Nov 132011
 

Osmose 70 EP Kyosho

Questo stupendo modello acrobatico è stato disegnato dal quattro volte campione del mondo di F3A: Paysant-Le Roux.
La livrea è sicuramente molto accattivante, porta sul timone la bandiera Argentina, per testimoniare il piazzamento nel torneo mondiale di acrobazia di precisione del 2006. Altro aspetto che spicca subito all’attenzione anche del più distratto è il “canalizer”, quella superficie aerodinamica che si vede sul dorso del modello.

Perché un F3A?  Se ve lo chiedete è perché non ne avete mai provato uno…
Un modello da F3A è in assoluto il mezzo più facilmente gestibile e senza difetti di volo che esista. Lo stallo è nullo, lo si può portare a fare acrobazia veloce oppure a zonzo per il campo a meno della velocità di un trainer. Insomma il modello ideale anche per chi vuole fare gare di acrobazia artistica, ma per assurdo, il modello da avere per il volatore della domenica, che vuole divertirsi senza stress!

La qualità e la robustezza kyosho sono una sicurezza. Tutte le parti sono ben realizzate e ricoperte con precisione. Naturalmente sono presenti tutte le minuterie necessarie a terminare il modello.

Osmose 70 EP Kyosho

Osmose 70 EP Kyosho

Osmose 70 EP Kyosho

Questa volta ho solo assemblato il modello perché l’ho preso “usato” da un utente del forum del Barone Rosso. Il lavoro è comunque semplice e ben descritto nel manuale. Procedendo con la solita calma, ma con precisione ci si troverà il modello completato in poche sere di lavoro rilassato.
Se posso fare una piccola considerazione, riguarda il modo con cui le ali vengono tenute al modello. Ormai ci siamo abituati al sistema con baionetta, un paio di perni antirotazione e le viti in plastica che tengono le ali in posizione. Nel Osmose invece utilizziamo il vecchio sistema: due ganci (uno per ala), che grazie ad un elastico, tengono unite tra loro le ali alla fusoliera.

Per quanto riguarda l’elettronica sono stati scelti 4 servi digitali Hitec. Il motore è un  Turnigy da TR42-60C da 500kv, il regolatore sempre Turnigy da 80A.  E’ stata montata un ogiva in alluminio e un elica APC-E 12×6. Per le batterie ho scelto le mie Thunder Power da 3850 mAh 6s 45C che ho già in casa. In questa configurazione si sviluppano circa 1200 Watt.
Il peso in ODV è di circa 3000 gr., un po’ al disopra del peso previsto dal manuale che parla di 2400-2500 gr.. L’aver usato componenti un po’ troppo potenti (e quindi pesanti), per avere ottime prestazioni non è sempre un ottimo compromesso.

Osmose 70 EP Kyosho

In volo il modello sembra un vero F3A, preciso e molto prevedibile. Le figure scorrono con facilità, grazie alla sua fusoliera il volo a coltello è una formalità. Forse a causa del peso che ho raggiunto il modello ha uno certo stallo, a velocità ridottisima (praticamente fermo) ma speravo di riuscire a non averlo… o almeno ad ottenere quel comportamento per cui il modello sprofonda letteralmente nell’aria. Niente di grave, capiamoci, anzi il peso in un modello in cui non si ricerca il 3D e la leggerezza estrema, lo rende più preciso nelle manovre e meno influenzabile dal vento.

Magari vi starete chiedendo se avrei potuto risparmiare peso, sicuramente sì, ma la struttura del modello più robusta, richiede potenza, e la potenza che ho a disposizione è più che sufficiente ma non esagerata. Il nostro soggetto compie salite verticali infinite senza problemi e tenendolo in hoovering (una sorta, perché le superfici non permettono il controllo che si vorrebbe), risale senza problemi, questo per chiarire la potenza che ho a disposizione.

Osmose Kyosho è un bel modello, pensate che nel volo di collaudo dopo un breve giro per trimmarlo ho già potuto divertirmi con un bel cerchio a coltello, tanto è la sicurezza che il modello infonde.

In conclusione vi consiglio il modello, perfetto per chi vuole allenarsi con un F3A, ideale anche per chi vola solo la domenica e vuole un modello facile e prevedibile ma che sia in struttura “classica”.

