Mar 012012
 

Autore: Daniele Mammetti “Colla_80”

Ciao a tutti, essendo io un’amante del volo acrobatico e del 3D,ero alla ricerca di un modello di medie dimensioni ,un classe 30 o un classe 50,che unisse alle buone doti di volo anche la praticità di riparazione.

Orientato quindi sui modelli in Epo, dove una “botta” di ciano fa tornare il sorriso dopo anche i più sgradevoli incidenti, mi sono imbattuto su questo modello di Sbach 342 venduto da hobbyking in versione PNF (dovete solo mettere ricevente e batteria) alla modica cifra di 129 dollari americani.

Tra spese di trasporto e dogana il modello ti arriva finito a casa alla cifra di 180 €!

Veniamo al modello, le sue dimensione sono notevoli 1,4 metri di lunghezza per 1,4 mt di apertua alare, ma quello che colpisce di più è la robustezza e il senso di solidità che il modello trasmette, L’epo utilizzato è bello compatto e distribuito per rendere il modello solido in tutte le sue parti. La versione da me scelta è nella classica colorazione  Sbach 342 rosso/nero, ma Hobbyking ne vende anche una versione in arancione.

La qualità della verniciatura e degli adesivi è eccelsa, non sembra affatto un modello in polistirolo! Il modello non smette di stupire perché per montarlo non avrete bisogno di colla! tutto quello che vi servirà sono cacciavite e brugola di diverse grandezza. I pezzi da assemblare saranno le Ali e i piani di coda concepiti ad incastro e fermati da bulloni. I servi come il motore e il regolatore sono già tutti montati nelle loro sedi, dovrete solo avvitare le squadrette delle parti mobili e collegare la tiranteria. Poi ci sarà da avvitare il carrello e il ruotino di coda.

Il modello viene fornito con 2 servi standard con ingranaggi in nylon per l’elevatore e la deriva e 2 servi micro da 9 grammi con ingranaggi in nylon per gli alettoni. Il motore è brushless outrunner 4250 da 800 giri per Volt, il regolatore è un TopFire da 70 Amp con Bec.
Il modello è fornito con un’anonima elica 13×7 circa, ma io l’ho prontamente sostituita con una migliore APC E 14×7.

Lo Sbach 342 Hobbyking pesa in ordine di volo (senza batterie) circa 2kg ,le batterie da utilizzare vanno dalle 4S 2650mAh alle 4s 3300mAh. Con un peso finale che arriverà a 2,3 Kg circa. L’assorbimento registrato è sui 53 Ampere (con elica APC 14×7) e il tempo di volo verificato con batterie 4S 2650 mAh è di 5 minuti in sicurezza, con un rimanente 15 % di batteria residua.

Personalmente ho preferito apportare delle modifiche al modello per renderlo un po’ più professionale, ma  da ricerche su altri forum anche stranieri il modello vola perfettamente anche nella versione da scatola! Nessun problema è stato riscontrato sul motore, sul regolatore e sui servi forniti di serie, l’affidabilità dell’elettronica fornita è garantita da quanti lo stanno usando nella versione originale senza aver riscontrato alcun problema. Con questo voglio quindi tranquillizzare chi è meno portato ad apportare  modifiche ai modelli.

Per chi come me volesse utilizzare il modello per fare del 3D consiglio di sostituire i servi alari con dei più robusti micro-servi magari con ingranaggi in metallo o in carbonite, la mia scelta è caduta su dei Turnigy micro con ingranaggi in metallo. Ho anche sostituito la squadretta dell’alettone con una più lunga della Olympic così da avere una maggiore escursione della parte mobile.

Per quanto riguarda i piani di coda, ho utilizzato dei servi standard della Hitec, precisamente i 322HD con un costo non eccessivo di 10 € l’uno. A questi ci ho aggiunto un kit squadrette maxi

Qui in foto potete osservare i servi originali in dotazione

Qui sotto con i servi Hitec, si è reso necessario allargare le sedi dei servi per farli entrare e sostituire la basetta in compensato che regge il bowden del tirante sul servo elevatore, poiché i più alti servi della hitec non permettevano il passaggio superiore del tirante.

