mag 202013
 

La peggior cosa che possa capitare ad un aeromodellista è “perdere” il segnale del proprio modello in volo.
Vedere cadere e distruggersi l’amato modello senza poter far niente, dà quel senso di impotenza e frustazione difficile da descrivere. Non vi auguro di provarlo.

Purtroppo a me è successo diverse volte.

Quando questo succederà ve la prenderete con la radio, ma solo perchè è lei che avete in mano… ma non è detto che sia la colpevole! Anzi il più delle volte la radio centra ben poco con il problema che avete avuto.
Ma cosa vuol dire perdere il segnale?
Rispondo subito: TUTTO E NIENTE!!!

Infatti il problema può essere dovuto ad una perdita del segnale della radio, caso rarissimo (con la tecnologia in 2.4 Ghz), ma più facilmente a problemi nel modello.

Vi faccio un elenco dei possibili problemi:

  • BEC sottomisurato che per mancanza di tensione spegne la radio
  • Impianto di potenza o alimentazione sottomisurato
  • Servi sotto alimentati o sovra alimentati
  • Batteria troppo stanca che sotto carico si abbassa drasticamente di tensione
  • Uno o più servi bloccati o che vanno in corto
  • Fili sottomisurati dell’impianto radio o del “motore”
  • Collegamenti (spinette e ecc.) con scarsa connessione
  • Presenza o vicinanza della ricevente a elementi disturbanti
  • Errato posizionamento della ricevente a bordo del modello
  • Antenne schermate dalla struttura del modello (attenzione al carbonio)

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Tutti questi fattori vanno analizzati prima di andare in volo, ben poco potrete risolvere quando il modello è caduto. Difficile capire il motivo della caduta quando il modello è distrutto al suolo. L’impatto può aver contribuito a danneggiare parti che vi sviano a capire l’esatta problematica.
Quindi è necessario controllare sempre bene un modello prima del collaudo, misurando e verificando i componenti sotto carico. Non fidatevi di nulla e non date per scontato che se ha già fatto 10 voli siamo tranquilli… alcuni componenti messi sotto sforzo potrebbero cedere nel tempo e resistere nell’immediato.

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Alcuni tipi di segnale in 2.4 Ghz

Quando volavamo in 35 o 40 Mhz, perdere completamente il segnale era una situazione rara, ma quotidianamente facevamo i conti con i disturbi e le interferenze. Rendendo il modello radiodisturbato più che radiocontrollato.
Da quando si utilizzano gli impianti in 2.4 Ghz, i disturbi sono stati praticamente eliminati. Però dobbiamo fare i conti con l’elettronica digitale, che si riassume per semplificazione in 0 e 1 tanto per farvi capire. In pratica un disturbo viene tranquillamente risolto grazie a complessi algoritmi di ricostruzione dati. Ma un disturbo notevole o una perdita del segnale protratta nel tempo porta a perdere del tutto il controllo del modello, lasciandovi senza comandi.

Cominciamo con chiarire un pò il funzionamento dei principali tipi di segnale in 2.4 Ghz. Non pretendo di scendere in tecnicismi, ma almeno capire a grandi linee come funzionano.

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DSSS

La tecnologia DSSS è una delle prime tecnologie di trasmissione in 2.4 Ghz per Aeromodelli.
Per spiegare il principo di funzionamento si può dire che funziona basandosi su una sequenza casuale di canali di trasmissione concordati tra la radio e ricevente.
In pratica il segnale viene sparato su tutto l’arco di frequenze ISM disponibili (frequenze che un tempo erano dedicate ad applicazioni industriali scientifiche e medicali e da quì la sigla ISM). Il segnale valido da comunicare alla ricevente viene spezzettato in tante parti e se ne manda uno per canale senza controllare che il canale sia libero oppure occupato. La ricevente riceve i segnali su tutto l’arco di frequenza, identifica i pacchetti trasmessi e li ricompone. Il problema è che sicuramente qualcuno di questi pacchetti andrà perso, sia a causa di canali occupati che per altri motivi. La ricevente sopperisce a questo problema, grazie al fatto che la parte trasmessa sul singolo canale è molto piccola, con un algoritmo di approssimazione ricostruisce il segnale in maniera praticamente molto fedele.

