Apr 232012
 

Autore: Paolo “NonnoPaolo”

Ho sperimentato un modo per inserire delle personalizzazioni nella livrea dei modelli.
Uso la carta adesiva A4 trasparente per stampanti laser, al momento solo in B/N, perché è la stampante che ho in casa, ma sfruttando magari
qualche stampante da ufficio non escludo che possano venire bene anche a colori.
Compongo scritte e loghi con un qualsiasi programma, da Word a Photoshop e vengono bene!
Basta ritagliare più o meno a filo delle scritte ed applicare. La parte trasparente risulta del tutto invisibile sul termoretraibile.

Spazio alla fantasia a buon divertimento, con facili e semplici adesivi!

Ecco gli "sponsor" che ho messo sul Katana

Feb 242012
 

Molti lettori hanno apprezzato l’articolo sulla Fionda: La Fionda nel modellismo.
Ho deciso di provarne un’altra. Voglio vedere se riesco a perfezionarla, non che l’altra andasse male, anzi, era davvero ottima, ma penso si possa sempre migliorare. Visto che alcuni componenti erano davvero ottimi per il loro uso, li volevo riutilizzare. Decido però di sostituire l’elastico e ridurre la lunghezza della parte fissa.

Cominciamo con il rispondere a quelli che mi chiedevano, il perché non utilizzare l’elastico da “portapacchi”. Quel particolare tipo di corda elastica è troppo potente, raggiunge in pochissimo spazio la massima estensione e strappa troppo prepotentemente una volta rilasciata. Per l’uso modellistico creerebbe troppe complicazioni e non sarebbe l’ideale. Noi abbiamo bisogno di un tiro costante e lungo, in modo da permettere al modello di cominciare a volare e solo successivamente, quando è avvenuto lo sgancio, accendere il motore e fare il nostro volo.

Ecco di cosa bisogna dotarsi:

  1. Un buon picchetto
  2. Elastico (circa 7-8 m)
  3. Corda (circa 4m, la metà dell’elastico)
  4. Anello per agganciare il modello

La mia Fionda ha un picchetto da “avvitare” al terreno, pratico e rapido da usare. Parte elastica composta da un elastico simile a quello dei legacci emostatici da 8 mm, della lunghezza di 7-8 metri. Cordino da montagna colorato per la parte fissa della lunghezza di 4 metri. Infine un robusto anello a cui andrà agganciato il modello.

Confermo le considerazioni che ho scritto nell’altro articolo per quello che riguarda la praparazione del modello: ossia il gancio.
Ci sono vari metodi, potrete usare lo spazio per il carrello anteriore (e quindi anche il foro). Oppure potrete preparare una placchetta di compensato dello spessore di 3-4 mm da 25mm x 25mm circa. La fisserete all’interno della fusoliera con colla epossidica. Andrete a forare la fusoliera dall’esterno in corrispondenza del rinforzo. Potrete così fissare un tondino di acciaio da 4mm piegato a “L”.
Una ottima regola per il posizionamento del gancio è: posizionarlo a 3/5 della distanza tra la punta del modello e il CG, partendo dalla punta del modello.

Inoltre per verificarne il tiro mi sono dotato di una bilancia. Perfetta per capire quanto tirare l’elastico a seconda del modello che volete lanciare. Il rapporto ideale tra peso modello e tiro dell’elastico è di 1:5. Se avete un modello che pesa 1 Kg, sarebbe ottimo avere un tiro dell’elastico di 5 Kg. Per poter fare queste misure diventa indispensabile la bilancia, oppure vi toccherà andare a “spanne” per capire quanto tirare l’elastico.