Ora c’è da fare un discorso sul ruotino di coda del modello: è un ruotino sterzante tramite 2 tiranti in tondino d’acciaio che gli riportano il movimento del comando della deriva. Lo potete osservare in foto:

Aumentando però la corsa della deriva con squadrette servi più grandi e con squadrette sulla parte mobile più grandi(io ne ho usate di più grandi della Great Planes)si crea il problema che alla massima escursione della deriva i 2 tiranti in tondino d’acciaio sul ruotino vanno ad incastrarsi impedendo il ritorno della deriva alla posizione neutrale con ovvie conseguenze disastrose in volo.

Ho ovviato a questo inconveniente utilizzando al posto dei tondini d’acciaio del semplice filo elettrico risolvendo così definitivamente il problema, come potete vedere in foto:

L’ultima modifica da apportare al modello, per essere sicuri di poterlo stressare per benino è sul parafiamma del modello.

Sul modello il castello motore metallico è avvitato ad un pezzo di compensato (parafiamma) incastrato e incollato nel muso in Epo del modello. Diversi hanno riscontrato la poca robustezza della soluzione. Purtroppo il solo incastro e incollaggio del parafiamma in compensato sull’Epo rende la soluzione poco solida e alla massima potenza del motore si creano delle vibrazioni notevoli che potrebbero portare alla rottura del parafiamma con conseguenze disastrose.

La mia soluzione è aver applicato un’ altro pezzo di compensato all’opposto così da avvitarci 2 viti passanti e poter stringere al meglio il parafiamma che poi sosterrà il castello motore. In più ho anche fanno una bella cornice di bicomponente.

Il buono di questo Sbach 342, è poter avere un modello bello e professionale, quasi alla pari dei più costosi e delicati fratelli in balsa, con la possibilità però di riparazioni semplici e veloci. Dopo una qualche disavventura con la balsa, ho preferito tornare ai polistiroli, per tornare a quel divertimento e quella spensieratezza in volo che solo una bella botta di ciano può darti; purtroppo per i modelli in balsa ci vuole un tempo, un posto, e un’accortezza diversa nelle riparazioni.

Andiamo al volo di questo modello: al campo fa un figurone, inserisco la batteria che per l’occasione è una Turnigy 2650mAh 4S ,neanche ho provato il bilanciamento, lo allineo alla pista e con un pò di motore l’aereo già si alzava perfettamente bilanciato, qualche colpetto di trim al cabra solo per gusti di volo. L’aereo è stabilissimo, il motore tira che è un piacere, lo stallo???!!!esiste lo stallo??!!!Provo un volo a coltello e qui mi sono impressionato, fa un coltello senza necessarie correzioni con il cabra/picchia!!meglio del mio sebart suckhoy 30E.Provo a farci un po’ di hoovering ma devo prenderci la mano, ovviamente pesando circa 300g in più del suckoy, con la stessa configurazione elica/batteria il modello risulta più pesante ad uscire dall’hoovering ma comunque ci esce alla grande. Di primo pollice le mie impressioni sono più che entusiaste! davvero ho centrato quello che volevo ,un buon acrobatico quasi classe 50 in EPO da azzardi spensierati, anche se romperlo davvero dispiace per quanto è bello!

…ma certo la ciano ripara tutto, ma poi non ci voglio pensare 😉

Buoni Voli

Link al sito Hobbyking Sbach 342 EPO 1.4m

http://www.youtube.com/watch?v=wFUcgeEk7p8&feature=youtu.be

Nov 132011
 

Osmose 70 EP Kyosho

Questo stupendo modello acrobatico è stato disegnato dal quattro volte campione del mondo di F3A: Paysant-Le Roux.
La livrea è sicuramente molto accattivante, porta sul timone la bandiera Argentina, per testimoniare il piazzamento nel torneo mondiale di acrobazia di precisione del 2006. Altro aspetto che spicca subito all’attenzione anche del più distratto è il “canalizer”, quella superficie aerodinamica che si vede sul dorso del modello.