Il fatto di utilizzare solo una piccola porzione della banda su ogni canale fa si che molti dispositivi che trasmettono sulla stessa frequenza possano coesistere senza problemi particolari, ma i fuori radio ci sono a causa di dispositivi più potenti che sono abilitati alla trasmissione sulle ISM e che spesso fanno anche uno scan delle frequenze.
Il difetto di questo sistema è che con 60-70 radio accese si saturano i canali e quindi non è possibile aggiungerne altre senza incorrere in interferenze anche molto pesanti.
Il binding serve alla ricevente per memorizzare l’identificativo della radio trasmittente e riconoscere i pacchetti a lei destinati.
Un altro difetto è il ritardo implicito nella trasmissione sul singolo canale, dal momento che la scomposizione e la ricomposizione richiede un tempo conosciuto ma fisso.

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FHSS

Modulazione di trasmissione con dispersione dello spettro e salto di frequenza.
Questo tipo di codifica prevede un “accordo” tra la radio trasmittente e la ricevente, che viene stabilito all’inizio di ogni comunicazione radio. Per questo esiste un ritardo di accensione della ricevente, che dialoga con la trasmittente fino a trovare una sequenza di canali stabile.
La trasmittente e la ricevente stabiliscono i canali da utilizzare per la comunicazione. In particolare per ogni set di dati viene utilizzato un intero canale di trasmissione. Canale che viene cambiato per la successiva trasmissione del pacchetto seguente. In questo modo le probabilità di collisione sono nulle, e la possibilità di perdere il segnale altrettanto infinitesimale, dal momento che se il canale è occupato viene scartato e si passa al successivo. Questo tipo di modulazione fa si che le radio che possono operare simultaneamente sia virtualmente infinito, anche se con 300 radio i ritardi di trasmissione si fanno notevoli.
Con questo sistema si evita il problema dei fuori radio dovuti alle scansioni delle frequenze ISM, il ritardo è inferiore al DSSS, ma in maniera non percettibile superiore ai sistemi sul singolo canale.
Inoltre è insensibile verso i sistemi DSSS che perdono la parte di segnale trasmessa su questi canali totalmente occupati.
Si deve fare attenzione che il “salto” di canale dovuto a canale impegnato o disturbato necessita di un tempo noto. Il problema comincia a porsi se ci sono più canali impegnati di seguito.

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iFS

Cioè la selezione della frequenza intelligente, che viene utilizzata dai sistemi Graupner e JR.
Il sistema sfrutta le debolezze degli altri due: in pratica La trasmittente e la ricevente scelgono un solo canale per la trasmissione. Lo occupano per intero e lo mantengono fino a che non si verificano problemi. In questo caso viene cambiato in accordo con la trasmittente e mantenuto fino al prossimo errore.
Il maggior punto di forza è anche la sua debolezza, lavorare su un solo canale.

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DSM2

DSM2 è la seconda generazione della tecnologia Spektrum DSM, che veniva utilizzata solo praticamente per trasmissioni a terra. Resta ancora una prima scelta in 2.4GHz. Il segnale DSM2 utilizzando lo stesso sistema a banda larga DSSS, in più offre una risposta più rapida e una maggiore precisione rispetto al protocollo DSSS standard.
Inoltre viene aggiunta la tecnologia DuaLink, per garantire un collegamento superiore.
In pratica vengono scansionati i canali liberi e ne vengono scelti due, si dovrebbe avere un collegamento stabile ed una precisione eccezionale anche senza spostamenti di frequenza.

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DSMX

Il DSMX si basa sul DSM2, migliorandolo.
In sostanza il segnale DSMX può essere fino 3 volte più potente, utilizzando però la stessa potenza degli altri segnali attualmente esistenti.
Gli spostamenti di frequenza DSMX vengono coordinati attraverso l’algoritmo più avanzato FHSS mai visto in un’applicazione RC. Ogni modello utilizza 23 canali nello spettro 2.4GHz.
Infine il sistema DSMX dispone dei più rapidi tempi di riconnessione e risposta nel più rumoroso ambiente 2.4GHz.

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Conclusioni

Tutto questo discorso serve per dire che ogni tipo di segnale ha dei punti di forza e delle problematiche. Nessuno dormi tranquillo, perchè sento in giro discorsi del tipo: “Ho Futaba, Futaba non perde il segnale”. Ricordatevi che Futaba non dà garanzia al 100% sul segnale, attualmente stando a quanto si può capire, il miglior segnale e il più usato è lo Spektrum DSMX. In nessun caso prenderei una radio e ci binderei una turbina e via in volo, provate la vostra radio con un modellino che potrete sopportare di perdere. Se potete controllate con la telemetria i dati del volo, in modo da conoscere eventuali perdite dati di comunicazione.
Siate paranoici, perchè il problema può venire anche da quel BEC o quel vecchio servo che avete voluto riutilizzare.