Ho provato un FunJet Ultra da poco più di 1 Kg, un altro da 1,5 Kg e infine un paio di ventole sul chilogrammo, tutto con ottimi risultati.
La parte elastica ha un allungamento notevole, pensate che con i circa 8 metri arrivo a tirarla tranquillamente ad una quarantina di metri… circa un estensione di 5 volte!
Posso assicurarvi che è davvero un ottima fionda, tiro costante e lungo senza strappo.
Una cosa che ho notato con piacere: non è mai successo che un modello tendesse a virare da una parte o l’altra, sempre lanci perfettamente dritti!
In questo momento non saprei cosa sostiuire per migliorarla…
Promuovo a pieni voti tutte le parti di questa fionda! 😉

Non mi stanco di ripetermi, fissate bene il picchetto al terreno e controllate sempre i fissaggi: fra picchetto ed elastico, elastico e cordino e infine cordino ed anello.
Consiglio di provare l’elastico senza modello per saggiarne il tiro.

State sempre attenti a non farvi male, non sono lì con voi e non mi assumo nessuna responsabilità!

Feb 102012
 

Prima o poi, a tutti viene la voglia di provare i modelli in depron. Facili da fare e spensierati da far volare, sono una tappa che il modellista percorre. Che siano a tavoletta o a costruzione più complessa ma ci siamo passati tutti.
In fin dei conti la semplicità di lavorazione del materiale permette di sperimentare e creare modelli particolari.
Si stampa il disegno, si taglia il depron, si incollano le parti e poi via al montaggio dell’elettronica. Tutti passaggi semplici e facili da fare, ma molti si sono bloccati alla creazione del supporto motore.
Richiede un po’ di manualità in più e la necessita di lavorare il legno.
In vostro aiuto, ma soprattutto in mio aiuto, ho trovato un amico: Stefano di SDModel. Grazie al suo portentoso CNC è in grado di tagliare pezzi in vetronite. Massima robustezza al minimo peso.
Mi ha realizzato i prototipi in vari spessori:

  • Vetronite da 1 mm con un peso da 3 gr.
  • Vetronite da 1,5 mm con un peso da 4 gr.
  • Vetronite da 2 mm con un peso da 5 gr.

Naturalmente li ho testati con vari motori e posso affermare che i fori corrispondono alle principali marche note (e relativi cloni) che si trovano sul mercato. Abbiamo preferito il supporto motore da 1,5mm, come compromesso tra massima robustezza e peso.
Sono riuscito a convincerlo e renderli disponibili sul suo sito ad un prezzo davvero minimo.

Link alla pagina di SDModel con il supporto motore

In questa foto, una prova del supporto con vari motori. Dalla vostra sinistra: il DF300, il KDA A20-28M (Hacker Style), HET Typhoon 2W-20 e infine un cinese da 2200 Kv

Ringraziate Stefano che ha reso disponibile il PDF per chi vuole tagliarselo in casa.
Fate attenzione a come lo stampate, sotto troverete le istruzioni per stamparlo correttamente. Prima di procedere alla laboriosa realizzazione, verificate che faccia al caso vostro.

File PDF del supporto motore per modelli in depron da 6mm

Mi raccomando di stampare il foglio con queste impostazioni:

  • Scegliere “Ridimensionamento pagina: Nessuno
  • Vistare “Ruota automaticamente e centra
  • In questo modo avremmo una stampa in scala 1:1

Dic 222011
 

Sull’onda del successo dell’articolo: Giscopio sul timone, ho voluto provare a fare un esperimento anch’io.
Il modello cavia sarà il mio biplano Super Pitts Python S12 60E. Un amico elicotterista aveva in casa proprio il giroscopio dell’articolo di Paolo (quando si dice il caso)!!!

Il mio non era un vero problema sul modello, che invece vola piuttosto bene. L’unico neo se vogliamo è una certa inerzia nelle virate di alettoni (il modello continua la rotazione sugli alettoni e crea un effetto pendolo, quando lo si raddrizza). La cosa si nota molto quando lo si mette in rovescio o si provano dei tonneau a 4 tempi, in pratica si deve sempre correggere per perfezionare la posizione. Inoltre vorrei renderlo più stabile, visto che desidero aggiungere i fumogeni.