Perché un F3A?  Se ve lo chiedete è perché non ne avete mai provato uno…
Un modello da F3A è in assoluto il mezzo più facilmente gestibile e senza difetti di volo che esista. Lo stallo è nullo, lo si può portare a fare acrobazia veloce oppure a zonzo per il campo a meno della velocità di un trainer. Insomma il modello ideale anche per chi vuole fare gare di acrobazia artistica, ma per assurdo, il modello da avere per il volatore della domenica, che vuole divertirsi senza stress!

La qualità e la robustezza kyosho sono una sicurezza. Tutte le parti sono ben realizzate e ricoperte con precisione. Naturalmente sono presenti tutte le minuterie necessarie a terminare il modello.

Osmose 70 EP Kyosho

Osmose 70 EP Kyosho

Osmose 70 EP Kyosho

Questa volta ho solo assemblato il modello perché l’ho preso “usato” da un utente del forum del Barone Rosso. Il lavoro è comunque semplice e ben descritto nel manuale. Procedendo con la solita calma, ma con precisione ci si troverà il modello completato in poche sere di lavoro rilassato.
Se posso fare una piccola considerazione, riguarda il modo con cui le ali vengono tenute al modello. Ormai ci siamo abituati al sistema con baionetta, un paio di perni antirotazione e le viti in plastica che tengono le ali in posizione. Nel Osmose invece utilizziamo il vecchio sistema: due ganci (uno per ala), che grazie ad un elastico, tengono unite tra loro le ali alla fusoliera.

Per quanto riguarda l’elettronica sono stati scelti 4 servi digitali Hitec. Il motore è un  Turnigy da TR42-60C da 500kv, il regolatore sempre Turnigy da 80A.  E’ stata montata un ogiva in alluminio e un elica APC-E 12×6. Per le batterie ho scelto le mie Thunder Power da 3850 mAh 6s 45C che ho già in casa. In questa configurazione si sviluppano circa 1200 Watt.
Il peso in ODV è di circa 3000 gr., un po’ al disopra del peso previsto dal manuale che parla di 2400-2500 gr.. L’aver usato componenti un po’ troppo potenti (e quindi pesanti), per avere ottime prestazioni non è sempre un ottimo compromesso.

Osmose 70 EP Kyosho

In volo il modello sembra un vero F3A, preciso e molto prevedibile. Le figure scorrono con facilità, grazie alla sua fusoliera il volo a coltello è una formalità. Forse a causa del peso che ho raggiunto il modello ha uno certo stallo, a velocità ridottisima (praticamente fermo) ma speravo di riuscire a non averlo… o almeno ad ottenere quel comportamento per cui il modello sprofonda letteralmente nell’aria. Niente di grave, capiamoci, anzi il peso in un modello in cui non si ricerca il 3D e la leggerezza estrema, lo rende più preciso nelle manovre e meno influenzabile dal vento.

Magari vi starete chiedendo se avrei potuto risparmiare peso, sicuramente sì, ma la struttura del modello più robusta, richiede potenza, e la potenza che ho a disposizione è più che sufficiente ma non esagerata. Il nostro soggetto compie salite verticali infinite senza problemi e tenendolo in hoovering (una sorta, perché le superfici non permettono il controllo che si vorrebbe), risale senza problemi, questo per chiarire la potenza che ho a disposizione.

Osmose Kyosho è un bel modello, pensate che nel volo di collaudo dopo un breve giro per trimmarlo ho già potuto divertirmi con un bel cerchio a coltello, tanto è la sicurezza che il modello infonde.

