Feb 042011
 

Non molto tempo fa il possesso di un radiocomando era possibile solo a pochi. Oggi la situazione è cambiata completamente. La produzione in serie ha ridotto i costi di costruzione, rendendo disponibile il radiocomando a tutti. La concorrenza tra ditte produttrici ha fatto il resto, dando luogo a un’offerta molto ampia. Oggi il vero problema è trovarne uno che corrisponda alle proprie esigenze e alle proprie disponibilità economiche!
Naturalmente non è necessario che il primo radiocomando sia costosissimo e all’apice della tecnologia. Si deve considerare quest’acquisto come un investimento durevole nel tempo. Anche se ne prenderete uno di media qualità e scoprirete che quest’attività fa per voi, lo potrete rivendere per prenderne uno che soddisfi appieno le vostre esigenze. Comunque, sceglierei una radio ad almeno 6-7 canali. Ne passerà di tempo prima che la radio vi sia “stretta” come numero di canali o funzionalità.
In questo momento una radio che corrisponde a questa descrizione è la Spektrum DX7. Se poi volete, o potete spendere di più, esistono i modelli superiori: DX8 e DX10. Perché ho scelto la Spektrum? Perché in questo momento, ha un ottimo rapporto qualità – prezzo, se confrontato ad altri modelli e alle possibilità offerte dalla radio. Inoltre esistono tutta una serie di modelli pronti al volo che richiedono la tecnologia DSM2 offerta da Spektrum per funzionare. Questi modelli sono contraddistinti dalla sigla BNF (bind and fly, letteralmente fai il bind e vola). Il Bind è la procedura con cui si associa un canale della radio alla ricevente, in modo univoco e assoluto. Modelli che fanno comodo a un principiante, perché tolgono la parte della costruzione, in cui serve esperienza e precisione. La costruzione o in alcuni casi l’assemblaggio, se fatto in maniera superficiale, ne condizionerà l’uso, il divertimento e, cosa da non sottovalutare, la sicurezza.

Altra cosa da valutare, che da pochi è tenuta in considerazione: sono le batterie. I  radiocomandi che non sono giocattoli hanno tutti batterie ricaricabili, questo è imprescindibile. Il problema è che molte fanno ancora affidamento alle batterie Ni-Cd o Ni-Mh, non che vadano male, anzi, il loro lavoro lo fanno, ma preferirei batterie Li-Po, Li-Io o Li-Fe. Perché si può dire che queste batterie non hanno auto scarica (non è assente, ma è bassissima). In pratica con le batterie Ni-Cd o Ni-Mh vi troverete con la radio quasi scarica anche se non l’avete utilizzata: il solo passare del tempo fa ridurre la carica. Questo invece non succede con le Li-Po, Li-Io o Li-Fe: anche dopo un mese, troverete il vostro radiocomando ancora carico!

Nei campi di volo vedo gente con radiocomandi Futaba 10 canali (ad esempio, non me ne vogliano chi c’è l’ha!), che la utilizzano senza neppure impostare dual rate o esponenziali. In pratica la gestiscono come una vecchia radio 4 canali. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto che essendo Futaba, essendo 10 canali ed essendo costosa sono più tranquilli con la qualità del segnale. Potrebbe anche essere, ma una 7 canali non trasmette peggio o in maniera più limitata! La vera differenza tra le due trasmittenti sta nel numero di canali, nel numero di modelli memorizzabili (i 20 modelli della 7 canali non vi bastano?) e infine nella programmabilità delle varie funzioni (impostazioni che non sentirete il bisogno di fare per un bel po’!) .

Quindi per cominciare non serve spendere un patrimonio, basta spendere bene e con cognizione di causa.

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