Buoni voli e felici atterraggi!!! ;-)

set 102012
 

Chi vola da un pò di tempo e vuole mettere a puntino il suo modello, gli sarà capitato di chiedersi quanti giri fa quel motore con quella determinata elica.
Si potrebbe arrivare a calcolare il numero di giri, ma andiamo sul complicato, anche perchè con eliche uguali (stesso passo e diametro), si ottengono risultati diversi (provato con APC e Graupner).
L’unico dato a nostra disposizione è il “KV”. La sigla “KV” che si trova sui motori brushless o sulle caratteristiche, indica il massimo numero di giri per Volt che il motore può arrivare a compiere (giri /min x V). Se volete saperne di più, andate all’articolo:
Cosa significa la sigla “KV” sui motori Brushless?

Questo valore è calcolato a vuoto, cioè senza un “carico” sull’asse, sia esso un’elica o la girante di una vemtola.
La cosa più semplice è dotarsi di uno strumento simile a quello della foto quì sotto, in grado di misurare i giri effettivi del motore. In questo modo sarà semplice decidere se ridurre il passo o il diametro dell’elica per aumentare i giri del motore, oppure al contrario scegliere un elica più grande per ridurre i giri.

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Non pensate sia uno strumento utile solo a chi vola elettrico, ma può essere usato con efficacia anche da chi vola con lo scoppio, sia con motori Glow che con motori Benzina. Se non avete il tocco magico o l’orecchio allenato potrete trovare il minimo perfetto (come da dati di targa del motore). Oppure verificare che i giri non siano troppo alti al massimo del motore!

Insomma che facciate aeromodellismo elettrico o a scoppio, ma anche elicotteri, questo semplice strumento sarà in grado di aiutarvi ad ottimizzare il vostro sistema motore-elica!

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set 042012
 

Dopo gli articoli: Giroscopio sugli alettoni, Giroscopio sul timone e aver provato i gyro su vari modelli, sono sempre più convinto che saranno il futuro, anche dell’aeromodellismo.

Il problema che si pone e ci costringe a varie prove e tentativi è il settarli correttamente.
Diciamo che ho capito il perchè certe marche blasonate vendono giroscopio e relativo servo in un unico pacchetto. Devo dire che pensavo a un vezzo o al voler piazzare all’utente un servo in più (magari è anche vero!). Però è necessario, in questo modo l’azienda si assicura che il sistema lavori correttamente. Infatti lo stesso Giroscopio lavora in maniera completamente diversa in presenza di servi diversi. In pratica la configurazione effettuata con un servo non è più funzionante con un altro.
Fate attenzione che le cose cambiano in presenza di servi analogici o digitali, per il corretto funzionamento di quest’ultimi può essere necessario effettuare una configurazione (che nel caso del Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro consiste nel spostare solo un selettore).
Visto che ormai abbiamo preso di mira questo Giroscopio, spieghiamo le altre regolazioni, comuni comunque, ad altri tipi di Gyro.

  • Limit – In pratica quanto può essere la massima escursione del servo, 100 corrisponde al 100% di movimento del servo.
  • Delay – E’ la regolazione della velocità con cui l’elettronica del gyro chiude il loop di regolazione. Se il loop è troppo veloce, il servo non riesce a stargli dietro ed il gyro finisce per sovraregolare innescando un’oscillazione. In pratica agisce come una regolazione di sensibilità, solo che agisce direttamente sul servo e non sensore del giroscopio.
  • Sensibilità o Guadagno – La sensibilità, appunto, con cui il giroscopio risponde alle sollecitazioni. Va preparato un canale libero della radio e andrà impostato un valore che rappresenta il guadagno. La spinetta che va dal Gyro (quella con un filo solo) alla ricevente va allo stesso canale della ricevente. Consiglio il canale Flap, in modo da avere a disposizione un interuttore a 3 posizioni per poterlo escludere in volo in caso di problemi.