In conclusione vi consiglio il modello, perfetto per chi vuole allenarsi con un F3A, ideale anche per chi vola solo la domenica e vuole un modello facile e prevedibile ma che sia in struttura “classica”.

Osmose 70 EP Kyosho

Osmose 70 EP Kyosho al campo di volo

Nov 032011
 

L’abito non fa il monaco, ovvero grandi prestazioni con piccole dimensioni!

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Extra 300 3D UMX

Questo modello è uscito lo scorso anno, personalmente non lo presi perché andavamo verso la bella stagione e dopo il 4Site gli preferii il Beast (con il quale avrò raggiunto circa 50 voli all’esterno, con mio divertimento e sempre lo stupore di chi lo vede volare). L’ho preso adesso perché andando verso la brutta stagione diventerà un modello molto richiesto per il volo indoor. Il mio scopo è volare nel tunel condominiale che porta ai garage, non avendo a disposizione una palestra.
Cosa fondamentale, per utilizzarlo abbiamo bisogna di una trasmittente Spektrum.
Extra 300 3D UMX è un micro modello che nasce per il 3D estremo indoor, con un suo peso dichiarato di soli 33 gr. in ordine di volo. Lo studio di questo modello è stato fatto ad opera di Seth Arnold, uno degli assi americani del 3D!

Extra 300 3D UMX

La confezione che vi arriva a casa

Extra 300 3D UMX

Il contenuto della scatola, la batteria in dotazione è una!

Il peso ridotto è dovuto ad una struttura ridottissima, pensate che l’espanso utilizzato è pochissimo e tutto alleggerito, ricoperto da uno sottilissimo strato di pellicola. Infine è rinforzato per sostenere le manovre più estreme da vari listelli di carbonio.
La batteria fornita è una 150mAh 1 cella Li-Po.
Il motore è un coreless a spazzole di 8,5mm di diametro, ridotto. La ricevente è la spektrum AR6400L con integrati due servi per le superfici di coda, e 2 servi AD2000L per gli alettoni montati sulle ali.
Infine sono previsti 2 Side Force Generators (Generatori di portanza laterale) opzionali. Dovrebbero migliorare la precisione e la facilità di alcune figure come il coltello, a discapito di qualche grammo in più in ODV.

Il modello viene fornito totalmente pronto al volo, come la serie UMX ci ha abituato… dovrete solo caricare la batteria, impostare la vostra radio e volare!
Meno di così proprio non si può!!!
La scatola è fondamentale per il trasporto del modello e il suo stoccaggio, dato che è davvero fragile.

Extra 300 3D UMX

Il confronto con il Beast UMX

In volo è impressionante, Extra 300 3D UMX è un modello davvero fantastico, senza limiti, li impone il pilota con il suo livello di volo.
Nel primo volo, dopo un breve giretto e averlo messo subito con le massime escursioni, sono riuscito in bel hoovering. Davvero fin troppo facile, le ampie superfici e il peso ridotto permettono davvero di tutto. Extra 300 tollera anche di tirarsi fuori da grossolani errori che la sicurezza del modello comunica.
Insomma è un 3D di razza, ad una dimensione tascabile ed a un costo contenuto.

Se poi avete una palestra a disposizione, non avete scuse… EXTRA 300 3D UMX è il modello da avere!

Ott 162011
 

Super Pitts Python S12 60E

I biplani mi hanno sempre affascinato. La bellissima livrea del Super Pitts Python S12 mi aveva colpito. Questo stesso modello, con la medesima livrea, viene prodotto dalla Sebart. Il modello della Sebart è un po’ più piccolo e di costruzione leggera e forse meno robusta. Se andate a vedere il manuale viene raccomandato di non andare mai a pieno gas in volo… La cosa mi aveva lasciato perplesso e ancora più dubbioso, ormai mi ero convinto sul fatto che il modello fosse troppo delicato.
Quindi vidi praticamente lo stesso modello distribuito da Lindinger. Il Phyton in questione è leggermente più grande, una volta appurato che ci entrasse montato nell’auto, procedetti all’acquisto. Un problema nei biplani con 4 parti mobili nelle ali è quello di dover montare in campo: ala bassa, ala alta, tutti i fissaggi che comportano e anche i rinvii tra i due alettoni. Con un notevole spreco di tempo, senza calcolare la possibilità di poter sbagliare qualcosa. Per questo ho verificato bene che ci stesse prima di prenderlo, in modo da poterlo trasportare in campo tutto assemblato!