Quindi ho utilizzato il giroscopio Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro, che già conoscete.
Ho unito gli alettoni con un unico cavetto a Y per avere un solo canale occupato.
Ho inserito la regolazione sensibilità sul canale FLAP della mia Spektrum DX7.
Quindi ho regolato il gyro su 25% di delay e 100% di limit (come Paolo sull’altro articolo, d’altronde perché sprecare il suo lavoro!), modificando la sensibilità del gyro agendo sull’escursione del canale al 30%.
Naturalmente ho voluto fare in modo che sia escludibile in volo, perché la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!
Una buona verifica è accendere tutto e prendere il modello in mano. Simulate uno scossone facendo ruotare le ali verso sinistra (abbassate l’ala sinistra velocemente), l’alettone di destra si deve alzare per compensare e quello di sinistra abbassare. Provate il contrario. Verificate se il giroscopio reagisce facendo “salire” il modello (portate il modello in verticale). Il gyro non deve lavorare sull’asse cabra picchia.
Controllare che non succeda nulla se il giroscopio sugli alettoni è escluso.
Se si sta facendo il test iniziale, il 100% di sensibilità farà in modo che gli alettoni si muovono di più, quindi sarà più facile capirne il funzionamento e vederne i movimenti.
Verificate che tutto funzioni correttamente a terra, provate più e più volte in varie condizioni.
Non lesinate sul tempo di verifica funzionamento!

Ecco le programmazioni chiave per la mia Spektrum DX7, utilizzando una ricevente AR6200 e volendo tenere il canale “Gear” libero per i fumogeni:

Giroscopio sugli Alettoni

Sistemazione Flap System

Giroscopio sugli Alettoni

Scelta del tipo di ala

Giroscopio sugli Alettoni

Spostamento delle funzioni condizioni di volo dal canale "FLAP" alla levetta "Aileron"

Giroscopio sugli Alettoni

Programmazione sensibilità giroscopio

Giroscopio sugli Alettoni

Programmazione in modo da avere in posizione "normal" giroscopio disinserito, in modalità "land" e "mid" giroscopio inserito

Giroscopio sugli Alettoni

Giroscopio per gli alettoni nella sua posizione

Giroscopio sugli Alettoni

Posizione giroscopio per gli alettoni

Il collaudo è avvenuto sul modello che già conoscevo e avevo trimmato. Per cui ho portato il modello in quota e ho attivato il giroscopio. La mia sorpresa è stata grande!!!
Il modello è diventato un trainer acrobatico!!!
Eccezionale!!! (scusate i troppi punti esclamativi, ma mi ero proprio esaltato!)
Pensate che i tonneau a 4 tempi avvengono in maniera precisissima, eccezionale la capacità di correggere la posizione, rendendo il volo davvero divertente. Assolutamente eccezionale. L’unico neo del giroscopio sugli alettoni è il fatto che “ci si vizia”, infatti poi ci si comincia a chiedere perché non mettere un giroscopio per canale!?!

Manuale Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro

Nov 302011
 

Autore: Paolo “NonnoPaolo”

Il giroscopio utilizzato nell'articolo

Era da un pò di tempo che volevo togliermi lo sfizio di provare un giroscopio montato sul timone, questo perché tempo addietro trovavo delle difficoltà a governare il decollo del mio J3 Cub da 1,70 di a.a..

Alla fine, ho acquistato un gyro economico (Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro), l’ho montato sul canale 6 della mia MPX Cockpit Sx (canale spoiler), ho regolato il gyro su 25% di delay e 100% di limit, inoltre ho modificato il guadagno del gyro agendo sull’escursione del canale 6 al 25%; il tutto in modalità RATE (e non HH).
Il risultato è stato quello atteso: decolli perfettamente rettilinei, a piena potenza e senza correzione di coda.
In volo poi, o disinserisco il gyro oppure volo con il gyro inserito: nel secondo caso devo sempre ricordarmi di aiutare le virate agendo sempre anche sul timone (cosa che comunque faccio sempre per abitudine), altrimenti in virata il gyro tenderebbe a non fare virare l’aereo!