Ma una volta fatte queste preparazioni va sicuramente testato a fondo il sistema.
Come ho detto prima, per ulteriore sicurezza raccomando che sia possibile escudere in volo il Gyroscopio. Nel mio caso ho utilizzato il canale Flap, a 3 posizioni. Su questo canale ho programmato la sensibilità: 0, 20 e 30 (occhio che potrebbe essere un valore positivo o negativo). In questo modo ho la possibilità di provare il funzionamento senza rischiare troppo.

Testiamo il funzionamento a terra per bene!
Prendiamo l’esempio della mia prova sugli alettoni.
Ho regolato il gyro su 25% di delay e 100% di limit, impostato la sensibilità del gyro agendo sull’escursione del canale Flap al 30%.
Una buona verifica è accendere tutto e prendere il modello in mano. Simulate uno scossone facendo ruotare le ali verso sinistra, (abbassate l’ala sinistra velocemente), l’alettone di destra si deve alzare per compensare e quello di sinistra abbassare. Provate il contrario. Verificate se il giroscopio reagisce facendo “salire” il modello (portate il modello in verticale). Il gyro non deve lavorare sull’asse cabra picchia.
Controllare che non succeda nulla se il giroscopio sugli alettoni è escluso.
Se si sta facendo il test per la prima volta, il 100% di sensibilità farà in modo che gli alettoni si muovono di più, quindi sarà più facile capirne il funzionamento e vederne i movimenti.

Attenzione a una cosa, notata da me, ma anche da altri usando giroscopi “entry level” (economici). In pratica tutte le programmazioni sulla vostra radio di Dual Rate ed Esponenziali sono pressochè inutili, perchè il By-pass del comando generato dal Gyro vi escude tutte queste finezze, anche a giroscopio escluso!
Ci sono sistemi per aggirare l’ostacolo ma non lo risolvono. Ma sono tutte soluzioni fittizzie e non funzionano in presenza di Gyro come quello dell’esempio…

Inoltre alcuni amici dell’ala rotante mi hanno fatto notare una cosa: le squadrette. Per prima cosa cercate di avere un rinvio il più preciso possibile, consiglio di inserire il rinvio classico in acciaio in un tubetto di carbonio al fine di avere la massima rigidità. Inoltre dovreste avere il rinvio inserito al foro della squadretta a circa 1 cm dalla parte mobile, stessa cosa sul servo. Questa “regola del centimetro” è utile per avere un movimento non troppo reattivo e nervoso ma assolutamente progressivo e dolce. Magari non sarà indispensabile, ma sicuramente utile se la regolazione del gyroscopio vi farà impazzire.

Un altra cosa dire riguarda l’impostazione del guadagno sulla radio. Me lo avevano detto, ma ho voluto provare…
In pratica un valore di 20% impostato sulla radio significa una sensibilità del 20%, fin quì nulla di strano.
Un valore di 70% impostato sulla radio significa sempre una sensibilità del 20%, ma con blocco coda attivo (funzione non disponibile su tutti i Gyro, in altri potrebbe funzionare diversamente). Con quest’ultima impostazione vi troverete ad avere un modello che non vira, il comando sembra diventa “durissimo”, meglio lasciar perdere questa funzione con gli Aeromodelli!

Quando finalmente arrivate al campo non fatevi prendere dall’emozione.
Per prima cosa abbiate la pazienza di aspettare la giornata giusta con condizioni meteo ottimali, cerchiamo di provare il modello senza vento, altrimenti è ancora più difficle capire se tutto funziona egregiamente, specie se sono le prime prove che fate con un Gyro.
Verificate che tutto funzioni e decollate con la posizione di zero sensibilità (giroscopio escluso) in modo da non avere subito sorprese. Abbiate pazienza ma fate le verifiche del caso a terra e in sicurezza al fine di evitare spiacevoli inconvenienti in volo!

In un modello dove ho messo il Gyroscopio sempre sugli alettoni, ho dovuto penare parecchio per raggiungere un risultato soddisfacente. Infatti il modello aveva la spiacevole abitudine di innescare un effetto pendolo senza trovare una propria stabilità, rendendo il volo un vero problema… per fortuna l’esclusione del Giroscopio funziona alla grande!!!
In questo caso, cioè in presenza di servi analogici di ultima generazione, molto veloci e sensibili, ho dovuto mettere mano a tutte le regolazioni che ho esposto:

  • Regolato movimenti a 1 cm
  • Selettore su servi digitali
  • Limit lasciato a 100%
  • Delay a 10%
  • Guadagno sulla radio a 0% (Gyro Escluso), 2% e 5%

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Nessuno dice che sarà facile, ma se perseverete, avrete certamente un risultato degno di nota, che vi potrà dare una certa sicurezza in più in volo e un’altrettanta soddisfazione!