Il Super Pitts Phyton S12 è ben fatto, molto robusto e ben ricoperto. In pratica è tutto finito. L’ala alta è completamente finita, mentre quella bassa è divisa in due e andrà unita sotto alla fusoliera. Il montaggio è molto simile a tutti i modelli di questo tipo. Il lavoro da fare è semplice e piacevole.
Per il mio Pitts ho scelto servi da 7 Kg, inoltre mi sono affidato alla rodata accoppiata Hacker A50 16S con il suo regolatore Hacker 70A pro. Come elica la APC E 17×8. Le uniche personalizzazioni che ho fatto: un ogiva nera, colorato l’elica con il motivo della livrea e aggiunto l’interruttore magnetico della Multiplex Antiflash 70.

Super Pitts Python S12 60E

Portate pazienza, ma la tentazione di posare con un modello così bello era forte!!!

Super Pitts Python S12 60E

Super Pitts Python S12 60E

Il modello finito è davvero bello da vedere e fa la sua gran figura in campo, attirando sempre gli sguardi anche dei non appassionati.
Nella sua prima uscita non l’ho fatto volare ma solo messo in mostra… un successo! Tutti chiedevano quando avrebbe volato, purtroppo lo avevo finito la sera prima e non me la sarei mai sentita di collaudare un modello durante una manifestazione. Con il senno di poi posso solo dire: per fortuna…

Finalmente arrivo in campo per il collaudo. Il baricentro da manuale è messo a 65mm dall’attacco alare (dell’ala bassa). Rispetto il baricentro (a dire il vero l’ho avanzato di circa mezzo centimetro), controllo generale delle parte mobili e via in volo. Decollo prepotente in poco spazio, ma il modello parte in una salita verticale… cabratissimo. Trimmo un po’ la tendenza, ma se il baricentro è sbagliato poco si può fare, si crea un volo dove il modello “sdelfina”, con rischio costante di stallo a basse velocità. Decido di portarlo a terra, impresa non facile visto il dover picchiare per poi richiamare. Alla fine lo porto giù ma stacco un carrello e gratto un po’ il muso. Sono davvero dispiaciuto…

La settimana successiva riparo il modello, cosa per altro molto semplice e decido di rinforzare anche il carrello sano. Ma non lo riprovo, lo lascio parcheggiato ragionando sull’accaduto.

Avevo avuto un problema simile su un biplano in depron, il mitico G-Flick. In pratica anche lui risultava cabrato. La soluzione fu un avanzamento deciso del baricentro.

Riporto l’esperienza sul Super Pitts Phyton S12, avanzando il baricentro. In pratica ora posizionato sul bordo d’entrata dell’ala bassa. Ritorno in campo e ri-collaudo il modello. Questa volta tutto bene, volo maestoso e preciso. Molto facile da gestire (con il giusto baricentro). Il modello non è veloce. L’atterraggio è una formalità, allineando il modello e togliendo il gas si appoggia da solo. Occhio però a non esagerare con l’avanzamento del baricentro, altrimenti ad ogni atterraggio pianta il muso o nel peggiore delle ipotesi fa una capriola!

Adesso posso solo essere soddisfatto del modello e procedere con altri voli per conoscerlo meglio e vedere dove può arrivare. Il modello in campo non passa mai inosservato, sia in volo che a terra. In definitiva sono davvero soddisfatto del mio nuovo Super Pitts Python S12 60E!