Il giroscopio sul timone, se ben tarato, può essere di aiuto sia nel decollo che nell’atterraggio, inoltre vi aiuterà nel volo rettilineo.
Il prossimo passo è montarlo sul piper (non l’ho fatto subito perché l’elettronica del Piper al momento fa volare l’Extra 300). 😉

Manuale Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro

Lug 092011
 

L’evoluzione del modellismo e la ricerca delle prestazioni più estreme, ha reso necessario dotarsi di una fionda o di una catapulta.

I motivi per dotarsi di questo strumento sono molti:

  • Il lancio di un modello può diventare un momento critico di ogni volo
  • Modelli a ventola intubata sempre più diffusi
  • Antiestetici carrelli fissi sui Jet
  • Veloci funjet (o simili) molto “carichi”
  • Lancio in sicurezza di modelli in genere molto critici
  • Campo in erba, dove non è possibile rullare con ruote piccole

La fionda, rispetto alla catapulta, è più semplice e pratica da realizzare.

Per costruirla bisogna dotarsi di:

  1. Un buon picchetto
  2. Elastico
  3. Corda
  4. Anello per agganciare il modello

Fionda Modellismo Dinamico

La mia Fionda ha un picchetto da “avvitare” al terreno, pratico e rapido da usare. Parte elastica composta da un doppio elastico quadro da 4mm, della lunghezza di 6 metri. Cordino da montagna colorato per la parte fissa della lunghezza di 8 metri.  Infine un robusto anello a cui andrà agganciato il modello.
Con questa fionda ho messo in volo un Rafale Het davvero “carico” (poco meno di 3 Kg). Adesso la uso con tranquillità per un FunJet Ultra da poco più di 1 Kg.

Inoltre dovrete considerare di preparare i vostri modelli con il “gancio”. Ci sono vari metodi, potrete usare lo spazio per il carrello anteriore (ma anche il foro). Oppure potrete preparare una placchetta di compensato dello spessore di 3-4 mm da 25mm x 25mm circa. La fisserete all’interno della fusoliera con colla epossidica.
Andrete a forare la fusoliera dall’esterno in corrispondenza del rinforzo. Potrete così fissare un tondino di acciaio da 4mm piegato a “L”.
Una buona regola per il posizionamento del gancio, è posizionarlo a 3/5 della distanza tra la punta del modello e il CG, partendo dalla punta del modello.

Fissate bene il picchetto al terreno e controllate sempre i fissaggi: fra picchetto ed elastico, elastico e cordino e infine cordino ed anello.
Consiglio di provare l’elastico senza modello per saggiarne il tiro.
State sempre attenti a non farvi male, non sono lì con voi e non mi assumo nessuna responsabilità!

Per il lancio, ad esempio del funjet, di solito tiro l’elastico per l’anello. Raggiunta la trazione desiderata, aggancio il modello. Ultimo controllo ai movimenti dei servi. Lascio il modello senza avviare il motore, leggermente a cabrare tenendolo con la mano destra. Considerate che sono in mode 1, quindi dò un leggero colpo di cabra con la mano sinistra. Il modello a questo punto si è allontanato di 50 metri, ad un altezza di circa 10 metri. Controllo visivamente l’avvenuto sgancio del modello. Quindi finalmente apro il gas e comincio il mio volo.
Se lanciate una ventola, potrete tenere il motore già acceso a mezzo gas nel momento che lasciate il modello.
Presto vi accorgerete di quanto facile sia mettere in volo modelli considerati critici, dopo qualche lancio non potrete più farne a meno!!!


Lug 042011
 

Vi siete persi tra le miriadi di sigle
che i costruttori amano usare?
Volete una mano?
Ecco una bella raccolta!

Tipi di motorizzazione

EP : Elettric Powered (modello elettrico).
GP : Gas Powered (modello a scoppio).