Con questo articolo ho voluto mettere a fuoco alcune problematiche, ma sicuramente in futuro ci sarà ancora qualcosa da dire o migliorare… magari usando una di quelle schede da multirotori?!?

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lug 222012
 

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A cosa servono? Se avete letto il titolo lo avete già capito…
Per riuscire a fare manovre 3D, c’è poco da fare, le squadrette standard non bastano. Servono ampi movimenti delle parti mobili, praticamente da freno aerodinamico, sull’ordine dei 45° o anche più, dipende dal modello. Non pensate sia un’esagerazione, ma è l’unico modo per avere autorità sulle parti mobili anche da modello fermo in hoovering.
Per ottenere questi movimenti servono squadrette decisamente sovradimensionate rispetto al normale.
Ecco che queste splendide squadrette in carbonio sono perfette per un classe 50, ma forse anche per un modello più grosso. Vanno solamente forate in modo da poterle fissare alla squadretta standard del servo. Di solito oltre ad utilizzare almeno 2 viti per fissarla (se non 4), le incollo per ulteriore sicurezza.

Per poter gestire al meglio il modello con le squadrette così lunghe, dovete aumentare a dismisura gli esponenziali, circa al 80% (movimento ammorbidito, ad esempio valore positvo per spektrum), ma anche di più! Potete avere più condizioni di volo, magari una condizione con corse più corte e una con il massimo possibile. Ma cercare di avere lo stesso feeling con il vostro modello, sia al massimo delle escursioni dei servi che con le corse ridotte, potreste aver bisogno di atterrare in qualsiasi delle condizioni che avete creato.
Tenete in considerazione il fatto che il momento di leva dei servi è cambiato, per cui a parità di tutto con una squadretta più grande è necessario un servo più potente (che faccia più chili). Se poi non volete scendere a compromessi per il vostro modello da 3D, i servi dovrebbe anche essere particolarmente veloci!

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Squadrette 3D Montaggio

La squadretta maggiorata montata

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apr 232012
 

Autore: Paolo “NonnoPaolo”

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Ho sperimentato un modo per inserire delle personalizzazioni nella livrea dei modelli.
Uso la carta adesiva A4 trasparente per stampanti laser, al momento solo in B/N, perché è la stampante che ho in casa, ma sfruttando magari
qualche stampante da ufficio non escludo che possano venire bene anche a colori.
Compongo scritte e loghi con un qualsiasi programma, da Word a Photoshop e vengono bene!
Basta ritagliare più o meno a filo delle scritte ed applicare. La parte trasparente risulta del tutto invisibile sul termoretraibile.

Spazio alla fantasia a buon divertimento, con facili e semplici adesivi!

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Ecco gli "sponsor" che ho messo sul Katana

feb 242012
 

Molti lettori hanno apprezzato l’articolo sulla Fionda: La Fionda nel modellismo.
Ho deciso di provarne un’altra. Voglio vedere se riesco a perfezionarla, non che l’altra andasse male, anzi, era davvero ottima, ma penso si possa sempre migliorare. Visto che alcuni componenti erano davvero ottimi per il loro uso, li volevo riutilizzare. Decido però di sostituire l’elastico e ridurre la lunghezza della parte fissa.

Cominciamo con il rispondere a quelli che mi chiedevano, il perché non utilizzare l’elastico da “portapacchi”. Quel particolare tipo di corda elastica è troppo potente, raggiunge in pochissimo spazio la massima estensione e strappa troppo prepotentemente una volta rilasciata. Per l’uso modellistico creerebbe troppe complicazioni e non sarebbe l’ideale. Noi abbiamo bisogno di un tiro costante e lungo, in modo da permettere al modello di cominciare a volare e solo successivamente, quando è avvenuto lo sgancio, accendere il motore e fare il nostro volo.

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Ecco di cosa bisogna dotarsi:

  1. Un buon picchetto
  2. Elastico (circa 7-8 m)
  3. Corda (circa 4m, la metà dell’elastico)
  4. Anello per agganciare il modello

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La mia Fionda ha un picchetto da “avvitare” al terreno, pratico e rapido da usare. Parte elastica composta da un elastico simile a quello dei legacci emostatici da 8 mm, della lunghezza di 7-8 metri. Cordino da montagna colorato per la parte fissa della lunghezza di 4 metri. Infine un robusto anello a cui andrà agganciato il modello.