Caratteristiche Tecniche:

  • Apertura Alare: 1370 mm
  • Lunghezza: 1414 mm
  • Peso: 1,9 Kg a vuoto
  • Superficie Alare: 45,9 dmq
  • Servi: 4 HTX da 7 Kg
  • Motore: Haker A50 16S
  • Regolatore: Hacker 70 pro
  • Elica: 17×8 APC E
  • Batteria: 6S 3850 mAh Li-Po – 650 gr

Set 302011
 

Autore: “elegos” del forum di baronerosso.it

Mi è arrivato qualche giorno fa questo modello pagato, compreso spedizioni e batteria 1300 mAh 30C disc. (Turnigy) 100€ tondi tondi (circa 130$ via PayPal).

Non ci sono istruzioni come ogni “cinesata” degna di nota, ma l’assemblaggio è stato un gioco da ragazzi, in quanto il modello necessita solo del montaggio delle ali, della batteria e della ricevente.

PROBLEMI RISCONTRATI

– Il primo problema che ho riscontrato è stato il vano batteria, dalle dimensioni ESATTE della batteria sopracitata, peccato che il foro del vano è in mezzo. Soluzione: usare il cutter per allungare il foro d’uscita fino al lato, in questa maniera inserendo la batteria facendo passare di sotto il nastro in dotazione (nel caso in cui si volesse togliere la batteria senza problemi, il nastro è il nostro jolly, altrimenti, togliere la batteria diventa veramente una pena). I cavi si inseriscono in modo ottimale, rendendo al tempo stesso la batteria molto stabile nell’alloggiamento, premendo su tutti i lati.

– Il secondo problema riscontrato è stato la mancanza delle viti che reggono l’asse del motore: ho notato certe vibrazioni sull’elica subito dopo il primo volo, ho visto che non era fissa, ma ballava un pelino. Ho smontato il copri-motore (in plastica morbida) e ho appunto notato che mancavano le due vitine reggi-asse. Soluzione: Ne ho messe di mie, strette bene e non dà più problemi (tendenzialmente: altri $$$, niente di che (2€?), ma pur sempre mancanti). Presumo sia un errore di fabbrica accidentale.

– Per toccare l’elettronica, quale anche il semplice collegamento della batteria, bisogna svitare due viti e sollevare l’ala inferiore: peccato che sia legata a quella superiore, quindi bisogna stare attenti a non strappare niente (vedi sotto il perché non stacco i supporti degli alettoni di volta in volta).

QUALITA’ DEI MATERIALI

Ovviamente non starò qui ad osannare la qualità dei materiali. Nonostante sia in EPO (e posso dirvi che regge molto bene gli urti ), l’intero aereo dà l’impressione di essere molto fragile, specialmente i pezzi in plastica come i tensori tra le ali. Le viti sono in plastica abbastanza morbida, in questo modo non rovinano la fragile struttura di polistirene. Sulla struttura stessa si trovano gli alloggiamenti delle viti in plastica dura (ottimo dettaglio IMHO), anche se è meglio re-incollarli, oppure applicare della colla aggiuntiva (ci hanno messo uno sputo di colla). I servomotori sono piccoli, ma performanti, le astine che collegano gli alettoni sono in ferro con un estremo sagomato e l’altro in plastica (con altezze regolabili). Il particolare in plastica è una clip, ma immagino che sia di facile usura, ne ho trovata una coppia di riserva: non ho osato smanettarci troppo, il pezzo è fin troppo sottile, quindi non smonto mai questa parte a meno che non debba fare lavori pesanti sull’aereo. L’elica infine è fatta di plastica molto dura e quindi poco elastica: avrà anche dei pro, ma il maggior contro è che è molto fragile. Anche per questo pezzo c’è un pezzo di ricambio (ne ho già fatta fuori una atterrando un po’ bruscamente, ma senza rovesciarmi).