Categorie di modelli

3D      : Modello acrobatico adatto al volo freestyle.
ACRO : Acrobatici.
DLG    : Disk Launch Glider (aliante da lancio, vedi categoria F3K).
F3A    : Sigla di un tipo di competizione acrobatica di precisione. Delinea anche una categoria di modelli.
F4J     : Sigla di un tipo di competizione riservata ai “Jet” (sia per “turbinari” che per “ventolari”).
F5D    : Sigla di un tipo di competizione Pylon (gara di velocità).
HLG    : Hand Launch Glider (aliante da lancio a mano).
SP       : Sail Plane (aliante).

Modelli

ARC : Ali ed i piani di coda sono da rivestire in termoretraibile (non completamente assemblato).
ARF : Almost Ready to Fly, quasi pronto al volo.
Come il precedente, solo che il lavoro da fare è ancora meno. In molti casi non ci sono parti da incollare, ma solo da avvitare.
BNF : Bind And Fly, Fai il Bind e vola.
Sono modelli davvero pronti al volo. Oltre al modello che praticamente è già terminato (in alcuni casi è davvero completato), viene data anche la batteria e il carica batteria. Per andare in volo basta avere una radio Spektrum o compatibile e fare il “bind”. Si stanno diffondendo sempre di più, stanno facendo la fortuna della Horrizon Hobby.
KIT : La prima forma di produzione di modelli.
In pratica venivano messe nella scatola: il progetto, il legno necessario già tagliato, eventualmente il film di copertura ed altri pezzi.
Il lavoro da fare era molto, ed era necessaria molta manualità e precisione. Al giorno d’oggi non sono più reperibili, se si trovano, vengono subito acquistati da appassionati.
RTF : Ready To Fly, pronto al volo.
Molto comune, praticamente tutti gli acrobatici in struttura e la maggior parte dei modelli disponibili nei negozi.
Questi modelli hanno bisogno di alcune ore di lavoro per essere messi in volo. Il lavoro da fare è l’incollaggio di alcune parti, l’installazione dell’elettronica e della motorizzazione.
PNF : Plug And Fly, Collega e vola.
Il modello è completato similmente al precedente. Manca la ricevente, la batteria e il carica batteria. Praticamente danno la possibilità a chi non ha una radio Spektrum di acquistare gli stessi modelli!
PNP : Plug And Play, Collega e divertiti.
Come il PNF, solo che utilizzato da altre case costruttrici. Manca di solito la ricevente e la batteria.
RTR : Ready To Radio, Pronto alla radio.
Come dice il nome, il modello è pronto a ricevere la radio. Questa sigla di solito è utilizzata dalla Multiplex.
SHORT KIT : Kit Parziali.
Di solito contengono solo parti tagliate a CNC, come le centine e naturalmente il progetto.
In pratica è quasi come partire dal solo disegno, solo che nel kit vengono fornite già pronte alcune parti che risultano ripetitive.
Il kit non contiene listelli, coperture, minuteria ed elettronica.

Materiali usati per la costruzione

GFK : (dal tedesco Glass Faser Kunststoffe) manufatto in Fibra di Vetro (Kunstoffe = Resina).
GRP : (dall’inglese Glass Fiber Reinforced Plastic) manufatto in Fibra di Vetro.
CFK : (dal tedesco Carbon Faser Kunststoffe) manufatto in Fibra di Carbonio.
CRP : (dall’inglese Carbon Reinforced Plastic) manufatto in Fibra di Carbonio.
AFK : (dal tedesco Aramidic Faser Kunststoffe) manufatto in Kevlar.
EPP : tipo di schiuma espansa, molto resistente, flessibile e con una certa memoria di forma.
EPS : polistirene espanso (il comune polistirolo a bolle).
XPS : polistirene estruso (quello colorato per edilizia).
EPO : poliolefina espansa, è un gruppo di polimeri di cui fanno parte l’EPP, il polietilene PE e altri, nel modellismo ha caratteristiche intermedie tra l’EPP e l’EPS (meno elastico del primo ma più resistente del secondo).
ARCEL-ELAPOR : non sono tecnicamente EPO ma hanno caratteristiche analoghe. Materiali studiati appositamente per uso modellistico.