Confermo le considerazioni che ho scritto nell’altro articolo per quello che riguarda la praparazione del modello: ossia il gancio.
Ci sono vari metodi, potrete usare lo spazio per il carrello anteriore (e quindi anche il foro). Oppure potrete preparare una placchetta di compensato dello spessore di 3-4 mm da 25mm x 25mm circa. La fisserete all’interno della fusoliera con colla epossidica. Andrete a forare la fusoliera dall’esterno in corrispondenza del rinforzo. Potrete così fissare un tondino di acciaio da 4mm piegato a “L”.
Una ottima regola per il posizionamento del gancio è: posizionarlo a 3/5 della distanza tra la punta del modello e il CG, partendo dalla punta del modello.

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Inoltre per verificarne il tiro mi sono dotato di una bilancia. Perfetta per capire quanto tirare l’elastico a seconda del modello che volete lanciare. Il rapporto ideale tra peso modello e tiro dell’elastico è di 1:5. Se avete un modello che pesa 1 Kg, sarebbe ottimo avere un tiro dell’elastico di 5 Kg. Per poter fare queste misure diventa indispensabile la bilancia, oppure vi toccherà andare a “spanne” per capire quanto tirare l’elastico.

Ho provato un FunJet Ultra da poco più di 1 Kg, un altro da 1,5 Kg e infine un paio di ventole sul chilogrammo, tutto con ottimi risultati.
La parte elastica ha un allungamento notevole, pensate che con i circa 8 metri arrivo a tirarla tranquillamente ad una quarantina di metri… circa un estensione di 5 volte!
Posso assicurarvi che è davvero un ottima fionda, tiro costante e lungo senza strappo.
Una cosa che ho notato con piacere: non è mai successo che un modello tendesse a virare da una parte o l’altra, sempre lanci perfettamente dritti!
In questo momento non saprei cosa sostiuire per migliorarla…
Promuovo a pieni voti tutte le parti di questa fionda! ;-)

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Non mi stanco di ripetermi, fissate bene il picchetto al terreno e controllate sempre i fissaggi: fra picchetto ed elastico, elastico e cordino e infine cordino ed anello.
Consiglio di provare l’elastico senza modello per saggiarne il tiro.

State sempre attenti a non farvi male, non sono lì con voi e non mi assumo nessuna responsabilità!

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feb 102012
 

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Prima o poi, a tutti viene la voglia di provare i modelli in depron. Facili da fare e spensierati da far volare, sono una tappa che il modellista percorre. Che siano a tavoletta o a costruzione più complessa ma ci siamo passati tutti.
In fin dei conti la semplicità di lavorazione del materiale permette di sperimentare e creare modelli particolari.
Si stampa il disegno, si taglia il depron, si incollano le parti e poi via al montaggio dell’elettronica. Tutti passaggi semplici e facili da fare, ma molti si sono bloccati alla creazione del supporto motore.
Richiede un po’ di manualità in più e la necessita di lavorare il legno.
In vostro aiuto, ma soprattutto in mio aiuto, ho trovato un amico: Stefano di SDModel. Grazie al suo portentoso CNC è in grado di tagliare pezzi in vetronite. Massima robustezza al minimo peso.
Mi ha realizzato i prototipi in vari spessori:

  • Vetronite da 1 mm con un peso da 3 gr.
  • Vetronite da 1,5 mm con un peso da 4 gr.
  • Vetronite da 2 mm con un peso da 5 gr.

Naturalmente li ho testati con vari motori e posso affermare che i fori corrispondono alle principali marche note (e relativi cloni) che si trovano sul mercato. Abbiamo preferito il supporto motore da 1,5mm, come compromesso tra massima robustezza e peso.
Sono riuscito a convincerlo e renderli disponibili sul suo sito ad un prezzo davvero minimo.

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Link alla pagina di SDModel con il supporto motore

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In questa foto, una prova del supporto con vari motori. Dalla vostra sinistra: il DF300, il KDA A20-28M (Hacker Style), HET Typhoon 2W-20 e infine un cinese da 2200 Kv

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Ringraziate Stefano che ha reso disponibile il PDF per chi vuole tagliarselo in casa.
Fate attenzione a come lo stampate, sotto troverete le istruzioni per stamparlo correttamente. Prima di procedere alla laboriosa realizzazione, verificate che faccia al caso vostro.

