Mag 232011
 

Un Grazie a “nonnopaolo” per l’ispirazione!

 

In questi ultimi tempi, diversi utenti mi hanno contattato per riuscire a settare correttamente un acrobatico.
Premetto che non sono un campione F3A, neppure so fare tutte le figure 3D, però mi diverto con gli acrobatici e ne ho messi a punto parecchi.

Per cominciare, partite con il baricentro da manuale e piani tutti ben allineati a banco. Di solito il baricentro da manuale è fin troppo conservativo. Cioè risulta picchiato al fine di riuscire nel volo di collaudo (modello picchiato, modello salvato, l’avrete sentito mille volte!).

Per un modello dalla classe 30 in su, che riesce ad atterrare su di un campo in erba senza problemi, userei il minimo. Accendete il modello e portatelo in pista, trimmate il gas del modello in modo che rimanga acceso al “minimo” come fosse uno scoppio. In pratica l’elica deve girare bene, ma senza far muovere il modello. Questo stabilizza il volo quando si toglie il gas e diminuisce i consumi, perchè lo spunto necessario al riavvio di un  motore brushless è alto. L’atterraggio inoltre risulterà semplificato, in quanto il volo è decisamente più stabile. Ultima, ma non meno importante, avrete lo stesso feeling che dà il motore a scoppio.
Ricordatevi di togliere il trim alla fine del volo, per spegnere il modello e far partire il regolatore correttamente al prossimo volo!

Tutti gli acrobatici possono dare soddisfazioni, ma necessitano di qualche volo per regolarli, se poi cercate una regolazione (o setup) molto fine, ce ne vorranno almeno una decina.
Il settaggio del modello va fatto in base a cosa dovete farci e soprattutto in base al vostro gusto personale. Come per le macchine da corsa, non esiste un setup perfetto, ma solo il migliore per il vostro stile di volo. Molto probabilmente, un modello che per me vola benissimo, per un’altra persona potrebbe essere troppo cabrato e così via. Ad esempio, a me piace un comportamento neutro, volo dritto e rovescio senza tenere il modello con il timone orrizzontale a circa metà gas. Ad un mio amico, piace tenere il modello in rovescio con po’ di picchia.
Ci sono però delle cose che devono essere così e basta. Se volete fare acrobazia classica, sarà necessario avere il modello un po’ picchiato, in modo da essere preciso nelle traiettorie. Se preferite fare 3D, il modello deve essere cabrato e se invece volete fare F3A il modello deve essere il più neutro possibile.

Perfetto, siamo in campo, con il modello al minimo in una bella giornata senza vento. Controlliamo il “taxi”, cioè lo facciamo correre per il campo, per capire che tendenza ha in decollo.
Teniamo conto di questa prova quando allineiamo il modello per il decollo.
Andiamo in volo e trimmiamo il modello per avere un bel volo rettilineo a mezzo gas circa (può essere più o meno a seconda della potenza disponibile).

Primo stadio: volo rovescio. Vedo con quanto picchia lo devo tenere.
Se devo tenerlo con troppo picchia, meglio spostare il pacco batterie (e quindi il Centro di Gravità) un pochino, per avere il modello più cabrato. Procedete sempre a piccoli passi, spostamenti di mezzo o 1 centimetro a seconda della dimensione del modello.

Secondo Stadio: tuffo verticale. Salite ad un ottima altezza di sicurezza, a mezzo motore picchio deciso, lascio i comandi. Vedete se il modello sale e quindi esce dalla picchiata, oppure procede rettilineo nella caduta (salvate comunque il modello!!! 😉 ). Se sale e quindi tende ad uscire della picchiata, è troppo cabrato.
Saltate questo punto se non ve la sentite!

Terzo Stadio: salita verticale. A volte si trimmano gli alettoni, ma per molti è difficile trimmare il Timone verticale. Se non si ha una buona esperienza, non si capisce quando gli alettoni fanno virare il modello e quando il timone. Quindi a una velocità sostenuta, più di mezzo gas ma meno di tutto gas (bisogna avere una salita decisa e costante), si fa salire il modello in verticale verso l’alto (pensate a salire come se il modello trovasse un muro verticale e ci corresse sopra verso il cielo). Osservate da che parte tira il modello, se tende a salire e virare a destra o sinistra, trimmate il timone verticale di conseguenza. Poi quando avrete trovato una salita precisa, procedete a ri-trimmare gli alettoni.