IN VOLO

Questo modello è il primo 4 canali che piloto, ma nonostante ciò mi son ritrovato molto bene. Come ogni Pitts che si rispetti è molto nervoso, ma per i principianti come me basta aggiungere un 50% di esponenziale ai comandi e tutto si risolve per il meglio. Il volo può essere quindi sia molto acrobatico sia molto liscio e stabile. Essendo molto leggero, sia decollo che atterraggio sono molto semplici da effettuare. L’unica (per l’atterraggio), come detto sopra: l’elica è molto fragile, meglio mettere le APC (10×4.7).

CONCLUSIONI

Ho acquistato questo modello senza aspettarmi nulla come primo a 4 canali evitando di spendere tanto per un qualcosa che rischiava di distruggersi al primo incidente. Ne sono rimasto piacevolmente colpito per la sua facilità d’utilizzo, lo consiglio a chiunque voglia avvicinarsi ai 4 canali (tipo dopo l’Easy Star), oppure se semplicemente si vuole avere un aereo reattivo per divertirsi la Domenica.

Link al negozio HobbyKing.com!

Alcuni diritti riservati

Set 052011
 

Autore: “chetto1965”

Martedì ho (ri)collaudato, in quanto preso usato, uno Juka della New Power Modelisme da 1,2 m di Apertura Alare.

Il modello è così configurato:

  • Turnigy SK 3542-1250kV
  • Esc Turnigy 85A
  • Servi Hextronik digi DMG16
  • Elica 11×5.5
  • Batteria Li-Po Turnigy 3300mAh 35C 3S

Il peso in O.d.V. devo ancora misurarlo ma dovremmo essere sui 1200-1300gr.
Poichè non mi interessa il 3D, ho regolato le escursioni delle parti mobili al minimo di quanto previsto dal manuale con un 40% di esponenziale.

Il CG come da manuale è a 125mm da BE.

Decollo in qualche metro da pista in erba con ottimo controllo sia da parte del ruotino di coda che del direzionale poi.
Un paio di trim a picchiare, un paio a dx ed il modello fila via bello diritto, con la classica “andatura” leggermente seduta tipica dei modelli nati per il 3D.

In aria il modello è davvero molto bello ed ha un comportamento sincero e preciso. La prova di stallo è stata superata alla grande in quanto a motore spento con tutto l’elevatore a cabrare il modello semplicemente scende con le ali parallele al terreno ad una velocità verticale bassissima.
L’agilità del modello e la potenza disponibile permettono ovviamente di fare qualsiasi manovra acrobatica anche se a dire il vero i miei pollici non è che possano permettersi chissà cosa oltre alle solite figure di base…

L’atterraggio è una formalità in funzione dello stallo inesistente, con un filo di gas il modello si appoggia praticamente da solo a terra senza nessuna tendenza a rimbalzare sul carrello.
Dopo circa 5 minuti di volo tranquillo con qualche looping, tonneaux e “Sgasata” (da collaudo) ho consumato 1750 dei 3300mAh disponibili nella batteria lipo.

Allego foto, prese una volta tanto, prima del collaudo alla faccia della scaramanzia (che sia forse grazie all’insetto che si è posato sull’ala sx, un attimo prima della foto, se poi ha volato così bene?)

Lug 122011
 

Autore: Paolo “NonnoPaolo”

Hyperion CAP-232

Il CAP-232 è un velivolo ad alte prestazioni progettato per l’acrobazia aerea.
Il kit Hyperion ne ripropone la linea, speriamo ne riproponga le prestazioni di alto livello.
La scatola si presenta ben imballata e completa di tutto. Il modello è ben costruito, anche se molto meno sofisticato dei diffusissimi modelli della Sebart. La cosa può essere interpretata come un punto a favore del CAP-232, meno esasperato nella riduzione peso, ma forse più robusto e più facile da riparare (tocchiamo ferro).