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File PDF del supporto motore per modelli in depron da 6mm

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Mi raccomando di stampare il foglio con queste impostazioni:

  • Scegliere “Ridimensionamento pagina: Nessuno
  • Vistare “Ruota automaticamente e centra
  • In questo modo avremmo una stampa in scala 1:1

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dic 222011
 

Sull’onda del successo dell’articolo: Giscopio sul timone, ho voluto provare a fare un esperimento anch’io.
Il modello cavia sarà il mio biplano Super Pitts Python S12 60E. Un amico elicotterista aveva in casa proprio il giroscopio dell’articolo di Paolo (quando si dice il caso)!!!

Il mio non era un vero problema sul modello, che invece vola piuttosto bene. L’unico neo se vogliamo è una certa inerzia nelle virate di alettoni (il modello continua la rotazione sugli alettoni e crea un effetto pendolo, quando lo si raddrizza). La cosa si nota molto quando lo si mette in rovescio o si provano dei tonneau a 4 tempi, in pratica si deve sempre correggere per perfezionare la posizione. Inoltre vorrei renderlo più stabile, visto che desidero aggiungere i fumogeni.

Quindi ho utilizzato il giroscopio Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro, che già conoscete.
Ho unito gli alettoni con un unico cavetto a Y per avere un solo canale occupato.
Ho inserito la regolazione sensibilità sul canale FLAP della mia Spektrum DX7.
Quindi ho regolato il gyro su 25% di delay e 100% di limit (come Paolo sull’altro articolo, d’altronde perché sprecare il suo lavoro!), modificando la sensibilità del gyro agendo sull’escursione del canale al 30%.
Naturalmente ho voluto fare in modo che sia escludibile in volo, perché la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!
Una buona verifica è accendere tutto e prendere il modello in mano. Simulate uno scossone facendo ruotare le ali verso sinistra (abbassate l’ala sinistra velocemente), l’alettone di destra si deve alzare per compensare e quello di sinistra abbassare. Provate il contrario. Verificate se il giroscopio reagisce facendo “salire” il modello (portate il modello in verticale). Il gyro non deve lavorare sull’asse cabra picchia.
Controllare che non succeda nulla se il giroscopio sugli alettoni è escluso.
Se si sta facendo il test iniziale, il 100% di sensibilità farà in modo che gli alettoni si muovono di più, quindi sarà più facile capirne il funzionamento e vederne i movimenti.
Verificate che tutto funzioni correttamente a terra, provate più e più volte in varie condizioni.
Non lesinate sul tempo di verifica funzionamento!

Ecco le programmazioni chiave per la mia Spektrum DX7, utilizzando una ricevente AR6200 e volendo tenere il canale “Gear” libero per i fumogeni:

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Giroscopio sugli Alettoni

Sistemazione Flap System

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Giroscopio sugli Alettoni

Scelta del tipo di ala

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Giroscopio sugli Alettoni

Spostamento delle funzioni condizioni di volo dal canale "FLAP" alla levetta "Aileron"

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Giroscopio sugli Alettoni

Programmazione sensibilità giroscopio

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Giroscopio sugli Alettoni

Programmazione in modo da avere in posizione "normal" giroscopio disinserito, in modalità "land" e "mid" giroscopio inserito

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Giroscopio sugli Alettoni

Giroscopio per gli alettoni nella sua posizione

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Giroscopio sugli Alettoni

Posizione giroscopio per gli alettoni

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Il collaudo è avvenuto sul modello che già conoscevo e avevo trimmato. Per cui ho portato il modello in quota e ho attivato il giroscopio. La mia sorpresa è stata grande!!!
Il modello è diventato un trainer acrobatico!!!
Eccezionale!!! (scusate i troppi punti esclamativi, ma mi ero proprio esaltato!)
Pensate che i tonneau a 4 tempi avvengono in maniera precisissima, eccezionale la capacità di correggere la posizione, rendendo il volo davvero divertente. Assolutamente eccezionale. L’unico neo del giroscopio sugli alettoni è il fatto che “ci si vizia”, infatti poi ci si comincia a chiedere perché non mettere un giroscopio per canale!?!

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Manuale Hobby King 401B AVCS Digital Head Lock Gyro

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