Per fare acrobazia classica, di solito preferisco tenere il modello con un pò di picchia. Invece per eseguire il “3D” il modello deve essere neutro, volo dritto o rovescio senza tenerlo. Se volete solo mettere a punto il modello della domenica meglio non settarlo in questa condizione, ma scegliere un condizione più picchiata, tipo acro classica.
Gli F3A sono acrobatici perfetti per i volatori della domenica. Facili da portare e facilmente prevedibili. La loro “forma” facilita l’esecuzione di molte manovre classiche.

Non abbiamo parlato delle corse servi ed esponenziali.
Meglio fare un po’ di luce. Di solito il manuale riporta escursioni minime e massime delle parti mobili.

Escursione Minima: Perfetta per decollo e atterraggio. In molte occasioni va bene anche per l’acrobazia classica. Di solito c’è un esponenziale del 30% o giù di lì che permette di non avere troppo movimento nel punto neutro dello stick.

Escursione Massima: Di solito si usa per il 3D. In diversi casi l’escursione viene anche aumentata, grazie a squadrette maggiorate o aumentando la corsa del servo al 125%. Attenzione che in questa condizione gli esponenziali devono essere alti, circa 70-85%. Dovete avere lo stesso “feeling” con il modello come se aveste le corse minime, in modo da poter atterrare in caso di emergenza, anche in questa condizione.

Va da se che la cosa migliore è avere almeno due condizioni di volo, sotto in interruttore. L’ideale sarebbe addirittura avere tre condizioni di volo, quest’ultima andrebbe attivata solo per alcune figure acrobatiche o 3D.

Infine i mix in volo, a che servono? In generale servono per migliorare alcune manovre e per essere dei perfezionisti in volo. Quella più classica che uso, è la compensazione con un po’ di cabra quando faccio il coltello. Di solito va bene un 4-5% di mix con il timone. Sempre attivabile da interruttore. Non usatela se non ne sentite il bisogno…

Queste sono già delle ottime indicazioni, ma non sono sufficienti per avere un modello da gara. Attenzione che questa piccola guida, si rivolge ad un modello di scatola ARF o simile, non prevedere l’imperfezione nelle incidenze alari o il calettamento del motore errato.

Eseguite le manovre in sicurezza, non voglio responsabilità che non ho!!!
Felici atterraggi a tutti!!! 😉

Apr 162011
 

Avete il vostro radiocomando, siete in campo con il vostro primo modello, ed è arrivato il momento del “battesimo” del volo. Se avete seguito i miei consigli, dovreste essere in un campo di volo circondati da persone pronte a darvi una mano. L’ideale sarebbe lasciare il controllo pre-volo ad una persona esperta, vi controllerà fissaggi, escursioni delle parti mobili, bilanciamento del modello e tutto il resto. A questo punto lascerei il primo volo con conseguente “trimmatura” del modello e verifica, ad un pilota più esperto che saprà consigliarvi su come procedere. Vi troverete a terra con il modello pronto al secondo volo, già in ordine, pronto ad aiutarvi ad apprendere. La situazione ideale! Magari il vostro istruttore lo farà decollare e ve lo passerà in volo ad una altezza di sicurezza. Vi consiglierà per il volo e come un angelo custode sarà pronto ad intervenire. Per le prime volte vi farà anche l’atterraggio. 😉
Sarete coccolati, ed imparerete senza rompere tanti modelli!

Se così non fosse, il collaudo del modello coinciderà con il vostro primo volo creando una situazione davvero difficile. Dovete sapere che il collaudo è un momento particolare nella vita del modello. Non poche volte nella mia esperienza il collaudo si è trasformato in un disastro per vari motivi. Per cui bisogna essere davvero pronti a tutto! Il modello deve sicuramente essere “trimmato”, cioè vanno date delle tacche di trim degli stik per correggere comportamenti anomali o vizi del modello. Difficilmente sarete in grado di farlo da soli alla vostra prima esperienza.

Che consigli posso darvi? Il modello decolla e atterra controvento, sia che parta dal suolo sia che venga lanciato a mano. Allontanatevi dal suolo il prima possibile, ma senza cercare arrampicate a missile in cui il modello può stallare. Non abbiate paura di volare alti, il modello non soffre di vertigini! In quota di sicurezza, ad una velocità sostenuta ma non troppo, verificate che il modello non abbia tendenza a salire o rollare a destra o sinistra, in generale con qualche tacca di trim risolverete il problema. Continuate a volare alti, senza pretendere niente di più, con virate ampie senza strafare. Di solito si procede ‘disegnando’ un ovale, con virate sempre a sinistra, dove, un lato di questo immaginario percorso, corrisponderà con la pista di atterraggio. Non cercate di volare troppo veloci, altrimenti il modello vi scapperà dalla vista, ma non andate neanche troppo lenti: lo stallo è in agguato… In atterraggio cercate di allineare il modello alla pista da lontano e gradualmente togliete il gas in modo da non arrivare troppo veloci. Ricordate che il volo non può essere spiegato in due righe, inoltre ogni modello ha comportamenti unici.
Al costo di sembrare noioso… fatevi aiutare!