Osmose 70 EP Kyosho

Osmose 70 EP Kyosho al campo di volo

Ott 162011
 

Super Pitts Python S12 60E

I biplani mi hanno sempre affascinato. La bellissima livrea del Super Pitts Python S12 mi aveva colpito. Questo stesso modello, con la medesima livrea, viene prodotto dalla Sebart. Il modello della Sebart è un po’ più piccolo e di costruzione leggera e forse meno robusta. Se andate a vedere il manuale viene raccomandato di non andare mai a pieno gas in volo… La cosa mi aveva lasciato perplesso e ancora più dubbioso, ormai mi ero convinto sul fatto che il modello fosse troppo delicato.
Quindi vidi praticamente lo stesso modello distribuito da Lindinger. Il Phyton in questione è leggermente più grande, una volta appurato che ci entrasse montato nell’auto, procedetti all’acquisto. Un problema nei biplani con 4 parti mobili nelle ali è quello di dover montare in campo: ala bassa, ala alta, tutti i fissaggi che comportano e anche i rinvii tra i due alettoni. Con un notevole spreco di tempo, senza calcolare la possibilità di poter sbagliare qualcosa. Per questo ho verificato bene che ci stesse prima di prenderlo, in modo da poterlo trasportare in campo tutto assemblato!

Il Super Pitts Phyton S12 è ben fatto, molto robusto e ben ricoperto. In pratica è tutto finito. L’ala alta è completamente finita, mentre quella bassa è divisa in due e andrà unita sotto alla fusoliera. Il montaggio è molto simile a tutti i modelli di questo tipo. Il lavoro da fare è semplice e piacevole.
Per il mio Pitts ho scelto servi da 7 Kg, inoltre mi sono affidato alla rodata accoppiata Hacker A50 16S con il suo regolatore Hacker 70A pro. Come elica la APC E 17×8. Le uniche personalizzazioni che ho fatto: un ogiva nera, colorato l’elica con il motivo della livrea e aggiunto l’interruttore magnetico della Multiplex Antiflash 70.

Super Pitts Python S12 60E

Portate pazienza, ma la tentazione di posare con un modello così bello era forte!!!

Super Pitts Python S12 60E

Super Pitts Python S12 60E

Il modello finito è davvero bello da vedere e fa la sua gran figura in campo, attirando sempre gli sguardi anche dei non appassionati.
Nella sua prima uscita non l’ho fatto volare ma solo messo in mostra… un successo! Tutti chiedevano quando avrebbe volato, purtroppo lo avevo finito la sera prima e non me la sarei mai sentita di collaudare un modello durante una manifestazione. Con il senno di poi posso solo dire: per fortuna…

Finalmente arrivo in campo per il collaudo. Il baricentro da manuale è messo a 65mm dall’attacco alare (dell’ala bassa). Rispetto il baricentro (a dire il vero l’ho avanzato di circa mezzo centimetro), controllo generale delle parte mobili e via in volo. Decollo prepotente in poco spazio, ma il modello parte in una salita verticale… cabratissimo. Trimmo un po’ la tendenza, ma se il baricentro è sbagliato poco si può fare, si crea un volo dove il modello “sdelfina”, con rischio costante di stallo a basse velocità. Decido di portarlo a terra, impresa non facile visto il dover picchiare per poi richiamare. Alla fine lo porto giù ma stacco un carrello e gratto un po’ il muso. Sono davvero dispiaciuto…

La settimana successiva riparo il modello, cosa per altro molto semplice e decido di rinforzare anche il carrello sano. Ma non lo riprovo, lo lascio parcheggiato ragionando sull’accaduto.

Avevo avuto un problema simile su un biplano in depron, il mitico G-Flick. In pratica anche lui risultava cabrato. La soluzione fu un avanzamento deciso del baricentro.

Riporto l’esperienza sul Super Pitts Phyton S12, avanzando il baricentro. In pratica ora posizionato sul bordo d’entrata dell’ala bassa. Ritorno in campo e ri-collaudo il modello. Questa volta tutto bene, volo maestoso e preciso. Molto facile da gestire (con il giusto baricentro). Il modello non è veloce. L’atterraggio è una formalità, allineando il modello e togliendo il gas si appoggia da solo. Occhio però a non esagerare con l’avanzamento del baricentro, altrimenti ad ogni atterraggio pianta il muso o nel peggiore delle ipotesi fa una capriola!

Adesso posso solo essere soddisfatto del modello e procedere con altri voli per conoscerlo meglio e vedere dove può arrivare. Il modello in campo non passa mai inosservato, sia in volo che a terra. In definitiva sono davvero soddisfatto del mio nuovo Super Pitts Python S12 60E!

Caratteristiche Tecniche:

  • Apertura Alare: 1370 mm
  • Lunghezza: 1414 mm
  • Peso: 1,9 Kg a vuoto
  • Superficie Alare: 45,9 dmq
  • Servi: 4 HTX da 7 Kg
  • Motore: Haker A50 16S
  • Regolatore: Hacker 70 pro
  • Elica: 17×8 APC E
  • Batteria: 6S 3850 mAh Li-Po – 650 gr

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