Parti di un modello

AA     : Apertura Alare.
BE     : bordo d’entrata (o d’attacco).
BU     : bordo d’uscita.
DL     : diedro longitudinale.
CG    : centro di gravità (baricentro) a volte anche GC (gravity center).
CMA : corda media aerodinamica a volte anche MAC.

Colle

CA : Cianoacrilato (tipo di collante).
PU : Poliuretanica (tipo di collante).
EPOXY : Epossidica, di solito bi-componente (tipo di collante).

Sigle utilizzate nell’aviazione, che possono essere utili anche nel nostro hobby

MTOW  : Maximum Take Off Weight (peso massimo al decollo).
STOVL  : Short Take Off, Vertical Landing (decollo corto, atterraggio verticale).
STOL   : Short Take Off and Landing (decollo e atterraggio corti).
VTOL    : Vertical Take Off and Landing (decollo e atterraggio verticali).
UAV       : Unmanned Aerial Vehicle (ovvero qualunque dei nostri modelli !).

Varie

CNC     : Fresa a controllo numerico.
FPV      : First Person View.
RTFM  : Leggi quel fottuto manuale!

Ne avete altre? Scrivetemi!!! Mandami una mail!

Mag 232011
 

Un Grazie a “nonnopaolo” per l’ispirazione!

 

In questi ultimi tempi, diversi utenti mi hanno contattato per riuscire a settare correttamente un acrobatico.
Premetto che non sono un campione F3A, neppure so fare tutte le figure 3D, però mi diverto con gli acrobatici e ne ho messi a punto parecchi.

Per cominciare, partite con il baricentro da manuale e piani tutti ben allineati a banco. Di solito il baricentro da manuale è fin troppo conservativo. Cioè risulta picchiato al fine di riuscire nel volo di collaudo (modello picchiato, modello salvato, l’avrete sentito mille volte!).

Per un modello dalla classe 30 in su, che riesce ad atterrare su di un campo in erba senza problemi, userei il minimo. Accendete il modello e portatelo in pista, trimmate il gas del modello in modo che rimanga acceso al “minimo” come fosse uno scoppio. In pratica l’elica deve girare bene, ma senza far muovere il modello. Questo stabilizza il volo quando si toglie il gas e diminuisce i consumi, perchè lo spunto necessario al riavvio di un  motore brushless è alto. L’atterraggio inoltre risulterà semplificato, in quanto il volo è decisamente più stabile. Ultima, ma non meno importante, avrete lo stesso feeling che dà il motore a scoppio.
Ricordatevi di togliere il trim alla fine del volo, per spegnere il modello e far partire il regolatore correttamente al prossimo volo!

Tutti gli acrobatici possono dare soddisfazioni, ma necessitano di qualche volo per regolarli, se poi cercate una regolazione (o setup) molto fine, ce ne vorranno almeno una decina.
Il settaggio del modello va fatto in base a cosa dovete farci e soprattutto in base al vostro gusto personale. Come per le macchine da corsa, non esiste un setup perfetto, ma solo il migliore per il vostro stile di volo. Molto probabilmente, un modello che per me vola benissimo, per un’altra persona potrebbe essere troppo cabrato e così via. Ad esempio, a me piace un comportamento neutro, volo dritto e rovescio senza tenere il modello con il timone orrizzontale a circa metà gas. Ad un mio amico, piace tenere il modello in rovescio con po’ di picchia.
Ci sono però delle cose che devono essere così e basta. Se volete fare acrobazia classica, sarà necessario avere il modello un po’ picchiato, in modo da essere preciso nelle traiettorie. Se preferite fare 3D, il modello deve essere cabrato e se invece volete fare F3A il modello deve essere il più neutro possibile.

Perfetto, siamo in campo, con il modello al minimo in una bella giornata senza vento. Controlliamo il “taxi”, cioè lo facciamo correre per il campo, per capire che tendenza ha in decollo.
Teniamo conto di questa prova quando allineiamo il modello per il decollo.
Andiamo in volo e trimmiamo il modello per avere un bel volo rettilineo a mezzo gas circa (può essere più o meno a seconda della potenza disponibile).