Felici atterraggi a tutti!!!

Feb 052011
 

Dobbiamo partire dalla considerazione che i simulatori esistono, e fanno parte della vita del modellista dinamico. Cominciare a volare in questi anni non è come farlo 20 anni fa. Il simulatore è perfetto per imparare i movimenti e creare nel cervello alcuni automatismi. Di conseguenza, viste le possibilità dei giorni nostri, anche il primo modello non dovrebbe essere come 20 anni fa. Invece un bel modello Trainer o ala alta è l’ideale per cominciare. Ci siamo passiamo passati tutti, attratti da quel Jet, o dopo aver visto i volteggi degli acrobatici con livree incantevoli… volevamo quello! La cosa migliore è fare un “bagno di umiltà” e partire proprio dai modelli consigliati. Con piccoli passi, in un ipotetico percorso a gradini arriveremo al modello sognato. Un altro discorso riguarda le dimensioni del primo modello. Non lasciatevi ingannare, più grande è, meglio è, sul metro e mezzo se volete un ala alta a scoppio, sul metro se cominciate con un elettrico. I motivi sono molteplici, ma per ora vi basti sapere che un modello grande è facile da vedere e vola meglio. Elettrico o Scoppio? Personalmente consiglio l’elettrico, ma c’è chi non volerebbe, senza il caratteristico borbottare di un quattro tempi.
Il consiglio è sempre quello di recarsi nel più vicino campo di volo e cominciare da lì. Perché anche il montaggio del primo modello andrebbe fatto assistito da una persona più esperta, per evitare eccessi di peso, o allineamenti errati tra i piani. Rendendo il primo modello inutilizzabile, o una delusione in volo.  

Tante persone che cominciano mi chiedono dove comprare quel modello o dove trovare il materiale per costruirne uno. Andare in un campo di volo, o frequentare chi vola già è l’unica vera soluzione a tutti i vostri quesiti, perché molti sono i problemi comuni a tutti, ma altri sono spesso unici. Il principiante inoltre deve capire che volare con il simulatore non è come farlo nella realtà, in nessun modo  può sostituire il volo vero. Quante volte ho sentito la frase: “ma al simulatore non avevo problemi…”.

Forza tocca a voi, trovate il campo di volo più vicino alla vostra zona, lasciatevi guidare e le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare!

Feb 042011
 

Non molto tempo fa il possesso di un radiocomando era possibile solo a pochi. Oggi la situazione è cambiata completamente. La produzione in serie ha ridotto i costi di costruzione, rendendo disponibile il radiocomando a tutti. La concorrenza tra ditte produttrici ha fatto il resto, dando luogo a un’offerta molto ampia. Oggi il vero problema è trovarne uno che corrisponda alle proprie esigenze e alle proprie disponibilità economiche!
Naturalmente non è necessario che il primo radiocomando sia costosissimo e all’apice della tecnologia. Si deve considerare quest’acquisto come un investimento durevole nel tempo. Anche se ne prenderete uno di media qualità e scoprirete che quest’attività fa per voi, lo potrete rivendere per prenderne uno che soddisfi appieno le vostre esigenze. Comunque, sceglierei una radio ad almeno 6-7 canali. Ne passerà di tempo prima che la radio vi sia “stretta” come numero di canali o funzionalità.
In questo momento una radio che corrisponde a questa descrizione è la Spektrum DX7. Se poi volete, o potete spendere di più, esistono i modelli superiori: DX8 e DX10. Perché ho scelto la Spektrum? Perché in questo momento, ha un ottimo rapporto qualità – prezzo, se confrontato ad altri modelli e alle possibilità offerte dalla radio. Inoltre esistono tutta una serie di modelli pronti al volo che richiedono la tecnologia DSM2 offerta da Spektrum per funzionare. Questi modelli sono contraddistinti dalla sigla BNF (bind and fly, letteralmente fai il bind e vola). Il Bind è la procedura con cui si associa un canale della radio alla ricevente, in modo univoco e assoluto. Modelli che fanno comodo a un principiante, perché tolgono la parte della costruzione, in cui serve esperienza e precisione. La costruzione o in alcuni casi l’assemblaggio, se fatto in maniera superficiale, ne condizionerà l’uso, il divertimento e, cosa da non sottovalutare, la sicurezza.