Alla fine della recensione troverete molte foto, in cui si possono notare le varie parti e le fasi della costruzione.

Hyperion CAP-232

Hyperion CAP-232

Hyperion CAP-232

Per questo modello ho scelto di montare dei servi Tower Pro. Sono da 16 gr, con ingranaggi in metallo.
Per gli incollaggi (non molti a dire il vero), userò una colla epossidica 5 min, non so perché, ma la CA non mi ispira.
Per una maggiore sicurezza ho fatto un “bagno” di colla vinilica, in corrispondenza dell’attacco del carrello. Poi ho ripassato con colla epossidica il parafiamma, per irrobustire certi punti notoriamente critici.
Nella semplice costruzione del modello ho trovato una difficoltà. Il problemino riguarda il castello motore. Sembra che abbia l’angolo negativo (verso il basso corretto), ma visto da sopra l’asse motore si presenterebbe verso sinistra e non verso destra, come dovrebbe essere.
Ho contattato la Hyperion Europa, che si è offerta di mandarmi un nuovo castello motore; sono rimasti basiti per l’errore di assemblaggio di quello incluso nel kit.

Hyperion CAP-232

Purtroppo non ho resistito, ho montato il motore con qualche spessore, per far in modo che il motore spinga a destra dell’angolo corretto. Di solito si parte da un angolo di 1,5 gradi verso il basso e 1,5 gradi verso destra.
Per il resto il lavoro è stato semplice e ho proseguito speditamente verso la completa realizzazione del modello.
Il modello dovrebbe pesare dai 990 gr. ai 1175 gr., secondo il manuale, ma alla fine in odv pesa 1300 gr.. Forse a causa della colla, un pò per
le ruote (in realtaà pochi gr.), ma soprattutto per il motore, che è forse troppo “grande” per il modello (in realtà sarebbe per un classe 30)!

Hyperion CAP-232

Hyperion CAP-232

Hyperion CAP-232

Il collaudo è stato perfetto, bilanciamento quasi a puntino, ma un po’ di brivido a causa della radio che, dopo tutto il tempo dedicato ad impostare le corse ridotte e l’esponenziale, ha pensato bene di perdere le memorie delle impostazioni prima del decollo e ovviamente a mia totale insaputa. Ad ogni modo, tornato a terra, reimpostato il tutto, nuovo decollo e grande soddisfazione. Nessuno “scartellamento” per merito del prato appena rasato e dei “ruotoni” sovradimensionati.
Il motore sarà anche sovrabbondante, ma dovreste vedere come sale
in verticale; il decollo avviene poco oltre il 50% del gas e praticamente non porti il motore mai oltre il 75% della sua potenza.
Sono assolutamente soddisfatto della mia nuova aggiunta al mio hangar.
Il CAP-232 mantine le promesse di modello facilmente gestibile e piacevole.

Hyperion CAP-232

Hyperion CAP-232

Video:

Giu 102011
 

Autore: Clayrega

RV-9 450 ARF

E’ l’ultimo arrivato nel mio hangar e si è già accaparrato le mie simpatie, sia per le sue caratteristiche estetiche che, soprattutto, di volo.
In aria è stabile, preciso, realistico e con buone capacità di effettuare l’acrobazia da riproduzione.
Motorizzato con un economicissimo XYH 3536 1000kv, elica 10x7E e lipo da 2250, ha birra da vendere e la maggiorparte del volo avviene a 3/4 di gas.
E’ dotato di flaps che sono superflui in decollo ma molto utili in atterraggio. Tra l’altro l’estrazione dei flaps non scompone quasi per niente l’assetto di volo.
Consigliato a tutti i volatori della domenica (ma anche del sabato) ;-), che ricercano un volo divertente ma anche rilassante.

NB: …non fate caso alla livrea che vedete nelle foto, quella di serie non mi piaceva e mi sono divertito a personalizzarla!

Sito E-Flite RV-9 450 ARF

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