Primo stadio: volo rovescio. Vedo con quanto picchia lo devo tenere.
Se devo tenerlo con troppo picchia, meglio spostare il pacco batterie (e quindi il Centro di Gravità) un pochino, per avere il modello più cabrato. Procedete sempre a piccoli passi, spostamenti di mezzo o 1 centimetro a seconda della dimensione del modello.

Secondo Stadio: tuffo verticale. Salite ad un ottima altezza di sicurezza, a mezzo motore picchio deciso, lascio i comandi. Vedete se il modello sale e quindi esce dalla picchiata, oppure procede rettilineo nella caduta (salvate comunque il modello!!! 😉 ). Se sale e quindi tende ad uscire della picchiata, è troppo cabrato.
Saltate questo punto se non ve la sentite!

Terzo Stadio: salita verticale. A volte si trimmano gli alettoni, ma per molti è difficile trimmare il Timone verticale. Se non si ha una buona esperienza, non si capisce quando gli alettoni fanno virare il modello e quando il timone. Quindi a una velocità sostenuta, più di mezzo gas ma meno di tutto gas (bisogna avere una salita decisa e costante), si fa salire il modello in verticale verso l’alto (pensate a salire come se il modello trovasse un muro verticale e ci corresse sopra verso il cielo). Osservate da che parte tira il modello, se tende a salire e virare a destra o sinistra, trimmate il timone verticale di conseguenza. Poi quando avrete trovato una salita precisa, procedete a ri-trimmare gli alettoni.

Per fare acrobazia classica, di solito preferisco tenere il modello con un pò di picchia. Invece per eseguire il “3D” il modello deve essere neutro, volo dritto o rovescio senza tenerlo. Se volete solo mettere a punto il modello della domenica meglio non settarlo in questa condizione, ma scegliere un condizione più picchiata, tipo acro classica.
Gli F3A sono acrobatici perfetti per i volatori della domenica. Facili da portare e facilmente prevedibili. La loro “forma” facilita l’esecuzione di molte manovre classiche.

Non abbiamo parlato delle corse servi ed esponenziali.
Meglio fare un po’ di luce. Di solito il manuale riporta escursioni minime e massime delle parti mobili.

Escursione Minima: Perfetta per decollo e atterraggio. In molte occasioni va bene anche per l’acrobazia classica. Di solito c’è un esponenziale del 30% o giù di lì che permette di non avere troppo movimento nel punto neutro dello stick.

Escursione Massima: Di solito si usa per il 3D. In diversi casi l’escursione viene anche aumentata, grazie a squadrette maggiorate o aumentando la corsa del servo al 125%. Attenzione che in questa condizione gli esponenziali devono essere alti, circa 70-85%. Dovete avere lo stesso “feeling” con il modello come se aveste le corse minime, in modo da poter atterrare in caso di emergenza, anche in questa condizione.

Va da se che la cosa migliore è avere almeno due condizioni di volo, sotto in interruttore. L’ideale sarebbe addirittura avere tre condizioni di volo, quest’ultima andrebbe attivata solo per alcune figure acrobatiche o 3D.

Infine i mix in volo, a che servono? In generale servono per migliorare alcune manovre e per essere dei perfezionisti in volo. Quella più classica che uso, è la compensazione con un po’ di cabra quando faccio il coltello. Di solito va bene un 4-5% di mix con il timone. Sempre attivabile da interruttore. Non usatela se non ne sentite il bisogno…

Queste sono già delle ottime indicazioni, ma non sono sufficienti per avere un modello da gara. Attenzione che questa piccola guida, si rivolge ad un modello di scatola ARF o simile, non prevedere l’imperfezione nelle incidenze alari o il calettamento del motore errato.

Eseguite le manovre in sicurezza, non voglio responsabilità che non ho!!!
Felici atterraggi a tutti!!! 😉

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