Altra cosa da valutare, che da pochi è tenuta in considerazione: sono le batterie. I  radiocomandi che non sono giocattoli hanno tutti batterie ricaricabili, questo è imprescindibile. Il problema è che molte fanno ancora affidamento alle batterie Ni-Cd o Ni-Mh, non che vadano male, anzi, il loro lavoro lo fanno, ma preferirei batterie Li-Po, Li-Io o Li-Fe. Perché si può dire che queste batterie non hanno auto scarica (non è assente, ma è bassissima). In pratica con le batterie Ni-Cd o Ni-Mh vi troverete con la radio quasi scarica anche se non l’avete utilizzata: il solo passare del tempo fa ridurre la carica. Questo invece non succede con le Li-Po, Li-Io o Li-Fe: anche dopo un mese, troverete il vostro radiocomando ancora carico!

Nei campi di volo vedo gente con radiocomandi Futaba 10 canali (ad esempio, non me ne vogliano chi c’è l’ha!), che la utilizzano senza neppure impostare dual rate o esponenziali. In pratica la gestiscono come una vecchia radio 4 canali. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto che essendo Futaba, essendo 10 canali ed essendo costosa sono più tranquilli con la qualità del segnale. Potrebbe anche essere, ma una 7 canali non trasmette peggio o in maniera più limitata! La vera differenza tra le due trasmittenti sta nel numero di canali, nel numero di modelli memorizzabili (i 20 modelli della 7 canali non vi bastano?) e infine nella programmabilità delle varie funzioni (impostazioni che non sentirete il bisogno di fare per un bel po’!) .

Quindi per cominciare non serve spendere un patrimonio, basta spendere bene e con cognizione di causa.

Feb 032011
 

Vorrei smentire coloro che affermano che il modellismo dinamico è una passione costosa. Molte volte lo dicono senza sapere quanto costa effettivamente, pur essendo motivo di discussione nei campi di volo. Ci sono da considerare le nostre possibilità, le nostre aspettative e  quindi operare di conseguenza. Dobbiamo soltanto trovare, nella vastità dell’offerta oggi disponibile, quello che possa soddisfare i nostri desideri. Esistono attrezzature di livello elevato, di  grande soddisfazione ma anche di prezzo considerevole. Ciò non deve spaventare, dato che nella maggior parte dei casi le possibilità offerte da tali prodotti non verranno mai utilizzate da appassionati medi. Nei livelli inferiori e comparando i prezzi tra le case, ormai molto uniformati, incontreremo gradevoli sorprese e saremo sicuri di trovare così qualcosa che ci possa andare bene, ad un prezzo adeguato. Non bisogna confondere prezzo elevato con qualità. La concorrenza tra le case, fa sì che nessuna azienda immetta nel mercato prodotti di bassa qualità o senza i dovuti collaudi. Il tam-tam di Internet li metterebbe in crisi e ne comprometterebbe le vendite. In molti casi la scelta di una determinata marca è determinata da simpatia, oppure da come è considerata dalle persona che conoscete. Se però quelle che andrete a fare, saranno le prime scelte, vi consiglio una visita al campo di volo più vicino alla vostra zona. Sono sicuro che troverete persone disposte ad ascoltarvi e che vi sapranno consigliare bene!

Personalmente preferisco, utilizzare materiale e volare con modelli alla mia portata. Così non ho timore ogni volta che devo farli volare, perché costano tanto o perfino troppo (vedo troppe persone con modelli spettacolari che non li portano mai al campo…). Meglio volare con modelli semplici, specialmente all’inizio. Lasciate da parte il Jet che ammirate, o l’acrobatico che sognate, ma preferite un modello agevole da mettere in volo e facile da riparare. Una volta che avrete imparato a volare bene, i modelli belli arriveranno! Non abbiate fretta e specialmente lasciatevi consigliare….

Feb 012011
 

Ho preparato una piccola serie di articoli per principainti. Questi testi sono molto discorsivi, servono come introduzione generale a chi comincia nel mondo del modellismo dinamico. Non hanno nessuna pretesa, ma ritengo possano essere molto utili. Continuate a seguirmi! 😉

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