sulla carcassa… un po’ di EPO grattato via ed il problema è risolto.

Una nota positiva della versione della Freewing (il modello viene come al solito distribuito sotto un sacco di marchi diversi, ad esempio MHD che ho visto recensito su Modele Magazine qualche mese fa) è che essa presenta dei tubi plastici di rinforzo sotto le ali (MHD ad esempio non li ha), io per maggiore sicurezza ho anche inserito due baionette di carbonio nella giuntura delle ali stesse, sia anteriormente che posteriormente.

Il montaggio si completa incollando i falsi serbatoi alari che fungono da pattini di atterraggio e la protezione in plastica per la parte inferiore del muso durante gli atterraggi.

F86 Freewing 06

La capottina dotata di due calamite ha una chiusura sufficientemente robusta da rassicurare sulla possibilità di perderla in volo.

Lo spazio in fusoliera per l’alloggiamento dell’elettronica è davvero molto scarso, di fatto io sono riuscito ad inserire una batteria lipo 3S da 1800mAh fin troppo precisa, con la quale si ottiene un bilanciamento perfetto come da CG indicato sul manuale.

Il lancio del modello l’ho eseguito, per non correre rischi, con la fionda e la rampa. Nulla di anomalo, il modello parte diritto come un fuso ed appena la ventola comincia a spingere si ha una salita ad un angolo di 30-40° il che, vista la potenza non proprio fenomenale che eroga l’accoppiata motore/ventola, non è male per la tipologia di modello.

Un paio di tacche di trim a destra ed a picchiare, il modello vola come sui binari. Lo stallo è praticamente inesistente in quanto il modello si limita a buttare giù il muso ad ali livellate e riprende tranquillamente a volare appena riacquisita la velocità necessaria per avere portanza.

Il volo livellato orizzontale si ha con poco meno di 3/4 di gas e la velocità, pur se non eccezionale, è sufficiente per avere un volo realistico (del resto F86 aveva molto meno potenza dei jet moderni). In virata occorre anticipare un po’ la spinta del motore e sostenerlo con l’elevatore. Però, come in tutti i modelli con l’ala a freccia, bisogna contrastare con un po’ di alettoni la tendenza a buttare giù il muso ed a chiudere la virata stessa.

Sull’asse del rollio il modello è molto sensibile (30% di expo) ed il tonneau è velocissimo ed abbastanza in asse.

I looping si riescono a fare a tutto gas dal volo livellato ma risultano un po’ sofferti all’apice superiore: il modello ci arriva abbastanza lento, meglio se si prende un po’ di velocità con una leggera picchiata preparatoria.

L’atterraggio è di una facilità estrema in quanto il modello plana come un Easyglider e si riesce a toccare terra a velocità bassissima. I serbatoi alari montati come “pattini” svolgono egregiamente il loro lavoro (su erba abbastanza rasata) ed il modello si ferma nell’arco di 3-4 metri.

Le lipo utilizzate nei due voli sono state una Tipple 1800 3S 20C ed una Turnigy 1800 3S 30C, entrambe a fine volo erano praticamente fredde segno che l’assorbimento è basso. Dovrò misurare con la pinza amperometrica, ma credo sia intorno a 25A a terra. Proverò magari a sostituire l’ESC da 30A di serie con uno da 40A per vedere se migliora un po’ la spinta disponibile.

Con la batteria da 1800 si ha un’autonomia di 6-7 minuti abbondanti dosando opportunamente il gas per avere un volo realistico e “pilotato” anticipando le virate con un po’ di gas ed acquistando velocità prima delle manovre acrobatiche.

F86 Freewing 07

Ecco una foto presa rigorosamente, come al solito per me, DOPO il collaudo.

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